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sabato 31 gennaio 2026

Infermiere nella Seconda Guerra Mondiale L'Onore del Dovere

 

Prof. Sergio Benedetto Sabetta



In questi freddi venti di guerra che aleggiano sulla Terra rinascono i ricordi e i racconti sulle guerre mondiali che travolsero l’Europa nel corso del Novecento, in particolare l’attività di infermiera di mia madre Mattiuzzo Rita Clementina e quello che mi raccontava.

Il 10 giugno del 1940 Mussolini dichiarava la guerra a Francia e Inghilterra, nel tentativo di potersi sedere da vincitore a fianco della Germania nella inevitabile Conferenza di pace che sarebbe seguita alla occupazione di Parigi.

Tuttavia il 14 giugno la flotta francese uscita da Tolone si presentò indisturbata innanzi a Genova e aprì il fuoco, causando pochi danni ma molto panico tra la popolazione, tanto che molte infermiere dell’Ospedale di S. Martino si dimisero rientrando nel basso Piemonte.

Caposala erano allora le suore rientranti nell’Ordine delle Figlie della carità di San Vincenzo de’ Paoli, dette pure affettuosamente per il loro grande copricapo inamidato “suore cappellone”, queste chiesero alle infermiere rimaste se conoscevano persone fidate senza timore, disposte ad assumere immediato servizio.

In quel tempo lavorava quale infermiera nel guardaroba, dove venivano sterilizzati e cuciti gli indumenti ospedalieri, la sorella di mia madre Serafina, che da giovane era stata in collegio dalle suore a San Gallo in Svizzera dove aveva imparato elementi di sartoria, al ritorno era stata inviata, su interessamento del parroco, all’Ospedale S. Martino di Genova.

Il nonno Raimondo, loro padre, era stato artigliere in territori in stato di guerra per circa 10 anni, dalla guerra di Libia alla Grande Guerra, fino a che con la rotta di Caporetto il fronte dal novembre 1917 al novembre 1918 si stabilizzò sul Piave, i territori e la casa che erano sul Piave tra Nervesa della Battaglia, ai piedi del Montello, ed Arcade furono devastati dai combattimenti e dai bombardamenti otre che saccheggiati, la nonna con i figli si rifugiò dal proprio padre a Paese (TV), qui nel marzo del 1918 nacque mia madre.

Il dopoguerra fu estremamente difficile, andata a lavorare a tredici anni in filanda, dopo quattro anni fu chiamata a Genova dalla zia, che avendo aperto un esercizio alimentare a Di Negro per i lavoranti del porto, aveva bisogno di aiuto, dopo un ulteriore periodo presso i marchesi Maineri, nel giugno 1940 su segnalazione della sorella fu assunta in prova ,quale generica, presso l’Ospedale di S. Martino.

I bombardamenti aerei si succedevano e sui tetti dei padiglioni erano dipinte delle grandi croci rosse per segnalare il ruolo sanitario di ospedale, l’ordine era di portare nei rifugi i ricoverati che venivano molte volte portati a spalla per le scale, ma di restare a loro fianco se si rifiutavano di scendere, finché un giorno venne centrato in un bombardamento un padiglione e i ricoverati con le infermiere e un dottore rimasero sotto le macerie, da allora l’ordine fu di lasciare soli i ricoverati che si rifiutavano di scendere ai rifugi fino al cessato allarme, il trasporto a mano dei malati comportò negli anni una grave scogliosi ed una borsite al ginocchio.

Da Corso Firenze dove le due sorelle abitavano, all’Ospedale vi era un collegamento con mezzi pubblici, ma molte volte la guerra imponeva un percorso a piedi che a partire dall’8 settembre 1943 poteva risultare pericoloso per i vari blocchi di controllo dei tedeschi o delle milizie della RSI, le infermiere venivano quindi dotate della fascia bianca con croce rossa al braccio al fine di potere superare eventuali controlli e il blocco del coprifuoco notturno.

I bombardamenti si susseguivano e con essi gli allarmi aerei, si dormiva con la valigia pronta per correre ai rifugi finché, verso la fine della guerra, la stanchezza era tale che talvolta si preferiva restare a casa rischiando, piuttosto che correre al rifugio dovendosi alzare per il turno lavorativo.

