Contributi e studi sulla prigionia di guerra italiana dal 1861 al 1945 con accenni a quelle antecedenti e a ad altre prigionie dal 1900 ad oggi. Spazio di ricerca del CESVAM - Istituto del Nastro Azzurro (Curatore:Massimo Coltrinari) email:centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org)
Traduttore
domenica 28 febbraio 2016
venerdì 5 febbraio 2016
Prigionia di guerra in Russia
LA MEMORIA DELLA CAMPAGNA DI RUSSIA AD
APRILIA
DOMENICA 6
MARZO PRESSO LA SALA “MANZÙ” AD APRILIA IL CONVEGNO ORGANIZZATO
DALL'ASSOCIAZIONE “UN RICORDO PER LA PACE” E DALL'U.N.I.R.R. (sezione di
APRILIA)
L'EVENTO VEDRÀ LA PARTECIPAZIONE DEL
GIORNALISTA PINO SCACCIA
Si terrà domenica 6 marzo in
orario pomeridiano ad Aprilia presso la Sala Manzù (Biblioteca Comunale) il
convegno organizzato dall'Associazione “Un ricordo per la pace” in
collaborazione con U.N.I.R.R. (Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia)
sezione di Aprilia che verterà sulla tematica della tragica partecipazione
dell'Esercito Italiano in Russia durante il secondo conflitto mondiale.
L'iniziativa si inserisce nel progetto di ricerca dell'Associazione
apriliana sui militari che combatterono in Russia i cui familiari risiedono
attualmente nel territorio pontino.
L'evento che prevede la
partecipazione delle Associazioni d'Arma e Combattentistiche di Aprilia sarà
contestualizzato al territorio apriliano, nel ricordo dei cittadini che persero
la vita in Russia, dei reduci ormai tutti deceduti e dei soldati i cui parenti
risiedono attualmente nella Città di Aprilia. E' prevista in tal senso la
partecipazione dei parenti dei reduci apriliani.
Verranno proiettati alcuni
frammenti della testimonianza dell'ultimo reduce di Russia apriliano Armando
Giorgi, deceduto qualche mese fa.
Ospite d'onore e relatore
d'eccellenza il noto giornalista inviato storico del Tg1 Pino Scaccia, esperto
della tematica in oggetto e autore di numerose pubblicazioni sulla Campagna di
Russia, che nel suo intervento presenterà anche il suo ultimo libro “Armir –
Sulle tracce dell'Esercito perduto”. Verrà proiettato un filmato di un suo
recente reportage in Russia.
Nel corso della
manifestazione saranno recitate alcune
lettere dei soldati italiani dal fronte.
Saranno esposti alcuni reperti
della seconda guerra mondiale, tratti dalla collezione storica di Ostilio
Bonacini.
Per informazioni
rivolgersi alla e-mail dell'Associazione “Un ricordo per la pace”: el.bonacini@gmail.com .
lunedì 25 gennaio 2016
Uno Onorificenza per Aldemiro Casoni
IN ARRIVO LA 12a MEDAGLIA D'ONORE PER GLI INTERNATI MILITARI DI APRILIA
DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE
L'ONORIFICENZA
SARÀ CONFERITA ALLA MEMORIA DI ALDEMIRO CASONI
Nuova medaglia d'onore in arrivo ad Aprilia.
L'onorificenza sarà conferita alla memoria dell'internato militare Aldemiro
Casoni nato nel 1914 a Carpineti (Reggio Emilia) e consegnata ai
famigliari il 27 gennaio prossimo durante la Cerimonia della Giornata della
Memoria 2016 organizzata dalla
Prefettura di Latina. La medaglia è stata richiesta dalla nipote l'architetto
Elisabetta Casoni che nel settembre 2015 aveva contattato Elisa Bonacini
presidente dell'Associazione “Un ricordo per la pace” di Aprilia. L'Associazione
apriliana da anni sta portando avanti il progetto “Memoria
agli I.M.I.” divulgando anche nelle Scuole la storia dei nostri militari italiani dopo l'8 settembre 1943 e guidando
gli aventi diritto nelle pratiche necessarie per ottenere l'importante
riconoscimento.
Grande soddisfazione nell'Associazione “Un
ricordo per la pace”: Aprilia si piazza ai primi posti nel territorio pontino
per avere ottenuto dal 2012 (con il
prossimo conferimento a Aldemiro Casoni) ben 12
medaglie ai suoi cittadini internati militari nei campi di
concentramento nazisti durante la seconda guerra mondiale, di cui viventi Aldo
Boccabella, Gino Forconi, Domenico Fusco.
La medaglia d’onore è l'onorificenza concessa dal Governo Italiano ai cittadini italiani civili e militari (se deceduti ai loro familiari), che dopo l’armistizio dell' 8 settembre 1943 furono catturati e detenuti dai tedeschi nei lager nazisti non accettando l’adesione alla R.S.I. o alle formazioni delle SS.
Furono circa 616.000 i
militari italiani che vennero deportati nei campi di concentramento nazisti.
Il loro status
non fu quello di prigionieri di guerra, bensì di internati militari,
abile stratagemma di Hitler per sottrarli alla tutela della Croce Rossa
Internazionale.
Gli Internati Militari
Italiani (I.M.I.), considerati dai tedeschi “traditori” furono obbligati a svolgere lavori particolarmente duri e pericolosi, esposti al
rischio dei frequenti bombardamenti, con turni massacranti che superavano a
volte le 12 ore al giorno ed una scarsissima alimentazione.
Circa 50.000 militari internati non sopravvissero e migliaia di loro morirono
al rientro in Italia per le gravi malattie contratte nei lager, prima fra tutte
la tubercolosi.
lunedì 11 gennaio 2016
Ricerca. Secondo Guerra Mondiale. Centro Alloggio San Martino
Prigionia in mano Britannica
Mio nonno fu un ex P.O.W in mano Alleata passando il periodo di cattività in Gran Bretagna.
Precisamente, ho da poco ricevuto un documento, dopo mie ricerche, che riporta un timbro sulla parte la cui voce recita " Centro di arrivo del reduce all'atto del rimpatrio" con apposta la scritta " Centro Alloggio S.Martino".
