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giovedì 18 giugno 2015

24 maggio 1915. L'aspetto ordinativo dell'Esercito Italiano

    Il Quadro di Battaglia al 24 maggio 1915 [1]

Al momento delle entrate in guerra, l’Esercito Italiano disponeva delle forze sotto indicate, inquadrate in quattro Armate, ovvero quello che comunemente si definisce “Quadro di Battaglia”. Serve anche per conoscere il peso reale della potenza dell’Italia. Per un raffronto, il nostro nemico, ancorchè impegnato in altri due fronti, disponeva di oltre 12 Armate.  IL quadro di battaglia è uno dei documenti fondamentali per comprendere la prigionia militare italia nella Prima guerra mondiale

Nel dettaglio, il Quadro di Battaglia dell’Esercito Italiano era il seguente:

La 1a Armata era ordinata su due Corpi d’Armata, ciascuno su tre Divisioni, con in più la piazzaforte di Verona, retta da un Tenente Generale 1a Armata
Ten. Gen. Roberto Brasati
III Corpo d’Armata
Ten. Gen. Vittorio Camerana
5a Divisione
Ten. Gen. Luigi Druotti
. Brigata Cuneo
.. 7° Reggimento fanteria
.. 8° Reggimento fanteria
. Brigata Palermo
.. 67° Reggimento fanteria
.. 68° Reggimento fanteria
. 27° Reggimento Artiglieria campale (5 batterie)
6a Divisione
Ten. Gen. Oscar Ruffo
. Brigata Toscana
.. 77° Reggimento fanteria
.. 78° Reggimento fanteria
. Brigata  Sicilia
.. 61° Reggimento fanteria
.. 62° Reggimento fanteria
16° Reggimento Artiglieria (6 batterie)
33a Divisione
Ten. Gen. Felice De Chaurand de Saint Eustache
. Brigata Milano
.. 159° Reggimento fanteria
.. 160° Reggimento fanteria
. Brigata Novara
.. 153° Reggimento fanteria
.. 154° Reggimento fanteria
. 42° Reggimento Artiglieria campale (6 batterie)
. 2 squadroni di cavalleria

Fortezza di Verona
Ten. Gen. Gaetano Gobbo

V Corpo d’Armata
Ten. Gen. Fiorenzo Aliprindi
9a Divisione
Ten. Gen. Ferruccio Ferri
.Brigata Roma
.. 79° Reggimento fanteria
.. 80° Reggimento fanteria
. Brigata Puglie
.. 71° Reggimento fanteria
.. 82° Reggimento fanteria
. 29° Reggimento artiglieria campale (8 batterie)
15a Divisione
Ten. Gen Luigi Lanchantin
. Brigata Venezia
.. 83° Reggimento fanteria
.. 84° Reggimento fanteria
.. Brigata Abruzzi
.. 57° Reggimento fanteria
.. 58° Reggimento fanteria
. 19° Reggimento artiglieria campale (6 batterie)
34a Divisione
Ten. Gen. Pasquale Oro
. Brigata Ivrea
.. 161° Reggimento fanteria
.. 162° Reggimento fanteria
. Brigata Treviso
.. 115° Reggimento fanteria
.. 116° Reggimento fanteria
. 41° Reggimento artiglieria campale (6 batterie)
 
A disposizione dei Comandi di Armata, le seguenti unità:
. Una Brigata di fanteria
. 16 Battaglioni alpini
. 2 Reggimenti bersaglieri
. 4 Battaglioni di Milizia Territoriale
. 7 Battaglioni della Guardia di Finanza
. 2 Compagnie autonome
. 16 Batterie da montagna
. 2 Gruppi di 2 batterie pesanti campali
. 1 Compagnia e mezzo di zappatori del genio
. 8 Compagnia e mezzo di minatori del genio
. 1 Compagnia pontieri del genio
 



La 2a Armata era ordinata su tre Corpi d’Armata, che inquadrano o due o tre divisioni.


2a Armata
Ten. Gen Pietro Frugoni
II Corpo d’Armata
Ten. Gen. Ezio Reisoli
3a Divisione
Ten. Gen. Giovanni Prelli
. Brigata Ravenna
.. 37° Reggimento fanteria
.. 38° Reggimento fanteria
. Brigata Forlì
.. 43° Reggimento fanteria
.. 44° Reggimento fanteria
.. 23° Reggimento artiglieria campale (8 batterie)
4a Divisione
Ten. Gen. Cesare Del Mastro
. Brigata Livorno
.. 33° Reggimento fanteria
.. 34° Reggimento fanteria
. Brigata Lombardia
.. 73° Reggimento fanteria
.. 74° Reggimento fanteria
.26 Reggimento artiglieria campale (8 batterie)
32a Divisione
Ten. Gen. Alberto Piacentini
. Brigata Spezia
.. 125° Reggimento fanteria
.. 126° Reggimento fanteria
. Brigata Firenze
.. 127° Reggimento fanteria
.. 128° Reggimento fanteria
.. 48° Reggimento artiglieria campale (6 batterie)

IV Corpo d’Armata
Ten. Gen. Mario Nicola de Robilant 
7a Divisione
Ten. Gen.Nicolò D’Avanzo
. Brigata Bergamo
.. 25° Reggimento fanteria
.. 26° Reggimento fanteria
. Brigata Valtellina
.. 65° Reggimento fanteria
.. 66° Reggimento fanteria
.. 21° Reggimento artiglieria campale (8 batterie)
.. Gruppo Artiglieria da montagna Udine
.. 1° Reggimento pesante campale – V Gruppo (2 batteria)
8a Divisione
Ten. Gen Guglielmo Lang.
. Brigata Modena
.. 41° Reggimento fanteria
.. 42° Reggimento fanteria
. Brigata Salerno
.. 89° Reggimento fanteria
.. 90° Reggimento fanteria
.28° Reggimento artiglieria campale (8 batterie)
33a Divisione
Ten. Gen Carlo Ricci 
. Brigata Liguria
.. 157° Reggimento fanteria
.. 158° Reggimento fanteria
. Brigata Emilia
.. 119° Reggimento fanteria
.. 120° Reggimento fanteria
.. 40° Reggimento artiglieria campale (6 batterie)
Divisione Bersaglieri
Ten. Gen. Alessandro Raspi
.. 6° Reggimento bersaglieri
.. 9° Reggimento bersaglieri
.. 11° Reggimento bersaglieri
.. 12° Reggimento bersaglieri
.. Gruppo artiglieria da montagna Mondovì