In un bombardamento fu centrato l’accesso di una galleria, il fumo e l’esplosione determinò una ondata di panico che fece riversare le persone all’uscita, ci furono decine di morti per schiacciamento e soffocamento, i corpi furono deposti sul piazzale delle camere mortuarie a S. Martino dove venivano i parenti per il riconoscimento. (La tragedia della Galleria delle Grazie, 23 ottobre 1942, circa 354morti)

Altre volte dopo un bombardamento particolarmente cruento, il percorso verso l’Ospedale era costellato dai corpi di coloro che erano rimasti sotto le bombe e dall’opera dei Vigili del Fuoco che cercavano di spegnere gli incendi, aprendo varchi tra le macerie in nuvoli di polvere.

Vi era una carenza cronica di beni alimentari e la loro distribuzione mediante tessera annonaria era insufficiente, tra l’altro nella guerra molti erano gli sbandati, in questo mia madre era stata assegnata al reparto tubercolosi nel padiglione più a nord, isolato per timore del contagio, la sorella le ricordava sempre di lavarsi le mani e di non toccarsi la bocca, un ulteriore elemento di ansia, le disposizioni prevedevano che tutto il cibo che avanzava nella distribuzione avrebbe dovuto essere gettato, ma a lei ed alle altre infermiere sembrava un affronto alla fame, quindi veniva distribuito clandestinamente ai poveri che affluivano attraverso una porticina di servizio aperta appositamente.

La suora Caposala lo venne a sapere e chiese chiarimenti, le infermiere spiegarono che nella carenza di cibo in atto gettarlo via perché non assegnato sembrava loro una offesa al buon senso, la suora dopo una breve riflessione disse loro di continuare ma con prudenza, lei avrebbe fatto finta di non sapere altrimenti avrebbe dovuto intervenire.

I rapporti con le truppe tedesche e i raparti della RSI erano molto formali, per arrivare all’Ospedale di S. Martino si doveva passare davanti alla Casa dello Studente, una costruzione del ventennio destinata ad ospitare gli universitari fuori casa, durante l’occupazione divenne un luogo di detenzione per oppositori politici, circondata da filo spinato e sorvegliata da sentinelle.

Quando si passava davanti si sentivano i lamenti e le urla provenienti dai sotterranei dove erano torturati e rinchiusi gli oppositori, si doveva rimanere indifferenti e proseguire pena l’arresto se si mostrava curiosità o pietà, all’interno dell’Ospedale vi erano alcuni padiglioni riservati ai tedeschi e ai militi della RSI anche in questo caso vi doveva essere indifferenza, niente commenti o curiosità.

Al momento della liberazione ai primi spari la mamma con la sorella erano in servizio alla fine del turno le furono date da indossare le fasce per il braccio della croce rossa, tuttavia dovevano passare per Piazza Terralba da dove sparavano in continuazione sulla strada degli elementi fascisti asserragliati in una palazzina isolata a due piani, fino il caricatore veniva immediatamente sostituita l’arma per mantenere costante il volume del fuoco, non volevano arrendersi ai partigiani aspettando gli Alleati per la resa.

Per attraversare la strada sotto il fuoco costante occorreva aspettare i pochi secondi del cambio d’arma, sperando che il fuoco non fosse in quel momento alternato con una seconda arma.

Da una parte e dall’altra della strada vi erano due partigiani che controllavano il tiro proveniente dalla casa, nel momento che cessava ad un loro segno si attraversava correndo la strada, sperando che non vi fosse stato un errore e di non cadere, con il cuore in gola una sorella alla volta attraversavano correndo a perdifiato la strada.

Nell’Ospedale vi era un servizio di sorveglianza interna di guardie giurate che oltre all’entrata passavano di notte per i padiglioni, controllando che tutto procedesse tranquillo e che le infermiere non si addormentassero, facendo altrimenti rapporto alla Direzione, a tal fine nella sala infermiere queste si erano dotate di una caffettiera napoletana per la notte poteva accadere che prevalesse la stanchezza e ci si addormentasse con la testa sul tavolo.

Le medicine erano preziose ed erano quindi chiuse a chiave in un armadietto metallico, la quale era conservata dalla suora Caposala che provvedeva alla consegna delle medicine alle infermiere secondo il piano medico.