Si tratta di un documento" QUESTIONARIO" che ha dovuto compilare non appena sbarcato dal viaggio di ritorno dalla prigionia.
Mi piacerebbe dunque, se fosse possibile, avere ulteriori notizie su tale centro.
So ad esempio che erano numerati e anche questo sarebbe una buona informazione, o comunque altro come la sua collocazione etc...
Sarei immensamente grata se in qualche modo possiate essermi di aiuto per il lavoro che sto svolgendo.
Le informazioni che richiedevo e poter rispondere alla vostra prassi posso dirle che mio nonno Zanni Raffaele nato il 24/08/1922 a Comacchio fu inquadrato nell'arma della Motorizzazione quale Autiere (dove anche quì, per altro, sto cercando di capire se fosse o meno inquadrato in qualche Divisione, tipo Trieste etc..) e venne catturato prigioniero per mano inglese in Tunisia nel maggio 1943 per essere trasferito e passare poi la sua prigionia in Gran Bretagna, in diversi campi. Fu rimpatriato nel giugno 1946.
SalutandoVi Cordialmente colgo l'occasione per augurare anche Buone Festività.
Francesca Cavallari Zanni
Notizie ed eventuali note: prigionia@libero.it
Notizie ed eventuali note: prigionia@libero.it
martedì 15 dicembre 2015
Campo di Concentramento di Wieselburg
Prigionia di Guerra Prima Guerra Mondiale
Chi avesse notizie su questo campo è pregato di scrivere a
Istituto del Nastro Azzurro
Centro Studi sul valore Militare. CESVAM
direttore.cesvam@istitutonastroazzurro.org
post in progress
foto pag. 76.
Chi avesse notizie su questo campo è pregato di scrivere a
Istituto del Nastro Azzurro
Centro Studi sul valore Militare. CESVAM
direttore.cesvam@istitutonastroazzurro.org
post in progress
foto pag. 76.
venerdì 27 novembre 2015
Campo di Concentramento di Schloss Zell bei Waidhofen
Prigionia di Guerra Prima Guerra Mondiale
Chi avesse notizie su questo campo è pregato di scrivere a
Istituto del Nastro Azzurro
Centro Studi sul valore Militare. CESVAM
direttore.cesvam@istitutonastroazzurro.org
post in progress
foto pag. 83.
sabato 21 novembre 2015
Campo di Concentramento di Zalaszentgrot
Prigionia di Guerra Prima Guerra Mondiale
Chi avesse notizie su questo campo è pregato di scrivere a
Istituto del Nastro Azzurro
Centro Studi sul valore Militare. CESVAM
direttore.cesvam@istitutonastroazzurro.org
post in progress
foto pag. 82
Chi avesse notizie su questo campo è pregato di scrivere a
Istituto del Nastro Azzurro
Centro Studi sul valore Militare. CESVAM
direttore.cesvam@istitutonastroazzurro.org
post in progress
foto pag. 82
mercoledì 18 novembre 2015
La Grande Guerra: Progetto della Associazione "Un Ricordo per la Pace
NUOVO PROGETTO DELL'ASSOCIAZIONE “UN
RICORDO PER LA PACE”
UNA MOSTRA ITINERANTE ED UN CICLO DI
CONFERENZE NEGLI ISTITUTI DI ISTRUZIONE DI APRILIA
primo incontro sabato 21 novembre presso
l'auditorium del Liceo “A. Meucci” con la conferenza“1915 : L' ITALIA IN GUERRA”
Una mostra itinerante ed un ciclo di conferenze sulla Grande
Guerra negli Istituti di Istruzione di Aprilia : è questa la nuova proposta
culturale di Elisa Bonacini presidente dell'Associazione “Un ricordo per la
pace” che ha comunicato il progetto alle Scuole nei giorni intorno alla data
particolare del 23 ottobre. Fu quello il giorno che esattamente 100 anni fa nel
1915 vide il nonno Giuseppe Bonacini (1892- 1961) nel Battaglione lombardo
Volontari Ciclisti Automobilisti affrontare vittoriosamente gli Austriaci in
una delle prime battaglie sulle Alpi Venete per la conquista dell'importante
posizione di “Dosso Casina” (presso Monte Altissimo nella catena del Monte
Baldo, tra le province di Trento e Verona).
Il progetto ha ottenuto la concessione del logo ufficiale delle
Commemorazioni del Centenario della prima guerra mondiale che accredita
l’iniziativa quale progetto rientrante nel Programma ufficiale delle
commemorazioni del Centenario della prima Guerra mondiale a cura della
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Struttura di Missione per gli
Anniversari di interesse nazionale.
L'Associazione “Un ricordo per la pace” dal 2011 opera
autonomamente nel territorio di Aprilia e della Provincia di Latina per divulgare
la storia e le sofferenze causate dalle guerre mondiali attraverso una intensa
attività di raccolta di testimonianze, reperti, foto e la realizzazione di
numerosi video tematici.
Il nuovo progetto mira a coinvolgere in particolare gli studenti
ed i cittadini di Aprilia nella rievocazione del percorso che ha portato
l'Italia al raggiungimento dell'Unità Nazionale.
Il primo incontro, grazie al gentile consenso del Dirigente del
Liceo “Antonio Meucci” Prof. Antonio Ferrone, si terrà a partire dalle 11:30 di
sabato 21 novembre presso l'auditorium del Liceo “A. Meucci” e coinvolgerà
alcune quinte classi del Liceo e altre classi dell'Istituto “C. e N. Rosselli”
che nel precedente anno scolastico ha collaborato con l'Associazione apriliana
nella preparazione di diversi convegni sulle guerre mondiali.