XII Corpo d’Armata
Ten. Gen. Luigi Segato 
23a Divisione
Ten. Gen. Giovanni Airaldi
. Brigata Verona
.. 85° Reggimento fanteria
.. 86° Reggimento fanteria
. Brigata Aosta
.. 5° Reggimento fanteria
.. 6° Reggimento fanteria
24a Divisione
Ten. Gen. Gustavo Fara
. Brigata Napoli
.. 75° Reggimento fanteria
.. 76° Reggimento fanteria
. Brigata Piemonte
.. 3° Reggimento fanteria
.. 4° Reggimento fanteria
Gruppo alpino A
 Colonnello Roberto Tedeschi
.. Battaglione alpini Aosta
.. Battaglione alpini Ivrea
.. Battaglione alpini Intra
.. Battaglione alpini Cividale
.. Battaglione alpini Val Natisone
.. Battaglione alpini Val Orco
.. Battaglione alpini Val Baltea
.. Battaglione alpini Val Toce
.. Gruppo artiglieria da montagna Bergamo
Gruppo alpino B
Colonnello Ernesto Alliana
.. Battaglione alpini Pinerolo
.. Battaglione alpini Susa
.. Battaglione alpini Val Pellice
.. Battaglione alpini Val Cenischia
.. Battaglione alpini Val Dora
.. Gruppo artiglieria da montagna Pinerolo

A disposizione dei Comandi d’Armata:
.. 2 Gruppi di 2 batterie  di cannoni da 149A
.. 1 Gruppo di 3 batterie di cannoni da 149G
.. 2 Gruppi di 3 batterie di obici pesanti campali
.. 2 Gruppi di 2 batterie di obici pesanti campali
.. 16 Batterie da montagna (comprese le 10 della divisione bersaglieri e dei
       gruppi alpini)
.. 8 Batterie someggiate
.. 4 Compagnie pontieri del genio
.. 4 Compagnie minatori del genio
.. 3 Squadriglie di aeroplani


La 3a Armata era ordinata su tre Corpi d’Armata, con due o tre divisioni a seconda delle esigenze.


3a Armata
S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia[2]
VI Corpo D’Armata
Ten. Gen. Carlo Ruelle
11a Divisione
Ten. Gen. Ettore Manbretti
. Brigata Pistoia
.. 35° Reggimento fanteria
.. 36° Reggimento fanteria
. Brigata Re
.. 1° Reggimento fanteria
.. 2° Reggimento fanteria
..14° Reggimento artiglieria campale (8 batterie)
..1 Gruppi di artiglieria someggiata
..1 Gruppo artiglieria pesante campale
12a Divisione
Magg. Gen. Oreste Zavattari
. Brigata Casale
.. 11° Reggimento fanteria
.. 12° Reggimento fanteria
. Brigata Pavia
.. 11° Reggimento fanteria
.. 12° Reggimento fanteria
30° Reggimento artiglieria campale (8 batterie)
1a Divisione di cavalleria
. 1a Brigata di cavalleria
.. 13° Reggimento cavalleria
.. 20° Reggimento cavalleria
. 2a Brigata di cavalleria
.. 4° Reggimento cavalleria
.. 5° Reggimento cavalleria
.. 94° Reggimento fanteria (+
.. 3 Battaglioni bersaglieri ciclisti
.. II Gruppo di batterie a cavallo
. II Gruppo artiglieria

VII Corpo d’Armata
Ten.Gen. Vincenzo Garioni
13a Divisione
Ten.Gen. Cleto Angelotti
. Brigata Messina
.. 93° Reggimento fanteria
.. 94° Reggimento fanteria
. Brigata Granatieri di Sardegna
.. 1° Reggimento granatieri di Sardegna
.. 2° Reggimento granatieri di Sardegna
.. 31° Reggimento artiglieria campale (8 batterie)*
.. 1 batteria da 70 A someggiata*
14a Divisione*
Magg. Gen. Giacinto Rostagno
. Brigata Pinerolo
.. 13° Reggimento fanteria
.. 14° Reggimento fanteria
. Brigata Acqui
.. 17° Reggimento fanteria
.. 18° Reggimento fanteria
.. 18° Reggimento artiglieria campale (8 batterie)*

XI Corpo d’Armata
Ten.Gen. Giorgio Cigliana
21a Divisione
Ten.Gen. Carlo Mazzoli
. Brigata Pisa
.. 29° Reggimento fanteria
.. 30° Reggimento fanteria
35° Reggimento artiglieria campale (8 batterie)*
22a Divisione
Ten.Gen. Vittorio Signorile
. Brigata Brescia
.. 19° Reggimento fanteria
.. 20° Reggimento fanteria
. Brigata Ferrara
.. 47° Reggimento fanteria
.. 48° Reggimento fanteria
15° Reggimento artiglieria campale (8 batterie)*[3]
2a Divisione di cavalleria
Ten.Gen. Giovanni Vercellana
2a Divisione di cavalleria
. Comando brigata Regina
. 3a Brigata di cavalleria
.. 7° Reggimento cavalleria
.. 10° Reggimento cavalleria
. 4a Brigata di cavalleria
.. 6° Reggimento cavalleria
.. 25° Reggimento cavalleria
.. 10° Reggimento fanteria
.. 2 Battaglioni bersaglieri ciclisti
.. 2 Battaglioni fanteria
.. 1 Gruppo artiglieria pesante campale
.. 1 Gruppo di batteria a cavallo
.. 2 batterie someggiate
A disposizione dei Comandi d’Armata:
.. 7 battaglioni della Regia Guardia di Finanza
.. 1 Gruppo di quattro batterie di cannoni da 149G
.. 2 Gruppi di  tre batterie di obici pesanti campali
.. 2 Gruppi di due batterie di obici pesanti campali
.. 7 Batterie someggiate
.. 5 Compagnie pontieri
.. 2 Compagne minatori
.. 5 Squadriglie d’aeroplani



La 4a Armata schierata nella conca di Cortina ordinata su due Corpo d’Armata, su due divisioni.


