Traduttore

domenica 28 febbraio 2016

Don Gioacchino Rey.

Da 
Storia della Memoria Popolare
ASSOCIAZIONE NAZIONALE REDUCI DALLA PRIGIONIA

Il Rastrellamento del Quadraro Roma 17 aprile 1994

www.anrp.it


vds post in data 15 aprile 2016
su
www.secondorisorgimento.blogpost.com

venerdì 5 febbraio 2016

Prigionia di guerra in Russia

LA MEMORIA DELLA CAMPAGNA DI RUSSIA AD APRILIA

DOMENICA  6 MARZO PRESSO LA SALA “MANZÙ” AD APRILIA IL CONVEGNO ORGANIZZATO DALL'ASSOCIAZIONE “UN RICORDO PER LA PACE” E DALL'U.N.I.R.R. (sezione di APRILIA)

L'EVENTO VEDRÀ LA PARTECIPAZIONE DEL GIORNALISTA PINO SCACCIA


 
Si terrà domenica 6 marzo in orario pomeridiano ad Aprilia presso la Sala Manzù (Biblioteca Comunale) il convegno organizzato dall'Associazione “Un ricordo per la pace” in collaborazione con U.N.I.R.R. (Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia) sezione di Aprilia che verterà sulla tematica della tragica partecipazione dell'Esercito Italiano in Russia durante il secondo conflitto mondiale.
L'iniziativa si inserisce nel progetto di ricerca dell'Associazione apriliana sui militari che combatterono in Russia i cui familiari risiedono attualmente nel territorio pontino.
L'evento che prevede la partecipazione delle Associazioni d'Arma e Combattentistiche di Aprilia sarà contestualizzato al territorio apriliano, nel ricordo dei cittadini che persero la vita in Russia, dei reduci ormai tutti deceduti e dei soldati i cui parenti risiedono attualmente nella Città di Aprilia. E' prevista in tal senso la partecipazione dei parenti dei reduci apriliani.
Verranno proiettati alcuni frammenti della testimonianza dell'ultimo reduce di Russia apriliano Armando Giorgi, deceduto qualche mese fa.
Ospite d'onore e relatore d'eccellenza il noto giornalista inviato storico del Tg1 Pino Scaccia, esperto della tematica in oggetto e autore di numerose pubblicazioni sulla Campagna di Russia, che nel suo intervento presenterà anche il suo ultimo libro “Armir – Sulle tracce dell'Esercito perduto”. Verrà proiettato un filmato di un suo recente reportage in Russia.
Nel corso della manifestazione  saranno recitate alcune lettere dei soldati italiani dal fronte.
Saranno esposti alcuni reperti della seconda guerra mondiale, tratti dalla collezione storica di Ostilio Bonacini.
Per informazioni rivolgersi alla e-mail dell'Associazione “Un ricordo per la pace”: el.bonacini@gmail.com  .
                                             

lunedì 25 gennaio 2016

Uno Onorificenza per Aldemiro Casoni

IN ARRIVO LA 12a MEDAGLIA D'ONORE PER GLI INTERNATI MILITARI DI APRILIA DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE

Elisa Bonacini

L'ONORIFICENZA SARÀ CONFERITA ALLA MEMORIA DI ALDEMIRO CASONI

Nuova medaglia d'onore in arrivo ad Aprilia. L'onorificenza sarà conferita alla memoria dell'internato militare  Aldemiro Casoni nato nel 1914 a Carpineti (Reggio Emilia) e consegnata ai famigliari il 27 gennaio prossimo durante la Cerimonia della Giornata della Memoria 2016  organizzata dalla Prefettura di Latina. La medaglia è stata richiesta dalla nipote l'architetto Elisabetta Casoni che nel settembre 2015 aveva contattato Elisa Bonacini presidente dell'Associazione “Un ricordo per la pace” di Aprilia. L'Associazione apriliana da anni sta portando avanti il progetto “Memoria agli I.M.I.” divulgando anche nelle Scuole la storia dei nostri militari   italiani dopo l'8 settembre 1943 e guidando gli aventi diritto nelle pratiche necessarie per ottenere l'importante riconoscimento.
Grande soddisfazione nell'Associazione “Un ricordo per la pace”: Aprilia si piazza ai primi posti nel territorio pontino per avere ottenuto dal 2012  (con il prossimo conferimento a Aldemiro Casoni) ben 12  medaglie ai suoi cittadini internati militari nei campi di concentramento nazisti durante la seconda guerra mondiale, di cui viventi Aldo Boccabella, Gino Forconi, Domenico Fusco.

La medaglia d’onore è l'onorificenza concessa dal Governo Italiano ai cittadini italiani civili e militari (se deceduti ai loro familiari), che dopo l’armistizio dell' 8 settembre 1943 furono catturati e detenuti dai tedeschi nei lager nazisti non accettando l’adesione alla R.S.I. o alle formazioni delle SS.
Furono circa 616.000 i militari italiani che vennero deportati nei campi di concentramento nazisti.
Il loro status non fu quello di prigionieri di guerra, bensì di internati militari, abile stratagemma di Hitler per sottrarli alla tutela della Croce Rossa Internazionale.
Gli Internati Militari Italiani (I.M.I.), considerati dai tedeschi “traditori furono obbligati a svolgere lavori particolarmente duri e pericolosi, esposti al rischio dei frequenti bombardamenti, con turni massacranti che superavano a volte le 12 ore al giorno ed una scarsissima alimentazione.
Circa 50.000 militari internati non sopravvissero e migliaia di loro morirono al rientro in Italia per le gravi malattie contratte nei lager, prima fra tutte la tubercolosi.

lunedì 11 gennaio 2016

Ricerca. Secondo Guerra Mondiale. Centro Alloggio San Martino


Prigionia in mano Britannica

 Mio nonno fu un ex P.O.W in mano Alleata passando il periodo di cattività in Gran Bretagna. 