La conferenza avrà come tema “1915 : L' ITALIA IN GUERRA” (le prime fasi del conflitto). Nel programma è previsto
l'intervento del Generale Luigi Marsibilio sulle prime 4 battaglie dell'Isonzo
e del Generale Massimo Coltrinari che, oltre a descrivere le dinamiche iniziali
della guerra, approfondirà l'argomento dei volontari della Grande Guerra tra
cui i Volontari Ciclisti Automobilisti del 1915; tra i circa 500 V.C.A. erano
anche i maggiori esponenti del Futurismo, accesi interventisti, tra cui il
fondatore del movimento culturale lo scrittore e poeta Filippo Tommaso
Marinetti. Il Generale Coltrinari affronterà anche il tema della leva militare
obbligatoria che con il proseguire del conflitto portò sui vari fronti ragazzi
sempre più giovani, poco più che adolescenti (i nati nel 1899) .
Nel corso della conferenza, nell'auditorium che dal 2008 ospita la
mostra “Un ricordo per la pace” sul tema “Aprilia in guerra : la battaglia di
Aprilia,” saranno esposti anche alcuni cimeli della Grande Guerra dalla
raccolta storica di Ostilio Bonacini, fratello di Elisa Bonacini, tra cui la
bandiera del Regno d'Italia, alcune medaglie ottenute dalla fusione dei cannoni
nemici, elmetto, gavetta e borraccia del fante, ed altri oggetti utilizzati
dalle truppe nei vari fronti.
Il programma prevede la proiezione di fotografie tratte dall'Album “IMPRESSIONI DI GUERRA”
di Giuseppe Bonacini, immagini che raccontano l'attività del Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti Automobilisti (V.C.A.) agli esordi della Prima Guerra Mondiale. Le foto storiche sono state pubblicate nel volume “IMPRESSIONI DI GUERRA” - L'ardore patriottico dei Volontari Ciclisti Automobilisti del 1915, (a cura di Elisa Bonacini) che ha ottenuto la concessione del logo ufficiale del Centenario della Prima Guerra Mondiale e che è
stato esposto nel maggio scorso al Salone del libro di Torino nella sezione
della Presidenza del Consiglio – Struttura di Missione dedicata alla Grande
Guerra.
I
ragazzi si cimenteranno nella recitazione di alcune lettere di soldati dal
fronte e per una “full immersion” nella Prima
Guerra Mondiale potranno assistere anche alla proiezione del
video - documentario
realizzato dall'Associazione
apriliana : “4 novembre 1918: la grande vittoria italiana” . Il
video narra il sofferto percorso bellico dell'Italia dal maggio 1915 al 4
novembre 1918, quando il Generale Armando Diaz annunciò nel cosiddetto
“bollettino della vittoria” la fine della guerra ed è un omaggio alle Armi che
parteciparono al conflitto tra cui i coraggiosi fanti, gli intrepidi e dinamici
bersaglieri, gli straordinari alpini che operarono sulle vette ghiacciate delle
Alpi in condizioni “al limite del possibile”…
A
conclusione del filmato le commoventi immagini del viaggio della salma del Milite
Ignoto, scelto ad Aquileia (Udine) tra 11 bare di militi senza nome da Maria
Bergamas, una mamma che aveva avuto il figlio disperso in guerra. Il feretro
venne trasportato in treno da Aquileia a Roma, seguito nel suo percorso da
migliaia di persone in ginocchio; venne tumulato presso l'Altare della Patria
il 4 novembre 1921.
Durante
la manifestazione saranno riprodotti alcuni brani musicali della Grande Guerra eseguiti dall''
“Archetipo Ensemble” dell'Associazione “Vaso di Pandora” tra cui Maria
Ausilia D'Antona voce solista , Gabriele Falcone e
Sergio Trojse chitarre.
Il video “4
novembre 1918: la grande vittoria italiana” è stato realizzato
esclusivamente per finalità di divulgazione storica nelle Scuole. Gli Istituti
d'Istruzione interessati potranno richiederne gratuitamente una copia su dvd all'Associazione
“Un
ricordo per la pace” . I cittadini interessati ad assistere alla conferenza sono
pregati di contattare l'Associazione entro il 19 novembre all'indirizzo e-mail el.bonacini@gmail.com
domenica 15 novembre 2015
mercoledì 11 novembre 2015
martedì 10 novembre 2015
Convegno. Servigliano. Il Discorso del Comandante del Comando Militare Esercito Marche
SIGNOR PREFETTO,
AUTORITA’ TUTTE,
ASSOCIAZIONI COMBATTENTISTICHE E
D’ARMA,
CARI STUDENTI,
GENTILI OSPITI BUONGIORNO.
SONO IL GENERALE ROSARIO SILVESTRO MOSCHELLA COMANDANTE DEL COMANDO MILITARE ESERCITO MARCHE
SONO PARTICOLARMENTE LIETO DI TROVARMI QUI OGGI, NELLA SPLENDIDA E STORICAMENTE SIGNIFICATIVA CORNICE DELLA
CASA DELLA MEMORIA, LA CUI ASSOCIAZIONE GENTILMENTE OSPITA L’EVENTO ODIERNO,
CON IL PATROCINIO DI SUA ECCELLENZA IL PREFETTO.
QUEST’IMPORTANTE EVENTO CULTURALE SI INSERISCE A PIENO TITOLO NEL QUADRO
DELLE INIZIATIVE CHE, A LIVELLO REGIONALE E PROVINCIALE, VENGONO INTRAPRESE PER
COMMEMORARE, COM’E’ ORMAI NOTO, IL CENTENARIO DELLA GRANDE GUERRA. TALI COMMEMORAZIONI, GIA’ INIZIATE L’ANNO
SCORSO, SI SVILUPPANO E SI SVILUPPERANNO, SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE, NELL’ARCO
DI UN QUADRIENNIO CON QUALCHE “CODA” NEI PRIMISSIMI MESI DEL 2019.
PER DARE IL GIUSTO E DOVEROSO RISALTO STORICO-EVOCATIVO A QUESTO
FONDAMENTALE PASSAGGIO DELLA STORIA NAZIONALE ED EUROPEA, PRESSO LA PRESIDENZA
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI E’ STATO INFATTI, A SUO TEMPO, COSTITUITO UN
APPOSITO COMITATO STORICO-SCIENTIFICO PER IL “CENTENARIO DELLA PRIMA GUERRA
MONDIALE”, CON COMPITI DI PIANIFICAZIONE, COORDINAMENTO ED ORGANIZZAZIONE DEGLI
EVENTI.