La stanchezza e la tensione continua della guerra poteva portare a compiere errori, alla fine della guerra l’atmosfera si fece più leggera, gli Alleati rifornirono di medicine l’Ospedale, affluirono cibo, vestiario e strumentazione si circolò senza la paura di improvvisi rastrellamenti, oltre alla fine dei bombardamenti, le giovani infermiere si fecero fotografare sorridenti sedute sull’erba nei giardini di S. Martino.

martedì 20 gennaio 2026

Tesi di Laurea Dott. Roberto Rustioni

 Titolo

 Giovanni Rustioni e la sua Prigionia a Sigmundscherberg 25 maggio 1917 10 novembre 1918

Premessa


L’oggetto di questa tesi è la ricostruzione dei diciotto mesi di prigionia di Giovanni Rustioni (mio nonno paterno) nel campo di concentramento di Sigmundsherberg, un comune austriaco di 1.661 abitanti nel distretto di Horn, in Bassa Austria, nel periodo compreso tra il 25 maggio 1917 e il 10 novembre 1918.




Introduzione


La ricostruzione storica della prigionia dei soldati italiani nel corso della Prima Guerra Mondiale, è ancora ai più poco conosciuta. Tuttavia oggi, grazie, anche, al lavoro di ricerca e pubblicazione di Giovanna Procacci, tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, è stato possibile avere molto materiale documentale e storiografico su quelle vicende che per anni sono state tenute scientemente nell’oblio più totale.

Partendo dalla cattura di Giovanni Rustioni, fante del 26° Reggimento Fanteria della Brigata Bergamo, si cercherà di ricostruire la vita di prigionia nel campo di Sigmundsherberg. La narrazione degli eventi coprirà l’arco temporale che va dal 25 maggio 1917, giorno della sua cattura, al 10 novembre del 1918, giorno del suo rientro dall’Austria nel territorio italiano.

Il motivo per il quale ho scelto di compiere questa ricerca storica è, ancora, l’intenso legame affettivo che mi unisce alle vicende narrate sulla prigionia dal mio defunto nonno paterno.

L’obiettivo sarà quello di tentare di dare una risposta alle molte domande su come si viveva nel Konzentrationslager di Sigmundsherberg; nel quale, nonostante fosse uno dei più grandi campi di prigionia dell’Impero Austro-Ungarico (fino a 56 mila persone), con un grande centro di smistamento dei pacchi postali per tutti i prigionieri italiani degli austro-ungarici, dotato di un ospedale, di 3 teatri, di un cinema, di una sala concerti, di una chiesa, di un campo di pattinaggio per ufficiali, persino di una piccola fattoria e di una macelleria interna, e tutto sommato con una non cattiva convivenza tra carcerieri e prigionieri, tuttavia il numero dei morti italiani fu apparentemente abbastanza elevato, circa 2.400.

Per questa ricerca seguirò il metodo storico che si avvale delle fonti scritte e materiali. Oltre alle informazioni generali attinte dalla storiografia più recente, mi avvarrò di diverse importanti fonti documentali dirette, tra cui il foglio matricolare di Giovanni Rustioni, rilasciato dall’Archivio di Stato di Pavia e il telegramma della Croce Rossa Internazionale attestante la prigionia di Giovanni Rustioni a Sigmundsherberg.

I primi capitoli riguarderanno la descrizione generale dei principali fatti d’Arme dal 1915 al 1918 del 26° Reggimento Bergamo. Successivamente mi soffermerò, sommariamente, sulla Decima battaglia dell’Isonzo nel corso della quale fu catturato Giovanni Rustioni. Nei capitoli riguardanti la prigionia e la successiva liberazione, farò prima una descrizione generale dei campi, della legislazione internazionale sulla protezione dei prigionieri di guerra, sulla condotta dello Stato italiano verso i propri soldati nei campi di prigionia negli Imperi Centrali, poi descriverò, in tutti i suoi aspetti, il campo di Sigmundsherberg. 

Infine, un breve capitolo sulla liberazione “disordinata” a suggello delle vicende descritte nei capitoli precedenti.

Grazie alla formazione didattica di questo Master in Storia Militare Contemporanea 1796-1960, ai testi da me consultati, ed in particolare al libro “Sigmundsherberg 1915 – 1918. Storie di prigionia-Italiener in Kriegsgefangenschaft”, al foglio matricolare e al telegramma di “Pris Guerre”, del dicembre 1917, spedito dalla C.R.I. di Giovanni Rustioni, sarà ragionevolmente possibile la più verosimile ricostruzione dei suoi diciotto mesi di prigionia.