Precisamente, ho da poco ricevuto un documento, dopo mie ricerche, che riporta un timbro sulla parte la cui voce recita " Centro di arrivo del reduce all'atto del rimpatrio" con apposta la scritta " Centro Alloggio S.Martino".
Si tratta di un documento" QUESTIONARIO" che ha dovuto compilare non appena sbarcato dal viaggio di ritorno dalla prigionia.

Mi piacerebbe dunque, se fosse possibile, avere ulteriori notizie su tale centro. 
So ad esempio che erano numerati e anche questo sarebbe una buona informazione, o comunque altro come la sua collocazione etc...
Sarei immensamente grata se in qualche modo possiate essermi di aiuto per il lavoro che sto svolgendo. 

Le informazioni che richiedevo e poter rispondere alla vostra prassi posso dirle che mio nonno Zanni Raffaele nato il 24/08/1922 a Comacchio fu inquadrato nell'arma della Motorizzazione quale Autiere (dove anche quì, per altro, sto cercando di capire se fosse o meno inquadrato in qualche Divisione, tipo Trieste etc..) e venne catturato prigioniero per mano inglese in Tunisia nel maggio 1943 per essere trasferito e passare poi la sua prigionia in Gran Bretagna, in diversi campi. Fu rimpatriato nel giugno 1946. 


SalutandoVi Cordialmente colgo l'occasione per augurare anche Buone Festività.
Francesca Cavallari Zanni

Notizie ed eventuali note: prigionia@libero.it

martedì 15 dicembre 2015

Campo di Concentramento di Wieselburg

Prigionia di Guerra Prima Guerra Mondiale

Chi avesse notizie su questo campo è pregato di scrivere a
Istituto del Nastro Azzurro
Centro Studi sul valore Militare. CESVAM
direttore.cesvam@istitutonastroazzurro.org
post in progress
foto pag. 76.

venerdì 27 novembre 2015

Campo di Concentramento di Schloss Zell bei Waidhofen



Prigionia di Guerra Prima Guerra Mondiale

Chi avesse notizie su questo campo è pregato di scrivere a
Istituto del Nastro Azzurro
Centro Studi sul valore Militare. CESVAM
direttore.cesvam@istitutonastroazzurro.org
post in progress
foto pag. 83.

sabato 21 novembre 2015

Campo di Concentramento di Zalaszentgrot

Prigionia di Guerra Prima Guerra Mondiale

Chi avesse notizie su questo campo è pregato di scrivere a
Istituto del Nastro Azzurro
Centro Studi sul valore Militare. CESVAM
direttore.cesvam@istitutonastroazzurro.org
post in progress
foto pag. 82

mercoledì 18 novembre 2015

La Grande Guerra: Progetto della Associazione "Un Ricordo per la Pace



                              CENTENARIO GRANDE GUERRA

NUOVO PROGETTO DELL'ASSOCIAZIONE “UN RICORDO PER LA PACE”

UNA MOSTRA ITINERANTE ED UN CICLO DI CONFERENZE NEGLI ISTITUTI DI ISTRUZIONE DI APRILIA

primo incontro sabato 21 novembre presso l'auditorium del Liceo “A. Meucci” con la conferenza“1915 : L' ITALIA IN GUERRA”