IN TALE OTTICA, TRA I VARI ENTI INTERESSATI FIGURANO I DICASTERI DEGLI
INTERNI, DELLA DIFESA, DELL’ISTRUZIONE, ORGANISMI DI RICERCA NONCHE’
ASSOCIAZIONI COMBATTENTISTICHE E D’ARMA. IN PARTICOLARE, I VARI COMANDI ED ENTI
DELLA F.A., SU SPECIFICHE DIRETTIVE EMANATE DALLO STATO MAGGIORE DELL’ESERCITO,
COLLABORANO ALLE VARIE INIZIATIVE CHE LOCALMENTE VENGONO E CONTINUERANNO AD
ESSERE INTRAPRESE, SVILUPPANDO CONTESTUALMENTE UNA SERIE DI MANIFESTAZIONI
AUTONOME DIFFUSE SU TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE. QUESTO E’ IL QUADRO DI
RIFERIMENTO; QUAL’E’, QUINDI, L’OBIETTIVO? E’ QUELLO DI UTILIZZARE, IN MANIERA
SINERGICA TUTTI GLI STRUMENTI CULTURALI ED ESPOSITIVI A DISPOSIZIONE DELLA
FORZA ARMATA, ALLO SCOPO DI DARE COMPLETA ED ESAURIENTE ATTUAZIONE AD UN
PROGETTO CULTURALE CHE FACCIA CONOSCERE IL CONTRIBUTO FONDAMENTALE FORNITO
DALL’ESERCITO DURANTE I QUATTRO ANNI DI GUERRA. E I QUATTRO ANNI DI GUERRA
HANNO COINVOLTO, SIA PURE A VARIO TITOLO, TUTTE LE REGIONI D’ITALIA; ECCO
PERCHE’, PER QUESTE CELEBRAZIONI, LO STATO MAGGIORE DELL’ESERCITO HA DATO
MANDATO AI COMANDI TERRITORIALI, INCENTRATI SU TUTTE LE REGIONI AMMINISTRATIVE,
DI:
- REALIZZARE UNA MOSTRA ITINERANTE, RESA
DISPONIBILE PER CIRCA 40 MESI (DA MAGGIO 2015 A NOVEMBRE 2018), ATTRAVERSO DEI
“PACCHETTI” ESPOSITIVI CHE, AUSPICABILMENTE, TOCCHERANNO LE PROVINCE DI
CIASCUNA REGIONE;
- ORGANIZZARE, CON PERIODICITA’ ANNUALE, DEI
CONVEGNI/CONFERENZE TEMATICHE (CIOE’ PER CIASCUN ANNO DI GUERRA), SOTTO UNA
PREVALENTE OTTICA REGIONALE E CON UNA PARTICOLARE ATTENZIONE AL CONTRIBUTO DATO
ALLO SFORZO BELLICO. NELLA CIRCOSTANZA, L’AVVALERSI DELLA COLLABORAZIONE DI PROFESSORI/STUDIOSI
DELLA MATERIA, RAPPRESENTA UNO DEGLI ASPETTI CULTURALMENTE PIU’ QUALIFICANTI
DELL’ATTIVITA’ STESSA.
AL RIGUARDO, CI TERREI A SOTTOLINEARE CHE IL MIO COMANDO HA DA TEMPO
INTRAPRESO UNA PROFICUA ED INTENSA COLLABORAZIONE CON IL GEN. COLTRINARI,
ILLUSTRE DOCENTE E STUDIOSO NONCHE’ FIGLIO DI QUESTA TERRA! MA ANCHE CON ALTRI
UFFICIALI MARCHIGIANI DELLA F.A., DI ALTO RANGO MA ORAMAI IN QUIESCENZA, PER
L’EFFETTUAZIONE DI INTERESSANTI E COINVOLGENTI CONFERENZE PRESSO ALCUNI
ISTITUTI SCOLASTICI DELLA REGIONE.
HO ACCENNATO POC’ANZI ALL’ IMPIEGO SINERGICO DELLE RISORSE INTERNE ALLA
NOSTRA ORGANIZZAZIONE. TUTTAVIA, NELLA CIRCOSTANZA ODIERNA, VORREI PORRE IN
CHIARA EVIDENZA CHE L’EVENTO CUI STIAMO PER DARE INIZIO RAPPRESENTA L’ESEMPIO DI UNO
SFORZO ORGANIZZATIVO FRUTTO DI SINERGIE TRA LE AUTORITA’ DI GOVERNO LOCALI, CENTRI
DI RICERCHE E STUDI QUALI, APPUNTO, L’ASSOCIAZIONE “CASA DELLA MEMORIA” E GLI ENTI DELL’ESERCITO CHE INSISTONO SUL
TERRITORIO MARCHIGIANO.
MI SIA CONSENTITO, A QUESTO PUNTO, SPENDERE ALCUNE PAROLE SULLA “CASA
DELLA MEMORIA”. CIO’ MI CONSENTIRA’, TRA L’ALTRO, DI INTRODURRE L’ARGOMENTO
DELLA CONFERENZA. IL RECUPERO DELLA MEMORIA STORICA RAPPRESENTA L’OBIETTIVO
FONDANTE DELL’ASSOCIAZIONE, CHE L’HA GUIDATA, DALLA SUA NASCITA AD OGGI,
NELL’OPERA ALTAMENTE MERITORIA SVOLTA SUL TERRITORIO, RACCOGLIENDO MATERIALE
DOCUMENTARIO E SVOLGENDO ATTIVITA’ DIVULGATIVE E DIDATTICHE SULLE VICENDE CHE
RIGUARDANO IL CAMPO DI PRIGIONIA DI SERVIGLIANO. VICENDE CHE ATTRAVERSANO LA
STORIA DI QUESTA REGIONE DAL PRIMO NOVECENTO FINO ALL’IMMEDIATO SECONDO DOPO
GUERRA.