La tesi è consultabile presso la Emeroteca del CESVAM

sabato 10 gennaio 2026

Prigionia in Africa Orientale Italiana. Battaglia di Cheren. I Decorati

 


Nella battaglia di Cheren il valore militare dei militari nazionali e di quelli coloniali, nella fattispecie eritrei, ebbe la sua massima espressione. Oltre alla Medaglia d’Oro al Valor Militare concessa al IV Battaglione Coloniale “Toselli”, ne vennero concesse altre sedici individuali, di cui solo dieci negli ultimi nove giorni di combattimento.

Di seguito, in rigoroso ordine alfabetico, riportiamo i nominativi dei decorati:

-      Maggiore di complemento di fanteria Emo AGOSTINI del CV Battaglione Coloniale;

-      Tenente Colonnello in s.p.e. di fanteria Angelo BARZON dell’11° Reggimento «Granatieri di Savoia»;

-      Brigadiere dei Carabinieri Reali Attilio BASSO della Compagnia formazione CC.RR. Eritrea;

-      Capitano di complemento di fanteria Amedeo BORDONI dell’11° Reggimento «Granatieri di Savoia»;

-      Sottotenente di complemento Bruno BRUSCO del Battaglione alpini «Uork Amba»;

-      Sottotenente di complemento dei Granatieri Bortolo CASTELLANI del 10° Reggimento «Granatieri di Savoia»;

-      Sottotenente in s.p.e. di fanteria Dino CIRIACI del XCVII Battaglione Coloniale;

-      Tenente di complemento di fanteria Gioacchino DI MARZIO del IV Battaglione Coloniale “Toselli”;

-      Sottotenente di complemento di fanteria Aldo GIARDINA del IV Battaglione Eritreo "Toselli";

-      Tenente Colonnello in s.p.e. di fanteria Salvatore GIORDANO della LXI Brigata Coloniale;

-      Generale di Brigata Orlando LORENZINI Comandante della II Brigata Coloniale;?

-      Maggiore in s.p.e. dei Bersaglieri Francesco MANCUSO, Comandante del XXII Battaglione Coloniale;

-      Colonnello riserva di Fanteria, Sila PERSICHELLI del IV Battaglione Coloniale “Toselli”, 2a Brigata Coloniale;

-      Tenente di complemento CC.RR. Giovanni SATTA del Gruppo Carabinieri Reali dell’Eritrea;

-      Tenente di complemento di fanteria Pietro TESTI del CXII Battaglione Coloniale;

-      Tenente di complemento dei Bersaglieri Roberto VIANELLO dell’11° Reggimento «Granatieri di Savoia»;

-      Tenente in s.p.e. di fanteria Pietro VOLPI dell’XI Battaglione Coloniale.

www.quirinale.it URL consultato il 29 gennaio 2023

giovedì 1 gennaio 2026

INFOCESVAM N. 6 DEL 2025 - Novembre - Dicembre 2025

 

INFOCESVAM

BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

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ANNO XII, 71/72/, N. 6, Novembre - Dicembre 2025, 1 Gennaio 2026

XII/6/1076 La decodificazione di questi numeri è la seguente: XII anno di edizione, 6 il Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 1076 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del supporto scientifico alla offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la funzione di aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare Italiani e Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di un ANNESSO. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento

XII/6/1076 – Nel Mese di ottobre 2025 è stata inviata la richiesta al Ministero della Difesa – Gabinetto del Ministro la lista dei progetti di previsto sviluppo dal parte del CESVAM – Istituto del Nastro Azzurro. Nello scorso numero di INFOCESVAM sono stati indicati dei dodici presentati, i titoli di dieci progetti. In questo numero si indicano i rimanenti,

XII/6/1077 – www. valoremilitare.blogspot.com. Nel primo semestre del 2025 si sono avuti oltre 58.000 contatti in sei mesi, con i mesi di maggio e giugno veramente anomali con oltre 19.000 contatti mensili. Nel II semestre 2025, in sei mesi, 28.000. La media mensile è di circa 7000 contatti, un dato lusinghiero. Mese di novembre 3177, mese di dicembre 8815.