Una mostra itinerante ed un ciclo di conferenze sulla Grande Guerra negli Istituti di Istruzione di Aprilia : è questa la nuova proposta culturale di Elisa Bonacini presidente dell'Associazione “Un ricordo per la pace” che ha comunicato il progetto alle Scuole nei giorni intorno alla data particolare del 23 ottobre. Fu quello il giorno che esattamente 100 anni fa nel 1915 vide il nonno Giuseppe Bonacini (1892- 1961) nel Battaglione lombardo Volontari Ciclisti Automobilisti affrontare vittoriosamente gli Austriaci in una delle prime battaglie sulle Alpi Venete per la conquista dell'importante posizione di “Dosso Casina” (presso Monte Altissimo nella catena del Monte Baldo, tra le province di Trento e Verona).
Il progetto ha ottenuto la concessione del logo ufficiale delle Commemorazioni del Centenario della prima guerra mondiale che accredita l’iniziativa quale progetto rientrante nel Programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della prima Guerra mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale.
L'Associazione “Un ricordo per la pace” dal 2011 opera autonomamente nel territorio di Aprilia e della Provincia di Latina per divulgare la storia e le sofferenze causate dalle guerre mondiali attraverso una intensa attività di raccolta di testimonianze, reperti, foto e la realizzazione di numerosi video tematici.
Il nuovo progetto mira a coinvolgere in particolare gli studenti ed i cittadini di Aprilia nella rievocazione del percorso che ha portato l'Italia al raggiungimento dell'Unità Nazionale.
Il primo incontro, grazie al gentile consenso del Dirigente del Liceo “Antonio Meucci” Prof. Antonio Ferrone, si terrà a partire dalle 11:30 di sabato 21 novembre presso l'auditorium del Liceo “A. Meucci” e coinvolgerà alcune quinte classi del Liceo e altre classi dell'Istituto “C. e N. Rosselli” che nel precedente anno scolastico ha collaborato con l'Associazione apriliana nella preparazione di diversi convegni sulle guerre mondiali.
La conferenza avrà come tema “1915 : L' ITALIA IN GUERRA” (le prime fasi del conflitto). Nel programma è previsto l'intervento del Generale Luigi Marsibilio sulle prime 4 battaglie dell'Isonzo e del Generale Massimo Coltrinari che, oltre a descrivere le dinamiche iniziali della guerra, approfondirà l'argomento dei volontari della Grande Guerra tra cui i Volontari Ciclisti Automobilisti del 1915; tra i circa 500 V.C.A. erano anche i maggiori esponenti del Futurismo, accesi interventisti, tra cui il fondatore del movimento culturale lo scrittore e poeta Filippo Tommaso Marinetti. Il Generale Coltrinari affronterà anche il tema della leva militare obbligatoria che con il proseguire del conflitto portò sui vari fronti ragazzi sempre più giovani, poco più che adolescenti (i nati nel 1899) .
Nel corso della conferenza, nell'auditorium che dal 2008 ospita la mostra “Un ricordo per la pace” sul tema “Aprilia in guerra : la battaglia di Aprilia,” saranno esposti anche alcuni cimeli della Grande Guerra dalla raccolta storica di Ostilio Bonacini, fratello di Elisa Bonacini, tra cui la bandiera del Regno d'Italia, alcune medaglie ottenute dalla fusione dei cannoni nemici, elmetto, gavetta e borraccia del fante, ed altri oggetti utilizzati dalle truppe nei vari fronti.
Il programma prevede la proiezione di fotografie tratte dall'AlbumIMPRESSIONI DI GUERRA” di Giuseppe Bonacini, immagini che raccontano l'attività del Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti Automobilisti (V.C.A.) agli esordi della Prima Guerra Mondiale. Le foto storiche sono state pubblicate nel volume “IMPRESSIONI DI GUERRA” - L'ardore patriottico dei Volontari Ciclisti Automobilisti del 1915, (a cura di Elisa Bonacini) che ha ottenuto la concessione del logo ufficiale del Centenario della Prima Guerra Mondiale e che è stato esposto nel maggio scorso al Salone del libro di Torino nella sezione della Presidenza del Consiglio – Struttura di Missione dedicata alla Grande Guerra.
I ragazzi si cimenteranno nella recitazione di alcune lettere di soldati dal fronte e per una “full immersion” nella Prima Guerra Mondiale potranno assistere anche alla proiezione del video - documentario realizzato dall'Associazione apriliana : “4 novembre 1918: la grande vittoria italiana” . Il video narra il sofferto percorso bellico dell'Italia dal maggio 1915 al 4 novembre 1918, quando il Generale Armando Diaz annunciò nel cosiddetto “bollettino della vittoria” la fine della guerra ed è un omaggio alle Armi che parteciparono al conflitto tra cui i coraggiosi fanti, gli intrepidi e dinamici bersaglieri, gli straordinari alpini che operarono sulle vette ghiacciate delle Alpi in condizioni “al limite del possibile”…
 A conclusione del filmato le commoventi immagini del viaggio della salma del Milite Ignoto, scelto ad Aquileia (Udine) tra 11 bare di militi senza nome da Maria Bergamas, una mamma che aveva avuto il figlio disperso in guerra. Il feretro venne trasportato in treno da Aquileia a Roma, seguito nel suo percorso da migliaia di persone in ginocchio; venne tumulato presso l'Altare della Patria il 4 novembre 1921.
Durante la manifestazione saranno riprodotti alcuni brani musicali della Grande Guerra eseguiti dall'' “Archetipo Ensemble” dell'Associazione “Vaso di Pandora” tra cui Maria Ausilia D'Antona voce solista , Gabriele Falcone e Sergio Trojse chitarre.
Il video “4 novembre 1918: la grande vittoria italiana” è stato realizzato esclusivamente per finalità di divulgazione storica nelle Scuole. Gli Istituti d'Istruzione interessati potranno richiederne gratuitamente una copia su dvd all'Associazione “Un ricordo per la pace” . I cittadini interessati ad assistere alla conferenza sono pregati di contattare l'Associazione entro il 19 novembre all'indirizzo e-mail el.bonacini@gmail.com


mercoledì 11 novembre 2015

martedì 10 novembre 2015

Convegno. Servigliano. Il Discorso del Comandante del Comando Militare Esercito Marche

SIGNOR PREFETTO,
AUTORITA’ TUTTE, 
ASSOCIAZIONI COMBATTENTISTICHE E D’ARMA, 
CARI STUDENTI, 
GENTILI OSPITI BUONGIORNO.
SONO IL GENERALE ROSARIO SILVESTRO MOSCHELLA COMANDANTE DEL COMANDO  MILITARE ESERCITO MARCHE