E VENIAMO AL TEMA DI OGGI, LA PRIGIONIA NEL CORSO DEL PRIMO CONFLITTO
MONDIALE, TRATTATO DAI NOSTRI RELATORI NELLA DUPLICE OTTICA, QUELLA DEGLI
AVVERSARI SUL NOSTRO TERRITORIO E QUELLA DEI NOSTRI SOLDATI NEI TERRITORI
DELL’AVVERSARIO, L’IMPERO AUSTRO-UNGARICO. LUNGI DA ME ANTICIPARE CIFRE, DETTAGLI
O SITUAZIONI PARTICOLARI. MI PREME, INVECE, SOTTOLINEARE COME QUESTO ASPETTO
DELLA GRANDE GUERRA E’ STATO A LUNGO NEGLETTO ED AFFATTO CONOSCIUTO. MENTRE
TANTO S’E’ SCRITTO, DOCUMENTATO E RAPPRESENTATO ANCHE CINEMATOGRAFICAMENTE SULLA
PRIGIONIA NELLA SECONDA G.M.
VEDREMO COME UNA DELLE QUESTIONI PRINCIPALI DURANTE LA GRANDE GUERRA FU
IL TRATTAMENTO DEI PRIGIONIERI DI GUERRA. IN TEORIA, I LORO DIRITTI DOVEVANO
ESSERE GARANTITI DALLA SECONDA CONVENZIONE DELL'AJA, UN ACCORDO ENTRATO IN
VIGORE PRIMA DEL 1914 E FIRMATO DA 44 STATI. NELLA PRATICA PERÒ LE COSE
ANDARONO DIVERSAMENTE. LE CONTINGENZE DEL MOMENTO NON POTERONO GARANTIRE QUESTO
DIRITTO: COL PASSARE DEL TEMPO I PRIGIONIERI AUMENTAVANO E, PARALLELAMENTE, LE
RISORSE DIMINUIVANO. COLORO CHE FURONO CATTURATI PERCIÒ EBBERO UN TRATTAMENTO
PEGGIORE RISPETTO A QUANTO ERA STATO DECISO POCHI ANNI PRIMA. E CIO’ AVVENNE DA
ENTRAMBE LE PARTI. TUTTAVIA, RISPETTO AI PRIGIONIERI ITALIANI (SI ACCENNERA’, TRA L’ALTRO,
ANCHE ALL’ATTEGGIAMENTO DELLA MADRE PATRIA NEI LORO CONFRONTI) RINCHIUSI NEI
CAMPI DI CONCENTRAMENTO AUSTRIACI E TEDESCHI, i
prigionieri austroungarici caduti in mano italiana FURONO TRATTATI
COMPLESSIVAMENTE MEGLIO. I SOLDATI
ITALIANI DECEDUTI (SOPRATTUTTO DI FAME E DI STENTI) NEI CAMPI DI PRIGIONIA AUSTRIACI
E TEDESCHI, FURONO DI PIU’ DI QUELLI AUSTROUNGARICI MORTI IN ITALIA. LA MAGGIOR
PARTE DEI QUALI FURONO CONCENTRATI NELLE REGIONI MERIDIONALI, PIÙ LONTANE DAL
FRONTE.
TERMINEREI QUI QUESTE MIE ANNOTAZIONI E MANIFESTANDO IL MIO SENTITO
RINGRAZIAMENTO A QUANTI HANNO RESO POSSIBILE LA REALIZZAZIONE DI QUESTO EVENTO,
CEDO LA PAROLA AL PROSSIMO INTERVENTO.
IL MIO SINCERO PLAUSO, INNANZITUTTO
AI NOSTRI DUE CONFERENZIERI PER LA SINTESI E LA COMPLETEZZA DEI LORO
INTERVENTI.
L’INTERESSE SUSCITATO E L’IMPORTANZA
ANNESSA, SIN DALLA SUA ORGANIZZAZIONE, A QUESTA GIORNATA SONO SENZA DUBBIO
TESTIMONIATI DAL COINVOLGIMENTO E DALLA SENTITA PARTECIPAZIONE DEI NOSTRI
STUDENTI. ED E’ SOPRATTUTTO A LORO CHE VORREI RIVOLGERMI IN QUESTE BREVISSIME
NOTE FINALI.
OGGI, IN QUESTO LUOGO SIGNIFICATIVO
PER LA STORIA DI SERVIGLIANO, ABBIAMO “FATTO” VERAMENTE CULTURA. ED OGNI
OPERAZIONE CULTURALE CHE SI RISPETTI NON PUO’ PRESCINDERE DAL RECUPERO E DALLA
RIPROPOSIZIONE DELLA MEMORIA STORICA, FONDAMENTALE PUNTO DI PARTENZA PER
AFFRONTARE LE SFIDE ODIERNE E FUTURE. E TALI SFIDE HANNO UNA COMPONENTE
IMPORTANTE NELL’EVITARE GLI ERRORI E NEL SUPERARE LA VIOLENZA E GLI EGOISMI DEL
PASSATO. IL PASSAGGIO SUCCESSIVO, VA DA SE’, E’ COSTRUIRE PER E CON LE NUOVE
GENERAZIONI MIGLIORI E PIU’ STABILI CONDIZIONI DI PROGRESSO E DI PACE.
PROGRESSO E PACE, OVVIAMENTE, IN UNA CORNICE DI SICUREZZA. QUESTO E’ IL
MESSAGGIO CHE, DA PARTE MIA, VORREI LASCIARVI PRIMA DI RITORNARE AI VOSTRI
STUDI.
RINGRAZIO, INFINE, IL PROF. GIUNTA LA
SPADA ED IL COMUNE DI SERVIGLIANO PER LA SPLENDIDA OSPITALITA’ E COLLABORAZIONE
FORNITE ED AUGURO A TUTTI UN BUON PROSEGUIMENTO DI GIORNATA.