4a Armata
Ten. Gen. Luigi Nava
I Corpo D’Armata
Ten.Gen. Ottavio Ragni
1a Divisione
Ten.Gen. Alfonso Petitti di Roreto
. Brigata Parma
.. 49° Reggimento fanteria
.. 50° Reggimento fanteria
. Brigata Basilicata
.. 91° Reggimento fanteria
.. 92° Reggimento fanteria
25° Reggimento artiglieria campale (5 batterie)
.. 2 batterie someggiate da 70
2a Divisione
Ten.Gen. Saverio Nasalli Rocca
. Brigata Como
.. 93° Reggimento fanteria
.. 94° Reggimento fanteria
. Brigata Umbria
.. 23° Reggimento fanteria
.. 24° Reggimento fanteria
17° Reggimento artiglieria campale (8 batterie)
10a Divisione
Ten.Gen. Giovanni Scrivante
. Brigata Marche
.. 55° Reggimento fanteria
.. 56° Reggimento fanteria
. Brigata Ancona
.. 69° Reggimento fanteria
.. 70° Reggimento fanteria
.. 20° Reggimento artiglieria campale (8 batterie)

IX Corpo d’Armata
Ten.Gen. Pietro Marino
17a Divisione
Ten.Gen. Diomede Saveri
. Brigata Reggio
.. 45° Reggimento fanteria
.. 46° Reggimento fanteria
. Brigata Torino
.. 81° Reggimento fanteria
.. 82° Reggimento fanteria
.. 13° Reggimento artiglieria campale (8 batterie)
18a Divisione
Ten.Gen. Vittorio Carpi
. Brigata Alpi
.. 51° Reggimento fanteria
.. 52° Reggimento fanteria
. Brigata Calabria
.. 59° Reggimento fanteria
.. 60° Reggimento fanteria
33° Reggimento artiglieria campale (8 batterie)

A disposizione del Comando di Armata:
.. 1 Reggimento fanteria Milizia Territoriale
.. 8 Battaglioni alpini
.. 1 Battaglioni della Regia Guardia di Finanza
.. 2 Gruppi di 2 batterie pesanti campali
.. 9 Batteria da montagna
.. 2 Batterie someggiate
.. 1 Compagnia pontieri
.. 5 Compagnie e mezzo di compagnie minatori

Alle dirette dipendenze del Comando Supremo
Zona Carnia
Ten.Gen. Clemente Lequio
.. 16 Battaglioni Alpini
.. 3 Battaglioni Regia Guardia di Finanza
.. 6 Batterie da montagna
.. 1 Squadrone di cavalleria
.. 2 Batterie someggiate
.. 1 Compagnia zappatori
.. 2 Compagnie minatori
.. 1 Compagnia telegrafisti

A disposizione del Comando Supremo forze paragonabili ad una altra Armata, come riserva generale

VIII Corpo D’Armata
Ten.Gen. Ottavio Briccola
16a Divisione
Magg. Gen. Luciano Secco
. Brigata Friuli
.. 87° Reggimento fanteria
.. 88° Reggimento fanteria
. Brigata Cremona
.. 21° Reggimento fanteria
.. 22° Reggimento fanteria
32° Reggimento artiglieria campale (8 batterie)
29a Divisione
Ten.Gen. Fortunato Marazzi
. Brigata Perugia
.. 129° Reggimento fanteria
.. 130° Reggimento fanteria
. Brigata Lazio
.. 131° Reggimento fanteria
.. 132° Reggimento fanteria
.. 37° Reggimento artiglieria campale (6 batterie)

X Corpo d’Armata
Ten.Gen. Domenico Grandi
19a Divisione
Ten.Gen. Giuseppe Ciancio
. Brigata Siena
.. 31° Reggimento fanteria
.. 32° Reggimento fanteria
. Brigata Bologna
.. 39° Reggimento fanteria
.. 40° Reggimento fanteria
.. 34° Reggimento artiglieria campale (8 batterie)
20a Divisione
Ten.Gen. Edoardo Coardi di Carpaneto
. Brigata Savona
.. 15° Reggimento fanteria
.. 16° Reggimento fanteria
. Brigata Cagliari
.. 63° Reggimento fanteria
.. 64° Reggimento fanteria
.. 34° Reggimento artiglieria campale (8 batterie)

XIII Corpo d’Armata
Ten.Gen. Gaetano Zoppi
25a Divisione
Ten. Gen. Luigi Capello
. Brigata Macerata
.. 121° Reggimento fanteria
.. 122° Reggimento fanteria
. Brigata Sassari
.. 151° Reggimento fanteria
.. 152° Reggimento fanteria
.. 46° Reggimento artiglieria campale (8 batterie)
30a Divisione
Ten.Gen. Arcangelo Scotti
. Brigata Piacenza
.. 111° Reggimento fanteria
.. 112° Reggimento fanteria
. Brigata Alessandria
.. 155° Reggimento fanteria
.. 156° Reggimento fanteria
39° Reggimento artiglieria campale (6 batterie)
31a Divisione
Ten.Gen. Annibale Gastaldello
. Brigata Chieti
.. 123° Reggimento fanteria
.. 124° Reggimento fanteria
. Brigata Barletta
.. 137° Reggimento fanteria
.. 138° Reggimento fanteria
.. 43° Reggimento artiglieria campale (6 batterie)
.. 25° Reggimento artiglieria campale (3 batterie)

XIV Corpo d’Armata
Ten.Gen. Paolo Morrone
26a Divisione
. Brigata Caltanissetta
.. 147° Reggimento fanteria
.. 148° Reggimento fanteria
. Brigata Catania
.. 145° Reggimento fanteria
.. 146° Reggimento fanteria
49° Reggimento artiglieria campale (6 batterie)

Ten.Gen. Michele Salazar
27a Divisione
Ten.Gen. Guglielmo Pecori Giraldi
. Brigata Benevento
.. 133° Reggimento fanteria
.. 134° Reggimento fanteria
. Brigata Campania
.. 135° Reggimento fanteria
.. 136° Reggimento fanteria
.. 38° Reggimento artiglieria campale (6 batterie)

28a Divisione
Ten.Gen. Giuseppe Queirolo
. Brigata Bari
.. 139° Reggimento fanteria
.. 140° Reggimento fanteria
. Brigata Catanzaro
.. 141° Reggimento fanteria
.. 142° Reggimento fanteria
.. 45° Reggimento artiglieria campale (6 batterie)

3a Divisione di cavalleria
Ten.Gen. Carlo Guicciardi di Cervado
. 5a Brigata di cavalleria
.. 12° Reggimento cavalleria
.. 24° Reggimento cavalleria
. 6a Brigata di cavalleria
.. 3° Reggimento cavalleria
.. 8° Reggimento cavalleria
II Gruppo di batterie a cavallo
4a Divisione  di cavalleria
Ten.Gen. Alessandro Malingri di Bagnolo[4]
. 4a Brigata di cavalleria
.. 1° Reggimento cavalleria
.. 26° Reggimento cavalleria
. 8a Brigata di cavalleria
.. 19° Reggimento cavalleria
.. 28° Reggimento cavalleria
IV Gruppo di batterie a cavallo
A disposizione del Comando Supremo le seguenti ulteriori truppe:
.. 2 Brigate di fanteria (su tre reggimenti)
.. 1 Reggimento di Carabinieri Reali
.. 1 Compagna zappatori
.. 2 Compagne telegrafisti
.. 4 Compagnie pontieri
.. 1 Compagnia minatori
.. 3 Dirigibili
.. 4 Squadriglie d’aeroplani