SONO PARTICOLARMENTE LIETO DI TROVARMI QUI OGGI, NELLA SPLENDIDA  E STORICAMENTE SIGNIFICATIVA CORNICE DELLA CASA DELLA MEMORIA, LA CUI ASSOCIAZIONE GENTILMENTE OSPITA L’EVENTO ODIERNO, CON IL PATROCINIO DI SUA ECCELLENZA IL PREFETTO.
QUEST’IMPORTANTE EVENTO CULTURALE SI INSERISCE A PIENO TITOLO NEL QUADRO DELLE INIZIATIVE CHE, A LIVELLO REGIONALE E PROVINCIALE, VENGONO INTRAPRESE PER COMMEMORARE, COM’E’ ORMAI NOTO, IL CENTENARIO DELLA GRANDE GUERRA.  TALI COMMEMORAZIONI, GIA’ INIZIATE L’ANNO SCORSO, SI SVILUPPANO E SI SVILUPPERANNO, SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE, NELL’ARCO DI UN QUADRIENNIO CON QUALCHE “CODA” NEI PRIMISSIMI MESI DEL 2019.
PER DARE IL GIUSTO E DOVEROSO RISALTO STORICO-EVOCATIVO A QUESTO FONDAMENTALE PASSAGGIO DELLA STORIA NAZIONALE ED EUROPEA, PRESSO LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI E’ STATO INFATTI, A SUO TEMPO, COSTITUITO UN APPOSITO COMITATO STORICO-SCIENTIFICO PER IL “CENTENARIO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE”, CON COMPITI DI PIANIFICAZIONE, COORDINAMENTO ED ORGANIZZAZIONE DEGLI EVENTI.
IN TALE OTTICA, TRA I VARI ENTI INTERESSATI FIGURANO I DICASTERI DEGLI INTERNI, DELLA DIFESA, DELL’ISTRUZIONE, ORGANISMI DI RICERCA NONCHE’ ASSOCIAZIONI COMBATTENTISTICHE E D’ARMA. IN PARTICOLARE, I VARI COMANDI ED ENTI DELLA F.A., SU SPECIFICHE DIRETTIVE EMANATE DALLO STATO MAGGIORE DELL’ESERCITO, COLLABORANO ALLE VARIE INIZIATIVE CHE LOCALMENTE VENGONO E CONTINUERANNO AD ESSERE INTRAPRESE, SVILUPPANDO CONTESTUALMENTE UNA SERIE DI MANIFESTAZIONI AUTONOME DIFFUSE SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE. QUESTO E’ IL QUADRO DI RIFERIMENTO; QUAL’E’, QUINDI, L’OBIETTIVO? E’ QUELLO DI UTILIZZARE, IN MANIERA SINERGICA TUTTI GLI STRUMENTI CULTURALI ED ESPOSITIVI A DISPOSIZIONE DELLA FORZA ARMATA, ALLO SCOPO DI DARE COMPLETA ED ESAURIENTE ATTUAZIONE AD UN PROGETTO CULTURALE CHE FACCIA CONOSCERE IL CONTRIBUTO FONDAMENTALE FORNITO DALL’ESERCITO DURANTE I QUATTRO ANNI DI GUERRA. E I QUATTRO ANNI DI GUERRA HANNO COINVOLTO, SIA PURE A VARIO TITOLO, TUTTE LE REGIONI D’ITALIA; ECCO PERCHE’, PER QUESTE CELEBRAZIONI, LO STATO MAGGIORE DELL’ESERCITO HA DATO MANDATO AI COMANDI TERRITORIALI, INCENTRATI SU TUTTE LE REGIONI AMMINISTRATIVE, DI:
-   REALIZZARE UNA MOSTRA ITINERANTE, RESA DISPONIBILE PER CIRCA 40 MESI (DA MAGGIO 2015 A NOVEMBRE 2018), ATTRAVERSO DEI “PACCHETTI” ESPOSITIVI CHE, AUSPICABILMENTE, TOCCHERANNO LE PROVINCE DI CIASCUNA REGIONE;
-   ORGANIZZARE, CON PERIODICITA’ ANNUALE, DEI CONVEGNI/CONFERENZE TEMATICHE (CIOE’ PER CIASCUN ANNO DI GUERRA), SOTTO UNA PREVALENTE OTTICA REGIONALE E CON UNA PARTICOLARE ATTENZIONE AL CONTRIBUTO DATO ALLO SFORZO BELLICO. NELLA CIRCOSTANZA, L’AVVALERSI DELLA COLLABORAZIONE DI PROFESSORI/STUDIOSI DELLA MATERIA, RAPPRESENTA UNO DEGLI ASPETTI CULTURALMENTE PIU’ QUALIFICANTI DELL’ATTIVITA’ STESSA.
AL RIGUARDO, CI TERREI A SOTTOLINEARE CHE IL MIO COMANDO HA DA TEMPO INTRAPRESO UNA PROFICUA ED INTENSA COLLABORAZIONE CON IL GEN. COLTRINARI, ILLUSTRE DOCENTE E STUDIOSO NONCHE’ FIGLIO DI QUESTA TERRA! MA ANCHE CON ALTRI UFFICIALI MARCHIGIANI DELLA F.A., DI ALTO RANGO MA ORAMAI IN QUIESCENZA, PER L’EFFETTUAZIONE DI INTERESSANTI E COINVOLGENTI CONFERENZE PRESSO ALCUNI ISTITUTI SCOLASTICI DELLA REGIONE.
HO ACCENNATO POC’ANZI ALL’ IMPIEGO SINERGICO DELLE RISORSE INTERNE ALLA NOSTRA ORGANIZZAZIONE. TUTTAVIA, NELLA CIRCOSTANZA ODIERNA, VORREI PORRE IN CHIARA EVIDENZA CHE L’EVENTO CUI STIAMO PER  DARE INIZIO RAPPRESENTA L’ESEMPIO DI UNO SFORZO ORGANIZZATIVO FRUTTO DI SINERGIE TRA LE AUTORITA’ DI GOVERNO LOCALI, CENTRI DI RICERCHE E STUDI QUALI, APPUNTO, L’ASSOCIAZIONE “CASA DELLA MEMORIA”  E GLI ENTI DELL’ESERCITO CHE INSISTONO SUL TERRITORIO MARCHIGIANO.
MI SIA CONSENTITO, A QUESTO PUNTO, SPENDERE ALCUNE PAROLE SULLA “CASA DELLA MEMORIA”. CIO’ MI CONSENTIRA’, TRA L’ALTRO, DI INTRODURRE L’ARGOMENTO DELLA CONFERENZA. IL RECUPERO DELLA MEMORIA STORICA RAPPRESENTA L’OBIETTIVO FONDANTE DELL’ASSOCIAZIONE, CHE L’HA GUIDATA, DALLA SUA NASCITA AD OGGI, NELL’OPERA ALTAMENTE MERITORIA SVOLTA SUL TERRITORIO, RACCOGLIENDO MATERIALE DOCUMENTARIO E SVOLGENDO ATTIVITA’ DIVULGATIVE E DIDATTICHE SULLE VICENDE CHE RIGUARDANO IL CAMPO DI PRIGIONIA DI SERVIGLIANO. VICENDE CHE ATTRAVERSANO LA STORIA DI QUESTA REGIONE DAL PRIMO NOVECENTO FINO ALL’IMMEDIATO SECONDO DOPO GUERRA.
E VENIAMO AL TEMA DI OGGI, LA PRIGIONIA NEL CORSO DEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE, TRATTATO DAI NOSTRI RELATORI NELLA DUPLICE OTTICA, QUELLA DEGLI AVVERSARI SUL NOSTRO TERRITORIO E QUELLA DEI NOSTRI SOLDATI NEI TERRITORI DELL’AVVERSARIO, L’IMPERO AUSTRO-UNGARICO. LUNGI DA ME ANTICIPARE CIFRE, DETTAGLI O SITUAZIONI PARTICOLARI. MI PREME, INVECE, SOTTOLINEARE COME QUESTO ASPETTO DELLA GRANDE GUERRA E’ STATO A LUNGO NEGLETTO ED AFFATTO CONOSCIUTO. MENTRE TANTO S’E’ SCRITTO, DOCUMENTATO E RAPPRESENTATO ANCHE CINEMATOGRAFICAMENTE SULLA PRIGIONIA NELLA SECONDA G.M.
VEDREMO COME UNA DELLE QUESTIONI PRINCIPALI DURANTE LA GRANDE GUERRA FU IL TRATTAMENTO DEI PRIGIONIERI DI GUERRA. IN TEORIA, I LORO DIRITTI DOVEVANO ESSERE GARANTITI DALLA SECONDA CONVENZIONE DELL'AJA, UN ACCORDO ENTRATO IN VIGORE PRIMA DEL 1914 E FIRMATO DA 44 STATI. NELLA PRATICA PERÒ LE COSE ANDARONO DIVERSAMENTE. LE CONTINGENZE DEL MOMENTO NON POTERONO GARANTIRE QUESTO DIRITTO: COL PASSARE DEL TEMPO I PRIGIONIERI AUMENTAVANO E, PARALLELAMENTE, LE RISORSE DIMINUIVANO. COLORO CHE FURONO CATTURATI PERCIÒ EBBERO UN TRATTAMENTO PEGGIORE RISPETTO A QUANTO ERA STATO DECISO POCHI ANNI PRIMA. E CIO’ AVVENNE DA ENTRAMBE LE PARTI.  TUTTAVIA, RISPETTO AI PRIGIONIERI ITALIANI (SI ACCENNERA’, TRA L’ALTRO, ANCHE ALL’ATTEGGIAMENTO DELLA MADRE PATRIA NEI LORO CONFRONTI) RINCHIUSI NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO AUSTRIACI E TEDESCHI, i prigionieri austroungarici caduti in mano italiana FURONO TRATTATI COMPLESSIVAMENTE MEGLIO.  I SOLDATI ITALIANI DECEDUTI (SOPRATTUTTO DI FAME E DI STENTI) NEI CAMPI DI PRIGIONIA AUSTRIACI E TEDESCHI, FURONO DI PIU’ DI QUELLI AUSTROUNGARICI MORTI IN ITALIA. LA MAGGIOR PARTE DEI QUALI FURONO CONCENTRATI NELLE REGIONI MERIDIONALI, PIÙ LONTANE DAL FRONTE.
TERMINEREI QUI QUESTE MIE ANNOTAZIONI E MANIFESTANDO IL MIO SENTITO RINGRAZIAMENTO A QUANTI HANNO RESO POSSIBILE LA REALIZZAZIONE DI QUESTO EVENTO, CEDO LA PAROLA AL PROSSIMO INTERVENTO.
IL MIO SINCERO PLAUSO, INNANZITUTTO AI NOSTRI DUE CONFERENZIERI PER LA SINTESI E LA COMPLETEZZA DEI LORO INTERVENTI.