Servigliano, 28 ottobre 2015
giovedì 29 ottobre 2015
Grande Guerra. La prigionia. Servignano. Un convegno riuscito. Il resoconto
Nota del
Prof. Poalo Giunta La Spada
Il Convegno Seminario di Studio di oggi, alla Casa della Memoria di Servigliano, ha, anzitutto, messo in luce l'immane tragedia della prima guerra mondiale: una guerra totale perchè le potenze europee detenevano l'85% della superficie del pianeta; perchè australiani e zelandesi si trovarono a combattere in Turchia; gli indiani si trovarono nei reparti d'assalto britannici sul fronte franco-tedesco, e popoli di ogni parte del mondo furono chiamati al conflitto; fu consumato uno dei più mostruosi genocidi della storia dell'umanità quando i turchi, con la supervisione tecnica degli alleati tedeschi, procedettero allo sterminio di un milione e mezzo di armeni.
Fu la guerra dei miti fabbricati per convincere pacifici contadini a morire: le ideologie del nemico assoluto, e il mito della virilità e del combattente, servivano a convincere le popolazione europee che la guerra era inevitabile, o "sola igiene e pulizia" del mondo.
La guerra produsse 10 milioni di morti e milioni di feriti con mutilazioni permanenti, deportazioni forzate di milioni di persone, distruzione di ogni forma di vita civile.
In questo contesto il tema della prigionia è rimasto ignorato fino alla fine degli anni 90.
Solo allora è iniziato un nuovo interesse per l'esperienza che fecero, solo in Europa, 9 milioni di persone, in teoria trattate secondo la Convenzione de L'Aia del 1907, in pratica spesso sottoposte a marce forzate e a punizioni e umiliazioni.
Il Convegno Seminario di oggi è, da questo punto di vista, un segno di svolta negli studi sul tema perchè ha illustrato non solo le modalità della prigionia a partire dal campo di Servigliano, ma ha messo in luce anche temi e aspetti pressochè sconosciuti, come la decisione del Governo Salandra - Sonnino di non far pervenire viveri ai prigionieri italiani condannati quindi a morire, o la drammatica gestione dei prigionieri austro-ungarici in Italia, come nel caso dei prigionieri detenuti all'Asinara.
Il convegno, organizzato dalla Casa della Memoria con il Comando Militare Marche e l'alto patrocinio della Prefettura di Fermo, ha visto come relatori il prof. Paolo Giunta La Spada, Direttore Scientifico e Culturale della Casa della Memoria, e lo storico, Generale Massimo Coltrinari.
Erano presenti il Presidente dell'Associazione storica, dr. Emidio Pipponzi, il Sindaco di Servigliano avv. Marco Rotoni, il rappresentante della Provincia dr. Stefano Pompozzi, Il Generale di Brigata Rosario Silvestro Moschella, il Prefetto di Fermo Angela Pagliuca, numerose autorità civili e militari, esperti e studiosi di storia, gli studenti delle scuole di Servigliano e la Quinta Classe PTA della Sezione Agraria di Montegiorgio dell'ITI Montani.
In particolare, nella seconda fase dell'incontro, gli studenti hanno posto numerose domande ai due relatori e si è sviluppato un confronto significativo e ricco di spunti per successive iniziative di stuidio
martedì 20 ottobre 2015
Grande Guerra: La Prigionia. Servignano 28 ottobre 2015
“la Prigionia italiana nella Grande Guerra”
Sintesi della conferenza
Dopo un rapido cenno alla prigionia sotto il profilo del
Diritto Umanitario (Convenzione dell’Aia del 1907) in cui si sottolineerà i
caratteri precipui della prigionia e del soldato prigioniero, si traccerà un
quadro rapido delle fasi della prigionia (resa, cattura, invio all’indietro,
avviamento ai campi di smistamento, registrazione, invio ai campi di
concentramento, vita in prigionia e trattamento della potenza detentrice, fine
della prigionia, rimpatrio, analisi e processo del comportamento in prigionia,
invio al domicilio o ai reparti in armi.
Nel dettaglio della prigionia nella Grande Guerra, si
esaminerà la resa e la cattura nei termini quantitativi, durante le undici
battaglie dell’Isonzo (1915-1917) la dodicesima, Caporetto, e le tre battaglie
finali (d’arresto, novembre, 1917, del solstizio, giugno 1918 e di Vittorio
Veneto). Per determinare il numero dei soldati italiani prigionieri dal 1915 al
1918.
Indi una analisi di dettaglio sul trattamento della potenza
detentrice sia riguardo agli Ufficiali sia riguardo ai sottufficiali e truppa e
la vita dei campi di concentramento, con indicazione di varie situazioni in
Germania e in Austria e in Ungheria. Cenni verranno fatti in merito al sostegno
ed alla assistenza ai prigionieri dato dalla madre patria, sia attraverso le
organizzazioni private che attraverso l’azione del Governo Italiano, con cenni
alla situazione di pria e dopo la battaglia di Caporetto.
Dopo una valutazione complessiva della prigionia italiana in
mano agli Imperi Centrali dal 1915 al 1918, si tratterà del Rimpatrio, nelle
forme previste dalle convenzioni e come effettivamente si svolse, con
descrizione di casi particolari. Sarà tracciata una “geografia” dei campi di
concentramento in Austria, Germania e in Ungheria, e sarà fatto un bilancio
generale, ovvero il “costo” della prigionia in termini di vite umane con
considerazioni di carattere pertinente, ovvero si porrà la domanda delle
ragioni per cui dalla prigionia su oltre
600.000 uomini oltre 100.000 non tornarono.
Spazio, a seguire, sarà dedicato al progetto di inviare i
prigionieri di guerra nelle colonie ed al nuovo concetto della prigionia come
fenomeno di massa. In particolare sarà dedicate considerazioni sull’azione del
Governo Italiano nei confronti dei prigionieri di guerra e l’atteggiamento del
Comando Supremo verso il soldato prigionieri
Considerazioni finali su questo particolare aspetto della
Grande Guerra saranno i temi conclusioni della conferenza
Massimo Coltrinari
(prigionia@libero.it)
mercoledì 14 ottobre 2015
domenica 4 ottobre 2015
4 Novembre Conferenza ai "Mercoledi del nastro Azzurro" dedicata alla prigionia
MERCOLEDI DEL NASTRO AZZURRO
Draf.