XII/6/1078 - Canale You Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Schort Video Mese di novembre, 4 Video, mese di dicembre 4 video. Redazione ed edizione a cura del CESVAM I video (Gli Schort Video) sono trasmessi ogni lunedì, (ore 08.00).  Titolo Canale ISTITUTO NASTRO AZZURRO CESVAM. Parola chiave CESVAM. Al 31 dicembre 2025 vi erano iscritti 90 persone.

XII/6/1079 –“Progetto 2026/5”. Un Bosco per resistere. “La brigata partigiana “Ciro Menotti” tra le Provincie di Treviso Pordenone e Belluno. Dott.ssa Monica Apostoli. Progetto Presentato al Gabinetto del Ministro

XII/6/1080 – Il Master di 1° Liv. in “Storia Militare Contemporanea. Dal 1976 a oggi, ha un totale di iscritti per l’anno accademico in corso pari a 14 unità; Hanno chiesto l’assegnazione della tesi il 47% degli iscritti e per la prossima sessione di laurea di Marzo 2026 sono candidati 2 frequentatori.

XII/6/1081 - Progetto 2026/2. Partecipazione e testimonianze nelle Missioni di Pace Valore Militare e contributo alla memoria Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la Pace. Massimo Coltrinari Luigi Marsibilio Paola Bosio. Continua la raccolta delle testimonianze, che peraltro, dovrebbe essere incrementata.

XII/6/1082 - www. storiamilitare.blogspot.com. I contatti nel mese di novembre sono stati 3177, nel mese di dicembre 3107, per un totale dalla apertura del blog di 144456 contatti.

XII/6/1083 - Volume Serie Università. Alessia Biasiolo. “La Fabbrica che costruisce la Storia”. Analisi della produzione industriale italiana tra Ottocento e Novecento”. Dalla Casa Editrice. Ricevuta Bozza n. 2 e Bozza 3 per l’inserimento della iconografia.

XII/6/1084 – Progetto 2026/11. “Altius Tendo” Storia del 3° Reggimento Alpini dalle orgini ad oggi. Dott. Davide Corona. Progetto presentato al Gabinetto del Ministro

XII/6/1085 - Canale You Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Long Video Mese di novembre, 4 Video, mese di dicembre 4 video. Redazione ed edizione a cura del CESVAM I video (I Long Video) sono trasmessi ogni giovedì, (ore 08.00).  Titolo Canale ISTITUTO NASTRO AZZURRO CESVAM. Parola chiave CESVAM. Al 31 dicembre 2025 vi erano iscritti 90 persone.

XII/6/1086 - www.uniformologia.blogspot.com. I contatti nel mese di novembre sono stati 2353, nel mese di dicembre 803, per un totale dalla apertura del blog di 134148 contatti.

XII/6/1087 Il Master di 1° Liv. in “Politica Militare Comparata. Dal 1960 ad oggi”ha un totale di iscritti per l’anno accademico in corso pari a 13 unità; Hanno chiesto l’assegnazione della tesi il 23% degli iscritti e per la prossima sessione di laurea di Marzo 2026 sono candidati 3 frequentatori.

XII/6/1088-www.studentiecultori.blogspot.com. I contatti nel mese di novembre sono stati 495, nel mese di dicembre 1458, per un totale dalla apertura del blog di 59075 contatti.

XII/6/1089 -  Storia del Nastro Azzurro. Labari. Sulla base dell’Ordinamento del 1981, si è avviata una ricerca delle Sezione Gruppi chiusi per individuare se ancora esistono o meno le loro insegne, ovvero i Labari e i Gagliardetti. Al momento le aree di ricerca sono nelle Marche e in Liguria,

XII/6/1082 - www.studentiecultori.blogspot.com. I contatti nel mese di novembre sono stati 459, nel mese di dicembre 1384, per un totale dalla apertura del blog di 86145 contatti.

XII/6/1090 - Canale You Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Materiali per la Storia del Nastro Azzurro Schort Video. Dal mese di Gennaio 2026, ogni mese, a cadenza settimanale, saranno pubblicati 4 Schort Video dedicato ad una fonte o materica o documentale riferita all’Istituto del Nastro Azzurro. al fine di avere materiali per una eventuale stesura, come detto, di una storia dell’Istituto. Uscita ogni sabato, ore 08.00.