L’INTERESSE SUSCITATO E L’IMPORTANZA ANNESSA, SIN DALLA SUA ORGANIZZAZIONE, A QUESTA GIORNATA SONO SENZA DUBBIO TESTIMONIATI DAL COINVOLGIMENTO E DALLA SENTITA PARTECIPAZIONE DEI NOSTRI STUDENTI. ED E’ SOPRATTUTTO A LORO CHE VORREI RIVOLGERMI IN QUESTE BREVISSIME NOTE FINALI.
OGGI, IN QUESTO LUOGO SIGNIFICATIVO PER LA STORIA DI SERVIGLIANO, ABBIAMO “FATTO” VERAMENTE CULTURA. ED OGNI OPERAZIONE CULTURALE CHE SI RISPETTI NON PUO’ PRESCINDERE DAL RECUPERO E DALLA RIPROPOSIZIONE DELLA MEMORIA STORICA, FONDAMENTALE PUNTO DI PARTENZA PER AFFRONTARE LE SFIDE ODIERNE E FUTURE. E TALI SFIDE HANNO UNA COMPONENTE IMPORTANTE NELL’EVITARE GLI ERRORI E NEL SUPERARE LA VIOLENZA E GLI EGOISMI DEL PASSATO. IL PASSAGGIO SUCCESSIVO, VA DA SE’, E’ COSTRUIRE PER E CON LE NUOVE GENERAZIONI MIGLIORI E PIU’ STABILI CONDIZIONI DI PROGRESSO E DI PACE. PROGRESSO E PACE, OVVIAMENTE, IN UNA CORNICE DI SICUREZZA. QUESTO E’ IL MESSAGGIO CHE, DA PARTE MIA, VORREI LASCIARVI PRIMA DI RITORNARE AI VOSTRI STUDI.
RINGRAZIO, INFINE, IL PROF. GIUNTA LA SPADA ED IL COMUNE DI SERVIGLIANO PER LA SPLENDIDA OSPITALITA’ E COLLABORAZIONE FORNITE ED AUGURO A TUTTI UN BUON PROSEGUIMENTO DI GIORNATA.
 