Le Brigate che portavano il nome marchigiano, alla data del 24 maggio 1915 avevano la seguente articolazione:

Brigata Marche,
Assegnata alla 10a divisione di fanteria, I Corpo d’Armata, 4a Armata

55° Reggimento fanteria
. I Battaglione
..1a, 2a, 3a, 4a, 5a, 6a, 7a, 8a, 9a, 10a, 11a, 12a compagnia
. II Battaglione
..1a, 2a, 3a, 4a, 5a, 6a, 7a, 8a, 9a, 10a, 11a, 12a compagnia
. III Battaglione
..1a, 2a, 3a, 4a, 5a, 6a, 7a, 8a, 9a, 10a, 11a, 12a compagnia

56° Reggimento fanteria
. I Battaglione
..1a, 2a, 3a, 4a, 5a, 6a, 7a, 8a, 9a, 10a, 11a, 12a compagnia
. II Battaglione
..1a, 2a, 3a, 4a, 5a, 6a, 7a, 8a, 9a, 10a, 11a, 12a compagnia
. III Battaglione
..1a, 2a, 3a, 4a, 5a, 6a, 7a, 8a, 9a, 10a, 11a, 12a compagnia

Brigata Ancona
Assegnata alla 10a divisione, I Corpo d’Armata, 4a Armata

69° Reggimento fanteria[5]
. I Battaglione
..1a, 2a, 3a, 4a, 5a, 6a, 7a, 8a, 9a, 10a, 11a, 12a compagnia
. II Battaglione
..1a, 2a, 3a, 4a, 5a, 6a, 7a, 8a, 9a, 10a, 11a, 12a compagnia
. III Battaglione
..1a, 2a, 3a, 4a, 5a, 6a, 7a, 8a, 9a, 10a, 11a, 12a compagnia

70° Reggimento fanteria[6]
. I Battaglione
..1a, 2a, 3a, 4a, 5a, 6a, 7a, 8a, 9a, 10a, 11a, 12a compagnia
. II Battaglione
..1a, 2a, 3a, 4a, 5a, 6a, 7a, 8a, 9a, 10a, 11a, 12a compagnia
. III Battaglione
..1a, 2a, 3a, 4a, 5a, 6a, 7a, 8a, 9a, 10a, 11a, 12a compagnia

Brigata Macerata
Assegnata alla 25a divisione, XIII Corpo d’Armata, a disposizione del
Comando Supremo nella riserva generale.

121° Reggimento fanteria
. I Battaglione
..1a, 2a, 3a, 4a, 5a, 6a, 7a, 8a, 9a, 10a, 11a, 12a compagnia
. II Battaglione
..1a, 2a, 3a, 4a, 5a, 6a, 7a, 8a, 9a, 10a, 11a, 12a compagnia
. III Battaglione
..1a, 2a, 3a, 4a, 5a, 6a, 7a, 8a, 9a, 10a, 11a, 12a compagnia

122° Reggimento fanteria
. I Battaglione
..1a, 2a, 3a, 4a, 5a, 6a, 7a, 8a, 9a, 10a, 11a, 12a compagnia
. II Battaglione
..1a, 2a, 3a, 4a, 5a, 6a, 7a, 8a, 9a, 10a, 11a, 12a compagnia
. III Battaglione
..1a, 2a, 3a, 4a, 5a, 6a, 7a, 8a, 9a, 10a, 11a, 12a compagnia







[1] Il materiale di questo paragrafo è tratto dal testo della Conferenza tenuta dall’Autore, il 25 ottobre 2014, dal titolo “24 maggio 1915. L’Italia entra in guerra” nel quadro delle conferenze a margine della mostra “L’Europa in Fiamme. La Grande Guerra 1914-1915 Uniformi e Cimeli” tenutasi nel Palazzo del Governo - Prefettura di Pesaro, dal 28 giugno al 9 novembre 2014.
Nella mostra si è avuta la possibilità di allestire una Vetrina dedicata alla Prigionia nella Prima Guerra Mondiale. In tale vetrina sono state esposti alcuni cimeli e reperti riferiti alla prigionia nella prima guerra mondiale. Lettere e corrispondenze di prigionieri. Fotografie della vita nel campo di concentramento e cimeli significativi, primo fra tutti il filo spinato, l’elemento simbolo della prigionia di guerra. Il tema della prigionia di guerra è l’argomento prescelto per l’anno 2017 nel quadro delle conferenze che il Comando Militare Esercito “Marche” ha in animo di organizzare.
Per ulteriori dati ed informazioni cfr.: www.prigioniadiguerra.blogspot.com.
[2] S.A.R. assunse il comando dell’Armata il 26 maggio 1915. Dal 24 maggio al 26 maggio il comando venne retto dal Gen. Garloni.
[3] * Unità non ancora sul sito di radunata il 24 maggio 1915.
[4] Cfr. Ministero della Guerra, Comando del Corpo di Stato Maggiore, Ufficio Storico, L’Esercito Italiano nella Grande Guerra (1915-1918) - Le forze belligeranti, Allegati, Vol. I Bis, Roma, Ristampa 1974. All. 37
[5] Il Reggimento era munito di salmerie
[6] Il Reggimento era munito di salmerie

sabato 30 maggio 2015

Appuntamenti dei "mercoledì del Nastro Azzurro"


Nell'ambito degli appuntamenti dei  "mercoledì del Nastro Azzurro" il 3 giugno alle ore 17,30 nella Sede nazionale dell'Istituto in Roma piazza Galeno 1 il giornalista PierLuigi Roesler Franz terrà la conferenza: 

"Dai campi di calcio al fronte, i caduti della S.S. Lazio".

Erano calciatori e persero la vita da Eroi. 
A 100 anni dall'inizio della Prima Guerra Mondiale la sezione provinciale di Roma dell'Istituto del Nastro Azzurro fra combattenti decorati al valor militare intende così sia commemorare degnamente i tanti atleti della Lazio che persero la vita combattendo al fronte (molti di essi furono anche decorati al valor militare), sia ricordare il tributo di sangue pagato alla Patria dal glorioso club biancoceleste. 
 