XII/6/1091 - Il Master di 1° Liv. in “Terrorismo ed Antiterrorismo” ha  un totale di iscritti per l’anno accademico in corso pari a 116 unità; Hanno chiesto l’assegnazione della tesi il 22% degli iscritti e per la prossima sessione di laurea di Marzo 2026 sono candidati 10 frequentatori.

XII/6/1092 -www.studentiecultori.blogspot.com. I contatti nel mese di novembre sono stati 1740,, nel mese di dicembre 1472 , per un totale dalla apertura del blog di 49876 contatti.

XII/6/1093 – I progetti presentati al Ministro della Difesa – Gabinetto del Ministro hanno come autori i seguenti: Massimo Coltrinari, Giovanni Riccardo Baldelli, Antonio Vittiglio, Monica Apostoli, Giorgio Madeddu, Osvaldo Biribicchi, Manuel Vignola, Antonio Daniele, Massimo Dionisi, Davide Corona, Luigi di Santo.

XII/6/1094  -www.atlanteamerica.blogspot.com. I contatti nel mese di novembre sono stati 1059,, nel mese di dicembre 1957 , per un totale dalla apertura del blog di 46870 contatti.

XII/6/1095 - La edizione il CESVAM Report 2021 – 2025. È disponibile. Tale Report è in distribuzione anche nella versione pdf. Questo è il III Report del CESVA, dopo quello del 2014- 2019 e 2019-2021.

XII/6/1096 - Sito del Nastro Azzurro: www.istitutodelnastroazzurro.org riporta fino al 31 dicembre 2025 nel Banner “Il Valore Militare Oggi” gli atti di Valore che si sono avuto nel passato.

XII/6/1097 – Progetto 2026/10. Gli “Alpini” nella Guerra di Liberazione 1943 -1945. . Dott. Davide Corona. Progetto presentato al Gabinetto del Ministro

XII/6/1098 _ Blog Geografici. La visione totale degli accessi di questo gruppo di Blog fa emergere che i contatti  sono in media oltre il 1500/2000 mese, tranne  per Italia, che è di 382, che peraltro è il massimo avuto dalla apertura., e le Terre Polari, che si attesta sui 880 accessi.

XII/6/1099 -– Progetto 2025/1. Eccidi in Toscana. Cav.Stefano Mangiavacchi sta controllando  la lista degli Eccidi da 2 a 9  Vittima. Da 10 a 49 Vittime, nelle 10 provincie toscana; data e luogo

XII/6/1100 - Prossimo INFOCESVAM (gennaio -febbraio) sarà pubblicato il 1 marzo 2026. I precedenti numeri di INFOCESVAM (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog sia storici e che geografici.

(a cura di Massimo Coltrinari) info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

mercoledì 10 dicembre 2025

Tesi di Laurea. Manuel Vignola. Gli errori del Piano Schlieffen e il peso del mancato apporto italiano. Premessa

 

“Gli errori del Piano Schlieffen e il peso del mancato apporto italiano”

 Anno Accademico 2021-2022

 

L'Indice della tesi è stato pubblicato con post in data 30 novembre 2025 

PREMESSA

Lo scopo di questo elaborato consiste nel delineare sinteticamente la situazione internazionale che ha portato allo scoppio della Grande Guerra, esporre le linee essenziali del Piano Schlieffen che ne determinò l’intero corso e il previsto apporto italiano ai piani di guerra tedeschi. Nel primo capitolo verranno sinteticamente esposti gli eventi che portarono al delinearsi dei due blocchi contrapposti e le cause che condussero allo scoppio del primo vero conflitto mondiale, tracciando altresì un breve excursus sugli eserciti principali che si scontrarono nelle prime fasi della guerra: il piccolo ma tenace esercito belga, l’esercito “di revanche” francese, il professionale esercito inglese, lo “schiacciasassi” russo e l’ormai decadente esercito austro-ungarico che il Generale Conrad Von Hotzendorf tentò di rivitalizzare, per giungere infine al “capolavoro tedesco”, il suo esercito.

Nel capitolo 2 verrà analizzato il Piano XVII francese, necessario per comprendere appieno l’evoluzione della strategia militare tedesca che da un approccio difensivista a occidente, con Schlieffen e il suo famoso Memorandum raggiunse l’apice del tecnicismo e della pianificazione militare novecentesca e cambiò nettamente direzione improntandosi su un’offensiva a occidente e a una difensiva ad oriente. Verranno analizzate le caratteristiche essenziali del Piano, i difetti intrinseci, le variazioni suggerite dal successore Von Moltke.