Servigliano, 28 ottobre 2015 

giovedì 29 ottobre 2015

Grande Guerra. La prigionia. Servignano. Un convegno riuscito. Il resoconto



Nota del 
Prof. Poalo Giunta La Spada


Il Convegno Seminario di Studio di oggi, alla Casa della Memoria di Servigliano, ha, anzitutto, messo in luce l'immane tragedia della prima guerra mondiale: una guerra totale perchè le potenze europee detenevano l'85% della superficie del pianeta; perchè australiani e zelandesi si trovarono a combattere in Turchia; gli indiani si trovarono nei reparti d'assalto britannici sul fronte franco-tedesco, e popoli di ogni parte del mondo furono chiamati al conflitto; fu consumato uno dei più mostruosi genocidi della storia dell'umanità quando i turchi, con la supervisione tecnica degli alleati tedeschi, procedettero allo sterminio di un milione e mezzo di armeni.
Fu la guerra dei miti fabbricati per convincere pacifici contadini a morire: le ideologie del nemico assoluto, e il mito della virilità e del combattente, servivano a convincere le popolazione europee che la guerra era inevitabile, o "sola igiene e pulizia" del mondo.
La guerra produsse 10 milioni di morti e milioni di feriti con mutilazioni permanenti, deportazioni forzate di milioni di persone, distruzione di ogni forma di vita civile.
In questo contesto il tema della prigionia è rimasto ignorato fino alla fine degli anni 90.
Solo allora è iniziato un nuovo interesse per l'esperienza che fecero, solo in Europa, 9 milioni di persone, in teoria trattate secondo la Convenzione de L'Aia del 1907, in pratica spesso sottoposte a marce forzate e a punizioni e umiliazioni.
Il Convegno Seminario di oggi è, da questo punto di vista, un segno di svolta negli studi sul tema perchè ha illustrato non solo le modalità della prigionia a partire dal campo di Servigliano, ma ha messo in luce anche temi e aspetti pressochè sconosciuti, come la decisione del Governo Salandra - Sonnino di non far pervenire viveri ai prigionieri italiani condannati quindi a morire, o la drammatica gestione dei prigionieri austro-ungarici in Italia, come nel caso dei prigionieri detenuti all'Asinara.
Il convegno, organizzato dalla Casa della Memoria con il Comando Militare Marche e l'alto patrocinio della Prefettura di Fermo, ha visto come relatori il prof. Paolo Giunta La Spada, Direttore Scientifico e Culturale della Casa della Memoria, e lo storico, Generale Massimo Coltrinari.
Erano presenti il Presidente dell'Associazione storica, dr. Emidio Pipponzi, il Sindaco di Servigliano avv. Marco Rotoni, il rappresentante della Provincia dr. Stefano Pompozzi, Il Generale di Brigata Rosario Silvestro Moschella, il Prefetto di Fermo Angela Pagliuca, numerose autorità civili e militari, esperti e studiosi di storia, gli studenti delle scuole di Servigliano e la Quinta Classe PTA della Sezione Agraria di Montegiorgio dell'ITI Montani.
In particolare, nella seconda fase dell'incontro, gli studenti hanno posto numerose domande ai due relatori e si è sviluppato un confronto significativo e ricco di spunti per successive iniziative di stuidio


martedì 20 ottobre 2015

Grande Guerra: La Prigionia. Servignano 28 ottobre 2015

la Prigionia italiana nella Grande Guerra”

Sintesi della conferenza

Dopo un rapido cenno alla prigionia sotto il profilo del Diritto Umanitario (Convenzione dell’Aia del 1907) in cui si sottolineerà i caratteri precipui della prigionia e del soldato prigioniero, si traccerà un quadro rapido delle fasi della prigionia (resa, cattura, invio all’indietro, avviamento ai campi di smistamento, registrazione, invio ai campi di concentramento, vita in prigionia e trattamento della potenza detentrice, fine della prigionia, rimpatrio, analisi e processo del comportamento in prigionia, invio al domicilio o ai reparti in armi.

Nel dettaglio della prigionia nella Grande Guerra, si esaminerà la resa e la cattura nei termini quantitativi, durante le undici battaglie dell’Isonzo (1915-1917) la dodicesima, Caporetto, e le tre battaglie finali (d’arresto, novembre, 1917, del solstizio, giugno 1918 e di Vittorio Veneto). Per determinare il numero dei soldati italiani prigionieri dal 1915 al 1918.

Indi una analisi di dettaglio sul trattamento della potenza detentrice sia riguardo agli Ufficiali sia riguardo ai sottufficiali e truppa e la vita dei campi di concentramento, con indicazione di varie situazioni in Germania e in Austria e in Ungheria. Cenni verranno fatti in merito al sostegno ed alla assistenza ai prigionieri dato dalla madre patria, sia attraverso le organizzazioni private che attraverso l’azione del Governo Italiano, con cenni alla situazione di pria e dopo la battaglia di Caporetto.

Dopo una valutazione complessiva della prigionia italiana in mano agli Imperi Centrali dal 1915 al 1918, si tratterà del Rimpatrio, nelle forme previste dalle convenzioni e come effettivamente si svolse, con descrizione di casi particolari. Sarà tracciata una “geografia” dei campi di concentramento in Austria, Germania e in Ungheria, e sarà fatto un bilancio generale, ovvero il “costo” della prigionia in termini di vite umane con considerazioni di carattere pertinente, ovvero si porrà la domanda delle ragioni per cui dalla prigionia  su oltre 600.000 uomini oltre 100.000 non tornarono.

Spazio, a seguire, sarà dedicato al progetto di inviare i prigionieri di guerra nelle colonie ed al nuovo concetto della prigionia come fenomeno di massa. In particolare sarà dedicate considerazioni sull’azione del Governo Italiano nei confronti dei prigionieri di guerra e l’atteggiamento del Comando Supremo verso il soldato prigionieri

Considerazioni finali su questo particolare aspetto della Grande Guerra saranno i temi conclusioni della conferenza

Massimo Coltrinari
(prigionia@libero.it)



domenica 4 ottobre 2015

4 Novembre Conferenza ai "Mercoledi del nastro Azzurro" dedicata alla prigionia


MERCOLEDI DEL NASTRO AZZURRO

 Draf.