E' uno spaccato di storia poco conosciuto che va, invece, riportato alla luce e rilanciato anche nel mondo internet proprio per evitare che il nome di tanti calciatori Caduti 100 anni fa da Eroi finisca assurdamente nell'oblio. Difatti, poiché "senza memoria non c'é futuro", é assolutamente indispensabile nel XXI secolo perpetuarne il loro ricordo ai giovani e alle future generazioni.
  

martedì 12 maggio 2015

Volume n. 21 della Collana Storia in Laboratorio



LE MARCHE E LA PRIMA GUERRA MONDIALE: IL 1914

LE BRIGATE DI FANTERIA
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lunedì 27 aprile 2015

Carlo Vicentini: ancora in forma


Con accanto il presidente del Istituto del Nastro Azzurro, Carlo Maria Vicentini, e con in testa il cappello alpino, inseparabile, il s. ten. classe 1917 Carlo Vicentini è sempre sulla breccia. Con immutato affetto pubblichiamo questa fotografia, in attesa di incontrarlo alla conferenza che terrà alla sede romana del Nastro Azzurro per il ciclo dedicato alla Seconda Guerra Mondiale

Carlo Vicentini è stato combattente in Russia, con il Battaglione Monte Cervino; prigioniero, è rientrato nel 1946. Uno dei massimo artefici della memoria della Prigionia in Unione Sovietica, animatore instancabile delle attività dell UNIRR.

Il ciclo di studi sulla Prigionia i URSS già da tempo avviato trova in lui un grande sostenitore.

sabato 18 aprile 2015

1.1.La prigionia militare nei secoli I

(draf di base per il volume dedicato al Combattente disarmato nel quadro delle celebrazioni della Prima Guerra Mondiale) 

.La prigionia militare nei secoli  I

Nella storia dell’Uomo lo scontro fra tribù, popoli e Stati ha portato sempre ad avere vincitori e vinti e la sorte dei vinti, quando erano fatti prigionieri, era la schiavitù. I Greci si sentivano un popolo superiore e la guerra contro “i barbari”, cioè gli altri popoli, considerati loro nemici naturali, legittimava ogni violenza permessa ed accettata. La sorte dei prigionieri, dopo ogni battaglia, era segnata. Nelle guerre fra Greci questo principio di violenza estrema. I Greci ( tutti gli Elleni sono fratelli) consideravano inviolabili i templi, davano sepoltura ai Caduti in combattimento, anche se la guerra era in corso potevano frequentare i giochi olimpici, potevano offrire agli Dei ed in alcune circostanze potevano avere salva la vita: in linea generale, però, la sorte dei prigionieri era quella di cadere schiavitù ad essere soppressi.
Presso i Romani il nemico in guerra continuava ad essere senza diritti; contro di lui tutto era permesso sia nel campo di battaglia che dopo. Però, i Romani miravano a governare sui popoli vinti e non ad annientarli; questo portò, di caso in caso, ad una minore violenza bellica soprattutto verso i vecchi, le donne ed i bambini. Anche presso i Romani il prigioniero di guerra non aveva diritti e come tale poteva essere ucciso, ridotto in schiavitù e su di lui poteva essere esercitata ogni tipo di violenza.
Nel Medio Evo l’affermarsi in Europa degli usi e delle consuetudini del mondo germanico non portano a significativi cambiamenti nei confronti dei prigionieri. I Germani consideravano il duello uno scontro nel quale Dio assegnava la vittoria a chi sosteneva la causa giusta. Il perdente non aveva il benvolere di Dio e quindi il vincitore ne poteva disporre come meglio perché il prigioniero non aveva diritti.
Durante le crociate si instaurò la prassi di curare i feriti e gli ammalati delle armate cristiane e nacquero gli ordini Militari Ospedalieri. Si fa strada il concetto che l’ammalato ed il ferito devono essere soccorsi. Per tutta l’età moderna comunque il modo di fare la guerra rimane sostanzialmente quella dei secoli precedenti e sui prigionieri di guerra, come per il passato, furono compiute indicibili efferatezze. A partire dal ‘600, grazie agli studi dell’olandese Huig van Groot (Grotius) comincia a farsi strada il concetto, sentito da molti, che occorre regolamentare il modo di fare la guerra  ed introdurre usi e consuetudini che attenuano la violenza stessa. Nella sua opera De jure belli ac pacis del 1625 Grotius teorizza, venga condotta con certe norme di umanità.

Nel ‘700 si comincia a riflettere sul fatto che il soldato è un bene, e dunque i prigionieri di guerra hanno un valore e possono essere scambiati. Si possono notare alcune forme di attenuazione della violenza sui prigionieri di guerra, che però continuano a non avere diritti. Si estende la pratica e l’uso delle convenzioni di resa, in cui vengono utilizzate delle norme a favore dei prigionieri che, pur soggette all’arbitrio del vincitore, portano al riconoscimento occasionale di alcuni diritti al prigioniero di guerra.

Massimo Coltrinari
prigionia@libero.it

venerdì 6 marzo 2015

Due Incotro al Centro Culturale Russo di Roma 18 e 19 Marzo 2015

Proiezione del film “I girasoli” presso il Centro russo di scienza e cultura

Il 18 marzo alle ore 19:00 presso il Centro russo di scienza e cultura verrà mostrato il film del 1970 I girasoli. È uno dei grandi capolavori di un altrettanto grande regista quale Vittorio De Sica.
Al fine di evitare la partenza per il fronte africano, Antonio, un soldato settentrionale, sposa la napoletana Giovanna, cui si sente subito legato da grande passione. Quando si fingerà pazzo per non doversi più separare da lei, scoperto, dovrà partire per la campagna di Russia. Dopo la ritirata del 1943, i soldati italiani ritornano a casa, ma non Antonio, che figura nelle liste dei dispersi. Decisa a non mollare e convinta com'è che sia ancora vivo, la risoluta Giovanna partirà per cercarlo fino in Russia.
Riconoscimenti: 1971 - Premio Oscar nomination «Migliore colonna sonora» a Henry Mancini, 1970 - David di Donatello «Migliore attrice protagonista» a Sophia Loren.
Il film sara presentato con i sottotitoli in russo.