Il Capitolo 3 vedrà l’analisi sintetica delle prime settimane di guerra, gli errori e le indecisioni del Comando tedesco sino ad arrivare al fallimento nella battaglia della Marna. Con questo scontro, terminava la guerra di movimento, falliva il Piano Schlieffen con tutti i suoi presupposti e iniziava la guerra di trincea che avrebbe vincolato le forze contrapposte sino al 1918.

L’ultimo capitolo è dedicato alla posizione italiana all’interno della Triplice Alleanza, le convenzioni militari con gli Imperi Centrali, il previsto apporto alla guerra tedesca, dapprima accolto con sufficienza, poi richiesto fortemente dopo la battaglia della Marna, dove avrebbe potuto essere determinante. Da questo capitolo emerge un’Italia considerata inizialmente come una Potenza solo per convenzione, militarmente non preparata anche se desiderosa di ben figurare con gli Alleati, un’Austria che seppur alleata la tenne sempre sotto controllo sino ad arrivare a predisporre piani per recuperare i vecchi territori perduti, pronta anche ad ingannare per averne l’appoggio quando la situazione divenne tragica, e una Germania che tentò sempre di mediare tra i due antichi avversari, sempre tenendo bene a mente i propri scopi e prediligendo i contatti privilegiati con gli austriaci. Dopo la sconfitta della Marna, i tentativi tedeschi di mediare e ottenere che l’Austria cedesse il Trentino affinché l’Italia si mantenesse neutrale capitolarono quando nel maggio 1915 il Patto di Londra sancì il cambio totale di alleanze.

Nelle conclusioni finali si vuole considerare, oltre ai difetti intrinseci del famoso Piano Schlieffen e alla sua condotta fallimentare, il peso che avrebbe avuto un’Italia al fianco degli Imperi Centrali, il peso appunto che avrebbe avuto il previsto invio della 3°Armata sul Reno, Armata che avrebbe potuto essere determinante non solo nella battaglia della Marna ma, a seconda di quanto emerso nel corso dello studio sui vari profili d’impiego anche su altri settori del fronte. Impossibile stabilire con certezza se il mancato intervento italiano avrebbe consentito la vittoria della Triplice sull’Intesa, ma senza dubbio un’Italia allineata con gli Imperi Centrali, trattata come un vero alleato con lealtà e rispetto, avrebbe senza dubbio avuto un influsso estremamente rilevante sulle operazioni belliche iniziali, le più importanti dell’intero conflitto.

La Tesi è disponibile alla consultazione, previo consenso dell'autore, presso la Emeroteca del CESVAM info: didattica.cesvan@istitutonastroazzurro.org

domenica 30 novembre 2025

Tesi di Laurea. Manuel Vignola. " Gli Errori del Piano Schlieffen e il peso del mancato apporto italiano" Indice.

 

“Gli errori del Piano Schlieffen e il peso del mancato apporto italiano”

 Anno Accademico 2021-2022

 INDICE

1          Premessa (pag. 3)

2           Introduzione (pag. 4)

3            Il preludio e la “sindrome da accerchiamento tedesca” (pag. 6)

v  Preludio: verso la guerra, cause e concause

v  I belligeranti: gli eserciti in campo

v  L’esercito tedesco

4          I Piani Schlieffen e Moltke (pag. 14)

v  Il Piano XVII francese

v  Alfred Von Schlieffen-note biografiche

v  Il Memorandum Schlieffen

v  Il piano rivisto da Von Moltke:similitudini e differenze

5           Genesi di un fallimento strategico e l’epilogo della Marna (pag. 26)

v  L’invasione del Belgio

v  Gli scontri in Alsazia e Lorena: l’iniziativa del Principe Rupprecht

v  La battaglia delle Ardenne

v  La “mancata occasione tedesca” e il salvataggio russo

v  La “Grande Ritirata” e la battaglia della Marna

6          Capitolo 5: Il peso del Regno d’Italia (pag. 38)

v  Dall’Unità alla Triplice Alleanza

v  Le prime convenzioni militari

v  Dissapori italo-austriaci

v  L’opera del Generale Pollio

v  Le trattative sulla neutralità italiana

v  L’esercito italiano alla vigilia del conflitto

7          Conclusioni (pag. 50)

8          Bibliografia (pag. 54)

 

 Parte Prima


lunedì 10 novembre 2025

ASC News Letter. Novembre 2025

 

NOVEMBRE 2025

LA FRASE del MESE

Chi non ha diritti è un oppresso,

chi non ha doveri è un oppressore.