Luogo:: Sede della Presidenza del Nastro
Azzurro
Data . 4 Novembre 2015 ore 17
Titolo Conferenza: “ La Prigionia
italiana nella Seconda Guerra Mondiale. 1940-1943”
Conferenziere Massimo Coltrinari[1]
(massimo.coltrinari@libero.it)
La
conferenza si apre con un breve cenno su cosa è la Prigionia di Guerra, la sua
struttura e le sue fasi (resa, raccolta, invio all’indietro, censimento,
smistamento, detenzione, trattamento, termine, rimpatrio, controllo del
comportamento, riarruola mento o invio al proprio domicilio); un cenno alla
figura del Prigioniero di Guerra ( diritti, doveri e status) e, infine
brevissimo cenno alla Convenzione di Ginevra ( e precedenti accordi) del 1929, in vigore durante la Seconda Guerra
Mondiale. Qesta parte si conclude con una chiarificazione tra
Il Prigioniero di Guerra ed altre figure
quali il Deportato, l’Internato Militare ecc.
In questo arco di tempo i soldati caduti in
mano ai Paesi a cui avevamo dichiaro guerra sono divenuti Prigionieri in mano
alla Francia, in mano Alla Gran Bretagna, in mano alla Grecia, in mano alla
Jugoslavia, in mano all’Unione Sovietica, in Mano agli Stati Uniti.
Ricollegandosi
all’ultimo “Mercoledì del Nastro Azzurro”, in cui Carlo Vicentini ha parlando
anche della sua esperienza di prigioniero in URSS, si tratterà della Prigionia
in URSS, partendo dall’assiona che questa prigionia, in termini strettamente
giuridici ed oggettivi, non fu, come trattamento inferiore a quella delle altre
Prigionie
Poi
si tratterà della prigionia in mano alla Gran Bretagna, con riguardo a quella
in Egitto, in Palestina, in Kenya, in Sud Africa, in India, a Gibilterra a e
nel territorio metropolitano britannico, con considerazioni pertinenti per ogni
luogo citato.
Di
seguito la prigionia in mano alla Jugoslavia ed alla Grecia, con accenni a
queste peculiarità, per passare poi alla Prigionia in mano agli Stati Uniti sia
nel Nord Africa che nel territorio metropolitano, con particolare cenno al
campo di Hereford, e si descriveranno brevemente prigionieri illustri come
Berto, Tumiati e Burri, che proprio in questi giorni vede una grande mostra a
lui dedicata a New York.
Infine
si tratterà della prigionia italiana in mano ai Francesi della Francia Libera
come esempio di flagrante violazione
delle norme della Convenzione di Ginevra sui prigionieri di Guerra del 1929, in quanto l’Italia
non era in guerra con la Francia, a seguito dell’armistizio firmato a Villa
Incisa il 25 giugno 1940. Fin da adesso si può dire che la prigionia in mano ai
Francesi fu, in termini di efferatezza e crudeltà, di molto superiore ad ogni
altra prigionia nella seconda guerra mondiale
La Conferenza non tratta dei
prigionieri nemici ( Francesi. Britannici, Greci. Jugoslavi, Sovietici ed
altri) in mano italiana per lo stesso periodo considerato e si concluderà con
un dibattito, secondo la tradizione dei “Mercoledi del Nastro Azzurro”
[1]
Generale, storico, docente, cultore della materia alla Sapienza, Cattedra di
geografia Politica ed Economica; è Direttore del CESVAM – Centro Studi sul
Valore Militare e come tale direttore della rivista “ Quaderni del Nastro
Azzurro”, supplemento al periodico “Il Nastro Azzurro”. E’ consulente per la Prima Guerra Mondiale
del Comando Regione Militare”Marche”. E’ direttore del Programma “Strategia”
presso l’Istituto di Al Trategia ed affini ISAG di Roma. E’ ideatore del
progetto Storia in laboratorio, che ha espresso la “Collana Storia in
laboratorio”, che comprende oltre 19
titoli dal 2009 ad oggi. Ha al suo attivo oltre 600 articoli e saggi, nonche
dal 1981 partecipa a Convegni Seminari e Tavole rotonde. Altro si può trovare
su www.coltrinarimassimo.blogspot.com
E’ sposta con la Sig.ra Anna Maria ,
professoressa, ed ha due figli Laura, avvocato, e Gianluca, ingegnere
meccanico.
giovedì 10 settembre 2015
Prima Guerra Mondiale Prigionia in Austria Ungheria Campo di Edger
Campo di concentramento di
EGER
Dati sulla cittadina di Eger - Ungheria
Geografia
La
città sorge nella valle del fiume Eger (affluente di destra del Tibisco), tra iMonti Mátra a
ovest, ed il massiccio del Bükk a
est. Nella Ungheria Settentrionale, Provincia di Heves. Superficie 92,24 km2
Abitanti circa 56.000
Storia
Il nome
ha etimologia incerta. Nel X secolo era
abitata da gruppi di tedeschi,slavi e avari.
Qui il re Stefano il
Santo vi fondò un
vescovado (con sede sull'attuale collina del castello). Il grande periodo di
fioritura fu però il XIV-XVI secolo, periodo in cui la regione di Eger inizia
anche ad essere famosa per la produzione vinicola.
Piazza Dobó e castello.
Ai
tempi di Mattia Corvino, Eger fu sede di una vera e
propria corte umanistica internazionale, ad opera di arcivescovi come Ippolito d'Este, al cui servizio era anche Ludovico Ariosto che tuttavia si rifiutò di seguire il
suo signore in Ungheria. Nel 1552 la città riuscì a resistere ad un assedio
dei Turchi, che riuscirono però a prendere la
città nel 1596.
La
storia dell'assedio del 1552 è narrata in un romanzo molto conosciuto e letto
ancora oggi nelle scuole ungheresi: Le stelle di Eger, di Géza Gárdonyi. La
dominazione ottomana e le guerre crociate ridussero notevolmente la ricchezza
della città, che fu poi ricostruita a partire dal XVIII secolo, soprattutto ad opera degli
arcivescovi (soprattutto ad opera di Károly Eszterházy,
a cui si deve la riorganizzazione urbanistica e la costruzione del Lyceum, imponente edificio che
il prelato sperava di adibire a sede di università dell'est dell'Ungheria).