La performance teatrale “Immaginate una notte a Pietroburgo...“ presso il Centro russo di scienza e cultura

Il 19 marzo alle ore 19:30 andrà in scena presso il Centro Russo di Scienza e Cultura di Roma la performance teatrale "Immaginate una notte a Pietroburgo...", riduzione drammatica, con musiche e danze, liberamente tratta da L’Idiota di Fëdor Michajlovič Dostoevskij, a cura di Lia Maselli, in collaborazione con Ekaterina Karpova e Massimo Maselli, realizzata e prodotta dall’Istituto di Istruzione Superiore Statale “Leon Battista Alberti” di Roma. Regia di Alessia De Bortoli e Luca Gabos.
La performance teatrale degli studenti dell’Istituto “Leon Battista Alberti”, che animerà i sontuosi saloni del piano nobile di Palazzo Santacroce, è infatti un’anteprima del dramma in musiche e danze "Immaginate una notte a Pietroburgo...", che andrà in scena in forma integrale al Teatro Vascello di Roma il prossimo 6 giugno 2015, con il patrocinio del Centro Russo di Scienza e Cultura di Roma.
La realizzazione, l’allestimento e la messa in scena dell’opera teatrale "Immaginate una notte a Pietroburgo..." vede la partecipazione complessiva di circa 70 persone, tra attori, cantanti, ballerini, esecutori delle scenografie e dei vestiti d’epoca, assistenti alla regia e tecnici vari.
Le coreografie sono di Tatyana Chupryna, insegnante della scuola di danza «GIOIA» presso il Centro Russo di Scienza e Cultura di Roma, la consulenza musicale del soprano Ekaterina Karpova, da San Pietroburgo; i costumi dei protagonisti femminili sono della stilista di origini russe Diana Barbur, che opera in Oradea (Romania).

martedì 24 febbraio 2015

Arpilia: Rassegna Stampa Conferenza 18 Febbraio

Dal Giornale "Agropontino", 19 febbraio 2015



Si è tenuta mercoledì 18 febbraio, alle ore 11:30, presso l'Auditorium dell' I.I.S. “ROSSELLI” ad Aprilia la seconda conferenza del progetto “CENTENARIO GRANDE GUERRA: UN RICORDO PER LA PACE” che ha ottenuto la concessione del logo ufficiale per le Commemorazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale, rilasciato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale. L'evento organizzato dall'Associazione “Un ricordo per la pace” ha coinvolto le classi quarte e quinte dell'Istituto Rosselli ed è stato realizzato nella giornata in cui ricorre il primo anniversario dell'inaugurazione del monumento in memoria di Eric Fletcher Waters e dei caduti dispersi della battaglia di Aprilia. Elisa Bonacini presidente dell'Associazione “Un ricordo per la pace” ed Harry Shindler rappresentante in Italia della ITALY STAR ASSOCIATION 1943-1945 furono infatti i promotori dell'iniziativa dei memoriali ai caduti senza sepoltura del 1944, attraverso una richiesta protocollata nel 2013 negli uffici comunali di Aprilia. La Dirigente prof.ssa Viviana Bombonati, che ha accolto favorevolmente il progetto dell'Associazione “Un ricordo per la pace”, ha aperto la conferenza dando poi la parola per un breve saluto all'Assessore alla cultura Francesca Barbaliscia, Elisa Bonacini ha presentato l'iniziativa sottolineando l'importanza di ricordare quei drammatici eventi della prima guerra mondiale anche se appaiono lontani da noi, per rafforzare il sentimento di unità nazionale e nello stesso tempo l'apprezzamento del valore della pace. I ragazzi hanno avuto la possibilità di rapportarsi con tre importanti relatori: il Generale di Divisione Gianfranco Gasperini, collaboratore decennale con la Sapienza di Roma e Docente di Sociologia militare all'Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze è intervenuto su “La Grande guerra nei suoi aspetti sociologici”; il Generale Luigi Marsibilio, Vice-Presidente della “Sezione Studenti e Cultori della materia” ha spiegato ai ragazzi la fase che precedette il conflitto mondiale in Italia, divisa tra “ Interventismo e neutralismo”; il Generale Massimo Coltrinari Docente di Dottrine Strategiche e Storia Militare all’Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze e Docente di Geopolitica e Sicurezza Globale all'Università Sapienza di Roma è intervenuto sugli antefatti del conflitto: “Dalla Triplice Alleanza alla Neutralità. Dalla Neutralità al Patto di Londra”; i Generali hanno dato disponibilità anche per l'elaborazione delle prossime tesi degli esami di maturità. Nel corso dell'evento è stato proiettato il video a tema “4 novembre: la grande vittoria italiana”, realizzato dall'Associazione “Un ricordo per la pace” che è a disposizione degli Istituti d'Istruzione che ne facciano richiesta. Durante il convegno è stato possibile visionare oltre alla collezione storica di Ostilio Bonacini relativa alla seconda guerra mondiale anche alcuni cimeli e lettere dal fronte della Grande Guerra. Esposti simbolicamente sul palco la bandiera del Regno d'Italia, l'elmetto del fante italiano ed il cappello di un ufficiale alpino del 1915. Rimarrà invece esposta permanentemente la mostra fotografica sui Volontari Ciclisti Automobilisti del 1915 dal titolo “Impressioni di guerra” le cui immagini sono state tratte dall'album di guerra di Giuseppe Bonacini (Reggio Emilia 1892 -1961) volontario agli esordi della Prima Guerra Mondiale nel Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti Automobilisti (V.C.A.), un'unità para-militare di cui fecero parte importanti rappresentanti del movimento Futurista tra cui Filippo Tommaso Marinetti.
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Aprilia: Iniziato il cilco sulla Prima Guerra Mondiale