Luogo:: Sede della Presidenza del Nastro Azzurro
Data . 4 Novembre 2015 ore 17

Titolo Conferenza: “ La Prigionia italiana nella Seconda Guerra Mondiale. 1940-1943”

Conferenziere Massimo Coltrinari[1] 
(massimo.coltrinari@libero.it)


La conferenza si apre con un breve cenno su cosa è la Prigionia di Guerra, la sua struttura e le sue fasi (resa, raccolta, invio all’indietro, censimento, smistamento, detenzione, trattamento, termine, rimpatrio, controllo del comportamento, riarruola mento o invio al proprio domicilio); un cenno alla figura del Prigioniero di Guerra ( diritti, doveri e status) e, infine brevissimo cenno alla Convenzione di Ginevra ( e precedenti accordi)  del 1929, in vigore durante la Seconda Guerra Mondiale. Qesta parte si conclude con una chiarificazione tra Il Prigioniero di Guerra  ed altre figure quali il Deportato, l’Internato Militare  ecc.

La Seconda Parte della conferenza è incentra nella descrizione di un quadro generale della prigionia italiana nella Seconda Guerra Mondiale nell’arco di tempo che va dal 10 giugno1940 all’8 settembre 1943.

 In questo arco di tempo i soldati caduti in mano ai Paesi a cui avevamo dichiaro guerra sono divenuti Prigionieri in mano alla Francia, in mano Alla Gran Bretagna, in mano alla Grecia, in mano alla Jugoslavia, in mano all’Unione Sovietica, in Mano agli Stati Uniti.

Ricollegandosi all’ultimo “Mercoledì del Nastro Azzurro”, in cui Carlo Vicentini ha parlando anche della sua esperienza di prigioniero in URSS, si tratterà della Prigionia in URSS, partendo dall’assiona che questa prigionia, in termini strettamente giuridici ed oggettivi, non fu, come trattamento inferiore a quella delle altre Prigionie

Poi si tratterà della prigionia in mano alla Gran Bretagna, con riguardo a quella in Egitto, in Palestina, in Kenya, in Sud Africa, in India, a Gibilterra a e nel territorio metropolitano britannico, con considerazioni pertinenti per ogni luogo citato.

Di seguito la prigionia in mano alla Jugoslavia ed alla Grecia, con accenni a queste peculiarità, per passare poi alla Prigionia in mano agli Stati Uniti sia nel Nord Africa che nel territorio metropolitano, con particolare cenno al campo di Hereford, e si descriveranno brevemente prigionieri illustri come Berto, Tumiati e Burri, che proprio in questi giorni vede una grande mostra a lui dedicata a New York.

Infine si tratterà della prigionia italiana in mano ai Francesi della Francia Libera come esempio di  flagrante violazione delle norme della Convenzione di Ginevra sui prigionieri di Guerra del 1929, in quanto l’Italia non era in guerra con la Francia, a seguito dell’armistizio firmato a Villa Incisa il 25 giugno 1940. Fin da adesso si può dire che la prigionia in mano ai Francesi fu, in termini di efferatezza e crudeltà, di molto superiore ad ogni altra prigionia nella seconda guerra mondiale

La Conferenza non tratta dei prigionieri nemici ( Francesi. Britannici, Greci. Jugoslavi, Sovietici ed altri) in mano italiana per lo stesso periodo considerato e si concluderà con un dibattito, secondo la tradizione dei “Mercoledi del Nastro Azzurro”



[1] Generale, storico, docente, cultore della materia alla Sapienza, Cattedra di geografia Politica ed Economica; è Direttore del CESVAM – Centro Studi sul Valore Militare e come tale direttore della rivista “ Quaderni del Nastro Azzurro”, supplemento al periodico “Il Nastro Azzurro”. E’ consulente per la Prima Guerra Mondiale del Comando Regione Militare”Marche”. E’ direttore del Programma “Strategia” presso l’Istituto di Al Trategia ed affini ISAG di Roma. E’ ideatore del progetto Storia in laboratorio, che ha espresso la “Collana Storia in laboratorio”,  che comprende oltre 19 titoli dal 2009 ad oggi. Ha al suo attivo oltre 600 articoli e saggi, nonche dal 1981 partecipa a Convegni Seminari e Tavole rotonde. Altro si può trovare su www.coltrinarimassimo.blogspot.com E’ sposta con la Sig.ra Anna Maria, professoressa, ed ha due figli Laura, avvocato, e Gianluca, ingegnere meccanico.

giovedì 10 settembre 2015

Prima Guerra Mondiale Prigionia in Austria Ungheria Campo di Edger

Campo di concentramento di
EGER











Dati sulla cittadina di Eger - Ungheria 

Geografia

La città sorge nella valle del fiume Eger (affluente di destra del Tibisco), tra iMonti Mátra a ovest, ed il massiccio del Bükk a est. Nella Ungheria Settentrionale, Provincia di Heves. Superficie 92,24 km2 Abitanti circa 56.000

Storia

Il nome ha etimologia incerta. Nel X secolo era abitata da gruppi di tedeschi,slavi e avari. Qui il re Stefano il Santo vi fondò un vescovado (con sede sull'attuale collina del castello). Il grande periodo di fioritura fu però il XIV-XVI secolo, periodo in cui la regione di Eger inizia anche ad essere famosa per la produzione vinicola.
Piazza Dobó e castello.
Ai tempi di Mattia Corvino, Eger fu sede di una vera e propria corte umanistica internazionale, ad opera di arcivescovi come Ippolito d'Este, al cui servizio era anche Ludovico Ariosto che tuttavia si rifiutò di seguire il suo signore in Ungheria. Nel 1552 la città riuscì a resistere ad un assedio dei Turchi, che riuscirono però a prendere la città nel 1596.
La storia dell'assedio del 1552 è narrata in un romanzo molto conosciuto e letto ancora oggi nelle scuole ungheresi: Le stelle di Eger, di Géza Gárdonyi. La dominazione ottomana e le guerre crociate ridussero notevolmente la ricchezza della città, che fu poi ricostruita a partire dal XVIII secolo, soprattutto ad opera degli arcivescovi (soprattutto ad opera di Károly Eszterházy, a cui si deve la riorganizzazione urbanistica e la costruzione del Lyceum, imponente edificio che il prelato sperava di adibire a sede di università dell'est dell'Ungheria).
Nuove distruzioni furono causate durante gli ultimi anni della Seconda guerra mondiale, quando la città fu più volte bombardata.