Nuove
distruzioni furono causate durante gli ultimi anni della Seconda guerra
mondiale, quando la città fu più volte bombardata.
Turismo
Eger è
conosciuta principalmente per il suo castello, ricordo della lotta contro i
turchi, i bagni termali, e le numerose costruzioni storiche fra cui il minareto
turco più a nord d'Europa esistente.
Economia
Eger è
un importante mercato agricolo con industrie del tabacco ed enologiche. È
famosa la produzione di vini rossi: Egri Bikavér (Sangue di Toro) e Egri
Leányka (Ragazza di Eger).
venerdì 4 settembre 2015
I Caduti in prigionia della Prima Guerra Mondiale: una realtà nascosta
Una Memoria mai esistita.
Apriamo
le Porte della Memoria
ai 100.000 Prigionieri Caduti della Prima
Guerra Mondiale
In
merito al tema della Memoria, occorre attirate l’attenzione su un dato che è
caratteristico dell’Italia e di noi italiani. Il nostro Paese ha sempre negato
la memoria dei Prigionieri di Guerra della Prima Guerra Mondiale. Nella nostra
opinione pubblica, nella nostra coscienza nazionale, nella nostra Storia questa
memoria è completamente assente. Questa memoria non è mai esistita. I nostri
600.000 prigionieri in mano alla Germania ed all’Austria-Ungheria, guerra
durante sono sempre stati considerati come dei “Peccatori contro la Patria”.
Questo concetto, di derivazione
d’annunziana, si è talmente radicato che al momento della Vittoria, il
generale Diaz ideò e predispose un piano per non far rientrare i Prigionieri
Italiani in Italia, ma deportarli direttamente in Colonia, in Libia, In Eritrea
ed in Somalia. Se si può fare un paragone, l’Italia ebbe per i prigionieri
all’indomani della fine della guerra un
atteggiamento ed un approccio simile a quello di Stalin: per il dittatore
comunista i prigionieri in mano dei nazisti erano dei traditori, che avevano
abbandonato il loro posto senza combattere. Ed infatti, al pari di Diaz, non li
volle reinseriti nella vita sociale e li fece deportare tutti in Siberia, nei
sui campi di concentramento, nei noti Gulag. A Stalin il piano riuscì, a Diaz
no; il collasso delle strutture statuali austriache e tedesche permise ai
prigionieri di raggiungere l’Italia, accolti dai Carabinieri che davano loro la caccia. Andranno
ad ingrossare le file del malcontento in quella atmosfera di “vittoria
mutilata” che generò il fascismo. E tanti prigionieri sfogarono il loro rancore
contro la Patria militando proprio nelle file delle più violente squadracce
fasciste.
Una
Memoria persa che non ricorda i 100.000 morti in prigionia: infatti da sempre
in Italia si ricordano i 600.000 Caduti della Prima Guerra Mondiale, omettendo
nel conto quelli che morirono in prigionia. Correttamente si dovrebbe dire i
700.000 Caduti della Prima Guerra Mondiale, ma prima il Fascismo, che li negò
con tutte le sue forze nel turbinio della esaltazione del valore patriottico
della guerra mondiale, poi la distratta Italia repubblicana, questi 100.000
morti non sono nemmeno citati. Una memoria persa. Che nasconde un altro grande
dramma, a cui dedicheremo spazio su questa rivista, del perché si ebbero questi
100.000 morti. E la causa non fu il “cattivo” tedesco” ma ha nomi precisi,
italiani, come Cadorna, e Sidney Sonnino in prima fila. E si compara il dato
che sia nella prima guerra mondiale che nella seconda in Germania avemmo grosso
modo lo stesso numero dei prigionieri, come mai nella Prima Guerra Mondiale ne
morirono 100.000 e nella seconda, nelle mani dei feroci e sanguinari nazisti,
43.000?
Una
memoria che non è mai esistita. Non si deve nemmeno prendersi il disturbi di
conservarla, perché non c’è mai stata.
Nell’anniversario
del prossimo anno, e del 1915, nel centenario della i Guerra Mondiale, e già si
annunciano manifestazioni a tutto spazio sullo stile e spessore di quelle per
il 150° dell’Unità d’Italia, nel mare di retorica, di falso pacifismo, di
esaltazione delle eroiche gesta, si auspica che si crei, si costruisca si alimento
questa memoria di 100000 Italiani Caduti per la loro Patria.
Una
memoria da costruire, non da alimentare. Un sfida quasi impossibile non solo da
vincere, ma solo da proporre. Ma una sfida che vale la pena di lanciare,
affinchè si aprano le Porte della Memoria per una pagina della nostra storia della Prima Guerra Mondiale che
è stata scritta, per dirla con Umbero Eco”, nell’isola che non c’è.
Massimo Coltrinari
(massimo.coltrinari@libero.it)
sabato 22 agosto 2015
Prima Guerra Mondiale. Prigionia in Austria Ungheria. Campo di Bologassony
Campo di Concentramento di
Boldogassony
![]() |
| L'orchestra composta da prigionieri del campo |
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| Le cucine del campo |
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| I prigionieri impegnati nei lavori di sartoria e di calzaturificio |
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| I prigionieri impegnati in lavori stradali |
Si è alla ricerca di ulteriori informazioni e dati su questo campo di concentramento. Chi avesse notizie è pregato di conttatarmi:
Massimo Coltrinari
(massimo.coltrinari@libero.it)
giovedì 13 agosto 2015
Temi di ricerca. Internamento
2.
Internamento.
Perché non vi è stata una Norimberga ( o Tokyo) italiana?
(post in data 31 luglio 2015)
3. Internamento. Il Programma di Eutanasia
“T4”
(post in data 13 agosto 2015)
6.
Internamento
Il Processo di disumanizzazione dell’Internato
(post in data 22 agosto 2015)
7.
Internamento.
Trieste. Risiera di San Saba.
(post in data 25 agosto 2015
Per approfondimenti: www.internementoereticolati.blogspot.com; Contatti: prigionia@libero.it
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