ROSSELLI DI APRILIA: CONFERENZA UN RICORDO PER LA PACE

Bonacini, Marsibilio, Gasperini, Coltrinari e Bombonati
Bonacini, Marsibilio, Gasperini, Coltrinari e Bombonati
Si è tenuta mercoledì 18 febbraio, alle ore 11:30, presso l’Auditorium dell’ I.I.S. “ROSSELLI” ad Aprilia la seconda conferenza del progetto “CENTENARIO GRANDE GUERRA: UN RICORDO PER LA PACE” che ha ottenuto la concessione del logo ufficiale per le Commemorazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale, rilasciato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale. L’evento organizzato dall’Associazione “Un ricordo per la pace” ha coinvolto le classi quarte e quinte dell’Istituto Rosselli ed è stato realizzato nella giornata in cui ricorre il primo anniversario dell’inaugurazione del monumento in memoria di Eric Fletcher Waters e dei caduti dispersi della battaglia di Aprilia. Elisa Bonacini presidente dell’Associazione “Un ricordo per la pace” ed Harry Shindler rappresentante in Italia della ITALY STAR ASSOCIATION 1943-1945 furono infatti i promotori dell’iniziativa dei memoriali ai caduti senza sepoltura del 1944, attraverso una richiesta protocollata nel 2013 negli uffici comunali di Aprilia. La Dirigente prof.ssa Viviana Bombonati, che ha accolto favorevolmente il progetto dell’Associazione “Un ricordo per la pace”, ha aperto la conferenza dando poi la parola per un breve saluto all’Assessore alla cultura Francesca Barbaliscia, Elisa Bonacini ha presentato l’iniziativa sottolineando l’importanza di ricordare quei drammatici eventi della prima guerra mondiale anche se appaiono lontani da noi, per rafforzare il sentimento di unità nazionale e nello stesso tempo l’apprezzamento del valore della pace. I ragazzi hanno avuto la possibilità di rapportarsi con tre importanti relatori: il Generale di Divisione Gianfranco Gasperini, collaboratore decennale con la Sapienza di Roma e Docente di Sociologia militare all’Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze è intervenuto su “La Grande guerra nei suoi aspetti sociologici”; il Generale Luigi Marsibilio, Vice-Presidente della “Sezione Studenti e Cultori della materia” ha spiegato ai ragazzi la fase che precedette il conflitto mondiale in Italia, divisa tra “ Interventismo e neutralismo”; il Generale Massimo Coltrinari Docente di Dottrine Strategiche e Storia Militare all’Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze e Docente di Geopolitica e Sicurezza Globale all’Università Sapienza di Roma è intervenuto sugli antefatti del conflitto: “Dalla Triplice Alleanza alla Neutralità. Dalla Neutralità al Patto di Londra”; i Generali hanno dato disponibilità anche per l’elaborazione delle prossime tesi degli esami di maturità. Nel corso dell’evento è stato proiettato il video a tema “4 novembre: la grande vittoria italiana”, realizzato dall’Associazione “Un ricordo per la pace” che è a disposizione degli Istituti d’Istruzione che ne facciano richiesta. Durante il convegno è stato possibile visionare oltre alla collezione storica di Ostilio Bonacini relativa alla seconda guerra mondiale anche alcuni cimeli e lettere dal fronte della Grande Guerra. Esposti simbolicamente sul palco la bandiera del Regno d’Italia, l’elmetto del fante italiano ed il cappello di un ufficiale alpino del 1915. Rimarrà invece esposta permanentemente la mostra fotografica sui Volontari Ciclisti Automobilisti del 1915 dal titolo “Impressioni di guerra” le cui immagini sono state tratte dall’album di guerra di Giuseppe Bonacini (Reggio Emilia 1892 -1961) volontario agli esordi della Prima Guerra Mondiale nel Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti Automobilisti (V.C.A.), un’unità para-militare di cui fecero parte importanti rappresentanti del movimento Futurista tra cui Filippo Tommaso Marinetti.la conferenza al Rosselli 18 febbraio 2015

venerdì 20 febbraio 2015

Aprilia: La Grande Guerra: un ricordo per la pace

La Grande Guerra al Rosselli

L’evento è organizzato dall’associazione “Un ricordo per la Pace” presso l’Istituto Rosselli di Aprilia

E’ fissata per mercoledì 18 febbraio presso l’Istituto Rosselli di Aprilia, alle 11:20, il secondo appuntamento del progetto “Centenario Grande Guerra: un ricordo per la pace”. L’associazione promotrice, “Un ricordo per la pace”, ha visto il proprio lavoro riconosciuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha concesso l’uso del logo delle Commemorazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale.
Foto di Giuseppe Bonacini
Foto di Giuseppe Bonacini
La conferenza, che si terrà ad un anno esatto dall’inaugurazione del monumento in memoria di Eric Fletcher Waters, vedrà come relatori: il Generale Massimo Coltrinari(docente sia all’Università La Sapienza che all’Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze), il Generale Luigi Marsibilio (Vice-Presidente della sezione “Studenti e Cultori della Materia”) ed il Generale di Divisione Gianfranco Gasperini(docente presso l’Istituto Superiore di Stato Maggiore Interforze).
In occasione dell’evento sarà possibile visionare sia il video prodotto daElisa Bonacini (4 novembre: la grande vittorai italiana), che la collezione storica di Ostilio Bonacini, arricchita di altri cimeli per l’occasione. Inoltre sarà presente anche la mostra fotografica “Impressioni di Guerra”, tratta dalla collezione storica di Giuseppe Bonacini.

mercoledì 28 gennaio 2015

venerdì 9 gennaio 2015

Ernesto Butta: il secondo giornalista morto nella Prima Guerra Mondiale

Riceviamo dal Prof. Pierluigi Franz, la seguente lettera che volentieri mettiamo a disposizione di tutti i lettori. Il materiale riferito a Lamberto Durante è su www.anconalastoria.blogspot.com

Oggetto: L’8 gennaio 2015 ricorre il 1° Centenario della morte di Ernesto Butta di Sassari, redattore de “La Nuova Sardegna”, il secondo giornalista italiano della Legione garibaldina Caduto eroicamente contro i tedeschi nelle Argonne (Francia) durante la 1^ Guerra Mondiale.

Roma, 27 dicembre 2014

Egregio Professore,

La informo che l’8 gennaio prossimo ricorre il 1° Centenario della eroica morte in combattimento di Ernesto Butta di Sassari, redattore de “La Nuova Sardegna”, il secondo giornalista italiano Caduto nella Grande Guerra con la Legione Garibaldina nelle Argonne contro i tedeschi.

Le invio il materiale da me raccolto in anni di ricerche unitamente a quello gentilmente inviatomi dal collega de “La Nuova Sardegna” Piergiorgio Pinna che invio a parte.

Il nome di Ernesto Butta non figura per errore e/o dimenticanza sulla lapide con i nomi di 83 giornalisti Caduti in guerra nel 1915-1918, inaugurata da Mussolini il 24 maggio 1934 al Circolo della Stampa di Roma e casualmente ritrovata a Roma nel maggio 2011 in una cantina dell'INPGI.

Le segnalo che oltre a Butta vi sono altri 3 giornalisti sardi Caduti nella Grande Guerra (Nunzio o Annunzio Cervi di Sassari, Attilio Deffenu di Nuoro e Salvatore De Rosa di Cagliari) dei quali Le invierò con separate e mail le notizie da me raccolte.

A mio parere sarebbe opportuno onorare la loro memoria e il loro sacrificio.

Con i miei più cordiali saluti ed auguri di Buone Feste!

Pierluigi Roesler Franz
Consigliere nazionale dell'Ordine dei Giornalisti
Via Alessandro Serpieri 7
00197 ROMA
06-321.45.74
335-820.12.40

                                                    
Chi era Ernesto BUTTA, giornalista de “LA NUOVA SARDEGNA”, Garibaldino, il 2° giornalista della Legione Garibaldina morto contro i tedeschi nelle Argonne (Francia) nella 1^ Guerra Mondiale. L'8 gennaio prossimo ricorrerà il 1° Centenario della sua morte.


Ernesto BUTTA di Sassari, giornalista de “LA NUOVA SARDEGNA”.

Fu il 2° giornalista italiano morto nella 1^ Guerra Mondiale, ma per errore non compare nell'Albo d'Oro dei Caduti nella Grande Guerra. 