Turismo

Eger è conosciuta principalmente per il suo castello, ricordo della lotta contro i turchi, i bagni termali, e le numerose costruzioni storiche fra cui il minareto turco più a nord d'Europa esistente.

Economia

Eger è un importante mercato agricolo con industrie del tabacco ed enologiche. È famosa la produzione di vini rossi: Egri Bikavér (Sangue di Toro) e Egri Leányka (Ragazza di Eger).


venerdì 4 settembre 2015

I Caduti in prigionia della Prima Guerra Mondiale: una realtà nascosta

Una Memoria mai esistita.
Apriamo le Porte della Memoria
 ai 100.000 Prigionieri Caduti della Prima Guerra Mondiale

In merito al tema della Memoria, occorre attirate l’attenzione su un dato che è caratteristico dell’Italia e di noi italiani. Il nostro Paese ha sempre negato la memoria dei Prigionieri di Guerra della Prima Guerra Mondiale. Nella nostra opinione pubblica, nella nostra coscienza nazionale, nella nostra Storia questa memoria è completamente assente. Questa memoria non è mai esistita. I nostri 600.000 prigionieri in mano alla Germania ed all’Austria-Ungheria, guerra durante sono sempre stati considerati come dei “Peccatori contro la Patria”. Questo concetto, di derivazione  d’annunziana, si è talmente radicato che al momento della Vittoria, il generale Diaz ideò e predispose un piano per non far rientrare i Prigionieri Italiani in Italia, ma deportarli direttamente in Colonia, in Libia, In Eritrea ed in Somalia. Se si può fare un paragone, l’Italia ebbe per i prigionieri all’indomani della fine della guerra  un atteggiamento ed un approccio simile a quello di Stalin: per il dittatore comunista i prigionieri in mano dei nazisti erano dei traditori, che avevano abbandonato il loro posto senza combattere. Ed infatti, al pari di Diaz, non li volle reinseriti nella vita sociale e li fece deportare tutti in Siberia, nei sui campi di concentramento, nei noti Gulag. A Stalin il piano riuscì, a Diaz no; il collasso delle strutture statuali austriache e tedesche permise ai prigionieri di raggiungere l’Italia, accolti dai Carabinieri che davano loro la caccia. Andranno ad ingrossare le file del malcontento in quella atmosfera di “vittoria mutilata” che generò il fascismo. E tanti prigionieri sfogarono il loro rancore contro la Patria militando proprio nelle file delle più violente squadracce fasciste.
Una Memoria persa che non ricorda i 100.000 morti in prigionia: infatti da sempre in Italia si ricordano i 600.000 Caduti della Prima Guerra Mondiale, omettendo nel conto quelli che morirono in prigionia. Correttamente si dovrebbe dire i 700.000 Caduti della Prima Guerra Mondiale, ma prima il Fascismo, che li negò con tutte le sue forze nel turbinio della esaltazione del valore patriottico della guerra mondiale, poi la distratta Italia repubblicana, questi 100.000 morti non sono nemmeno citati. Una memoria persa. Che nasconde un altro grande dramma, a cui dedicheremo spazio su questa rivista, del perché si ebbero questi 100.000 morti. E la causa non fu il “cattivo” tedesco” ma ha nomi precisi, italiani, come Cadorna, e Sidney Sonnino in prima fila. E si compara il dato che sia nella prima guerra mondiale che nella seconda in Germania avemmo grosso modo lo stesso numero dei prigionieri, come mai nella Prima Guerra Mondiale ne morirono 100.000 e nella seconda, nelle mani dei feroci e sanguinari nazisti, 43.000?   
Una memoria che non è mai esistita. Non si deve nemmeno prendersi il disturbi di conservarla, perché non c’è mai stata.
Nell’anniversario del prossimo anno, e del 1915, nel centenario della i Guerra Mondiale, e già si annunciano manifestazioni a tutto spazio sullo stile e spessore di quelle per il 150° dell’Unità d’Italia, nel mare di retorica, di falso pacifismo, di esaltazione delle eroiche gesta, si auspica che si crei, si costruisca si alimento questa memoria di 100000 Italiani Caduti per la loro Patria.

Una memoria da costruire, non da alimentare. Un sfida quasi impossibile non solo da vincere, ma solo da proporre. Ma una sfida che vale la pena di lanciare, affinchè si aprano le Porte della Memoria per una pagina della  nostra storia della Prima Guerra Mondiale che è stata scritta, per dirla con Umbero Eco”, nell’isola che non c’è.
Massimo Coltrinari
(massimo.coltrinari@libero.it)

sabato 22 agosto 2015

Prima Guerra Mondiale. Prigionia in Austria Ungheria. Campo di Bologassony

Campo di Concentramento di

 Boldogassony

L'orchestra composta da prigionieri del campo


Le cucine del campo

I prigionieri impegnati nei lavori di sartoria e di calzaturificio

I prigionieri impegnati in lavori stradali

Si è alla ricerca di ulteriori informazioni e dati su questo campo di concentramento. Chi avesse notizie è pregato di conttatarmi:

Massimo Coltrinari
(massimo.coltrinari@libero.it)

giovedì 13 agosto 2015

Temi di ricerca. Internamento

I seguenti temi di ricerca sono stati proposti per l'Internamento
sul blog www.internamentoereticolati.blogspot.com 

2.      Internamento. Perché non vi è stata una Norimberga ( o Tokyo) italiana?
      (post in data 31 luglio 2015) 
3.      Internamento. Il Programma di Eutanasia “T4”
      (post in data 13 agosto 2015)
6.      Internamento Il Processo di disumanizzazione dell’Internato
      (post in data 22 agosto 2015)
7.      Internamento. Trieste. Risiera di San Saba.
      (post in data 25 agosto 2015


Per approfondimenti: www.internementoereticolati.blogspot.com; Contatti: prigionia@libero.it