S. Mattarelli, I lumini del 9 febbraio (2024)

Gent.me Socie e Soci,

 

trovate di seguito le iniziative del mese corrente, distribuite su tre regioni.

Prima però intendiamo rammentarvi due scadenze:

1)      per chi vuole partecipare con un proprio scritto alle Storie di Natale 2025 – il cui ricavato va direttamente alle famiglie più povere del territorio –, la scadenza è domenica 23 novembre: il testo va realizzato in Times new roman (corpo 12 per il testo, 11 per le citazioni infra-testuali, 10 per le note: è preferibile evitare la Bibliografia), la lunghezza è compresa tra un minimo di 2.500 battute e un massimo di 20.000. Ringraziamo il nostro socio Enrico Guida che ha assicurato, anche quest’anno, d’impaginare gratuitamente il testo.

2)      per coloro che hanno già dato la disponibilità a pubblicare sul n. 5 de “Il materiale contemporaneo”, la scadenza è invece giovedì 27 novembre; è ancora libero lo spazio per le recensioni (max 2.500 battute).

Per ogni altra informazione sulle nostre attività rinviamo al sito (assocontemporanea.wordpress.com) e alla posta associativi (ascontemporanea@gmail.com).

Cordiali saluti

Staff ASC

 

Senigallia (An), lunedì 3 novembre, ore 17.15, Sala Conferenze della Biblioteca “Antonelliana”, presentazione del libro, Storia delle Marche nell’età contemporanea (1797 edizioni, 2025). Intervengono autrici e autori dell’opera. NEWS

Giulianova (Te), sabato 8 novembre, ore 18.30, Sala Buozzi, incontro sul tema “Pace Singolare femminile?”, promosso da NED, Pangea e altri in collaborazione con ASC. Intervengono Simona Lanzoni, Vicepresidente Pangea, l’avvocata Cristina Perozzi, l’attivista Renata De Ruggeriis e il socio Marco Severini. NEWS

Giulianova (Te), venerdì 14 novembre, ore 18.30, Sala Buozzi, incontro sul tema “Guerre e instabilità politica: a chi giovano e cosa fare?” promosso da NED, Pangea e altri in collaborazione con ASC. Intervengono il magistrato Franco Roberti, la direttrice scientifica ASC Lidia Pupilli e il criminologo forense Vincenzo Musacchio.   NEWS

Gabicce (Pu), sabato 15 novembre, ore 17.00, Sala Mississippi, presentazione del libro di Marco Severini, Storia delle italiane Dalla fine del Settecento ai giorni nostri (4a edizione, agosto 2025). Presenta la socia, sindaca e avv.ta, Marila Girolomoni. Interviene l’autore. NEWS

Senigallia (An), venerdì 21 novembre, ore 11.00, Libreria Ubik (Corso Due Giugno, 52), conferenza stampa con i soci Silvia Pinelli e Marco Severini, Fabrizio Marcantoni e Claudia Pinelli sulla Raccolta firme per intitolare una via a Licia Rognini Pinelli (1928-2024). NEWS

Roma, mercoledì 26 novembre, ore 17.00, Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea (via Caetani, 32) presentazione del libro di Marco Severini, Storia delle italiane Dalla fine del Settecento ai giorni nostri (4a edizione, agosto 2025). Intervengono le socie Fiorenza Taricone, Irene Manzi, Lidia Pupilli; sarà presente l’autore. NEWS

 

NOTA di RISERVATEZZA

In ottemperanza con il nuovo Regolamento Europeo GDPR n. 679/2016, le informazioni contenute in questo messaggio sono riservate e confidenziali. Il loro utilizzo è consentito esclusivamente al destinatario del messaggio, per le finalità indicate nel messaggio stesso. Qualora Lei non fosse la persona a cui il presente messaggio è destinato, La invitiamo ad eliminarlo dal Suo Sistema ed a distruggere le varie copie o stampe, dandocene gentilmente comunicazione. Ogni utilizzo improprio è contrario ai principi del suddetto Regolamento.

 

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