Era uno dei garibaldini della Legione Garibaldina che combatterono assieme ai francesi contro i tedeschi nelle Argonne (Francia) dove tra la fine del 1914 e i primi mesi del 1915 caddero 300 soldati ed ufficiali, 400 restarono feriti e un migliaio si ammalarono. 


Era nato a Sassari il 26/7/1877. Figlio di Giovan Battista e Domenichina Mundula, si era sposato a Roma con Ernesta Contini (nipote amatissima del noto attore drammatico Dillo Lombardi, che all'epoca lavorava nel cinema nella "Savoia Films") da cui ebbe un figlio ancora in tenera età. Era molto legato al giovane fratello Ettore, impiegato nelle Poste, al quale inviò numerose toccanti lettere come quella del 2 gennaio 1915 (appena 6 giorni prima della sua morte), scritta da Avignone su carta intestata dell'hotel du Louvre che si concluse così: "Rammenta che in questa mia nuova partenza che é la definitiva verso la sorte ultima, qualunque essa sia, nell'abbracciarti io ti dico per l'ultima volta: addio. Tuo Ernesto". 

Ernesto Butta compì gli studi ginnasiali a Nuoro dove il padre era stato trasferito nel 1887, restando molto legato a questa città che considerava la sua 2^ patria. Tornò poi a Sassari per il liceo, ma conseguì la maturità ad Alba in Piemonte dove il padre era andato a lavorare. Dopo la morte del genitore svolse il servizio militare di leva e si trasferì poi a Ginevra da dove per la polizia italiana, che lo riteneva un anarchico, avrebbe inviato una lettera minatoria a Re Umberto I di Savoia. Ma fu assolto con formula piena dalla Corte d'assise di Cuneo. 

Girò poi per l'Italia, tornò in Svizzera, quindi passò in Corsica e per l'insistenza della mamma di nuovo a Sassari dove s'iscrisse all'Università. Andò poi a New York, quindi a Roma e a Parigi.

Spirito libero, forte polemista e brillante resocontista fu sin dai primi del 1900 Redattore della "NUOVA SARDEGNA", quotidiano progressista fondato a Sassari nel 1892 da un gruppo di imprenditori e borghesi illuminati del Nord Sardegna, tra i quali il nonno di Enrico Berlinguer. Fu Corrispondente del "GIORNALE DI SICILIA", de "LA PATRIA DEGLI ITALIANI" di New York e redattore de "LA RAGIONE". Lavorò a lungo anche a Roma nella Sala Stampa a San Silvestro.
Repubblicano. Garibaldino. Amava professare liberamente le sue idee e non mancava mai nelle riunioni sovversive. Ma fu spesso abbastanza incompreso dalla polizia anche se poi assolto dalla magistratura. Nel 1904 era stato richiamato a svolgere come sergente il servizio militare in Italia, ma la polizia lo accusò di nuovo di essere un sovversivo herveista. Fu così arrestato e rimosso dal grado di sergente. Esule in Francia dopo aver scontato 10 mesi di carcere per diffamazione a mezzo stampa, si adattò a fare il minatore per sfamare sé e la sua compagna.

Nel 1914 si trasferì da Marsiglia a Parigi e allo scoppio della guerra fu tra i primi a rispondere all'appello arruolandosi il 27 agosto con i volontari italiani e mandato ad Avignone al 1° Reggimento "Etranger". Dopo 20 giorni chiese ed ottenne di passare nella speciale Legione garibaldina,  che faceva sempre parte del 1° Reggimento "Etranger". Su proposta del generale Peppino Garibaldi (nipote dell'Eroe dei Due Mondi) fu nominato con decreto del Ministro della Guerra francese ufficiale dell'esercito transalpino con il grado di tenente, acquisendone così anche a tutti gli effetti i diritti e i doveri. Ottenne poi una licenza perché gli era nato il primo figlio e non partecipò ai primi combattimenti di Natale. Tornato ad Avignone, venne mandato nelle Argonne dove combattè assieme ai francesi contro i tedeschi come TENENTE del CORPO VOLONTARI ARGONNE 4° REGGIMENTO LEGIONE GARIBALDINA 2° Battaglione, Comandante della 3^ Compagnia.  

Cadde l'8/1/1915 nella foresta di Ravin de Meurissons/Varennes nelle Argonne nei pressi di Verdun (FRANCIA). Morì all'istante dopo essere stato colpito in fronte da una palla esplosiva tedesca mentre correva fuori della trincea alla testa della sua Compagnia. Giunto infatti presso il capitano Angelotti questi lo esortò a non esporsi troppo e a ripararsi. Ma fu un'inutile raccomandazione perché, pieno di ardore, egli volle ugualmente lanciarsi nella mischia con gli uomini della sua Sezione con l'obiettivo di occupare un'altra trincea nemica.

Fu così il 2° giornalista della Legione Garibaldina a morire nelle Argonne (Francia) appena 3 giorni dopo l'anconetano Lamberto Duranti.

Dettero notizia della sua morte la "Nuova Sardegna" del 12-13 gennaio 1915 in 1^ pagina, il Corriere della Sera, Il Secolo, e il Corriere del Mattino.

Dalle autorità francesi ottenne una menzione all’Ordine dell'esercito ("Citation à l’Ordre de l’Armée") il 16 gennaio 1915 con questa motivazione: "Le Lieutenant BUTTA, du 4ème Régiment de Marche du 1er Etranger, le 8 janvier, ayant reçu l’ordre d’occuper une autre tranchée avec sa section, a exécuté immédiatement cet ordre. Resté en dehors de la tranchée pour s’occuper de ses hommes, a été tué d’une balle au coeur".

Fu sepolto in Francia. Prima nel CIMITERO DE LA FORESTIERE, poi nel Cimitero militare italiano di BLIGNY, Tomba n. 1778, dove fu eretto un Monumento con una scritta in onore della Legione Garibaldina per le sue gesta eroiche nelle Argonne. Vi si legge: "Bolante, Courtes Chausses, Ravin des Meurissons qui composte sono le ossa degli anticipatori dell'Argonna, o Francesi o Italiani ubbidite al comandamento garibaldino!"

Non compare per errore nell'Albo d'Oro dei Caduti nella Grande Guerra. Nelle Argonne tra la fine del 1914 e i primi mesi del 1915 la Legione Garibaldina ebbe 300 morti, 400 feriti e un migliaio di ammalati.

VI E' LA SUA FOTO FIRMATA che accludo assieme alla copia del suo certificato di morte. 


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domenica 21 dicembre 2014




auguriamo a tutti i lettori di questo blog  un sereno Natale 
e
un Anno Nuovo denso di realizzazioni