Dati su Il Contributo dei prigonieri Italiani alla Guerra di Liberazione
Contributi e studi sulla prigionia di guerra italiana dal 1861 al 1945 con accenni a quelle antecedenti e a ad altre prigionie dal 1900 ad oggi. Spazio di ricerca del CESVAM - Istituto del Nastro Azzurro (Curatore:Massimo Coltrinari) email:centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org)
Traduttore
martedì 31 maggio 2022
venerdì 20 maggio 2022
I TRIBUNALI PER CRIMINI DI GUERRA
Ten. Cpl. Sergio Benedetto
Sabetta
A) Principi di diritto internazionale :
I ) Chiunque commetta un atto che
costituisce crimine secondo il diritto internazionale ne è responsabile ed è
passibile di condanna
II ) La circostanza che una norma
interna non preveda una sanzione penale per un atto che costituisce un crimine
secondo il diritto internazionale non esime la persona che abbia commesso tale
atto dalla responsabilità secondo il diritto internazionale
III ) Il fatto che la persona che ha
commesso un atto costituente crimine secondo il diritto internazionale abbia
agito in qualità di Capo di Stato o di funzionario con responsabilità di
governo non la solleva dalla responsabilità secondo il diritto internazionale .
IV ) Il fatto che una persona abbia
agito obbedendo ad un ordine del suo governo o di un suo superiore non esclude
la responsabilità della persona secondo il diritto internazionale, purché la
sua scelta morale fosse di fatto possibile.
V ) Ciascuna persona accusata di un
crimine secondo il diritto internazionale ha il diritto ad un processo equo in
fatto e in diritto.
VI ) I seguenti crimini sono
perseguibili come crimini secondo il diritto internazionale:
a)
Crimini
contro la pace:
1)Pianificazione,
preparazione, scatenamento o conduzione di una guerra di aggressione o di una
guerra di violazione di trattati, accordi o garanzie internazionali;
2)Partecipazione
ad un piano concertato o ad un complotto diretto a commettere uno degli atti
menzionati al punto precedente.
b)
Crimini di guerra:
Violazione delle leggi e degli usi di guerra, i quali comprendono, senza
limitarsi ad essi: omicidio volontario, maltrattamento o deportazione per
essere costretti a lavoro schiavistico o per ogni altro fine di popolazione
civile dei o nei territori occupati; omicidio volontario o maltrattamento di
prigionieri di guerra, di persone in mare, uccisione di ostaggi, saccheggio di
proprietà pubbliche o private, distruzione deliberata di centri urbani, città e
villaggi, o devastazioni non giustificate da necessità militari.
c ) Crimini contro l’umanità:
L’omicidio
volontario, lo sterminio, la riduzione in schiavitù, la deportazione e gli
altri atti inumani posti in essere contro una popolazione civile, o le
persecuzioni per ragioni politiche, razziali o religiose, quando tali atti sono
perpetrati o tali persecuzioni sono condotte in esecuzione di o in connessione
con un crimine contro la pace o di un crimine di guerra.
VII ) La complicità nella commissione
di un crimine contro la pace, di un crimine di guerra o di un crimine contro
l’umanità come indicati nel Principio VI, costituisce un crimine secondo il
diritto internazionale.
B ) Considerazioni :
Vari sono i problemi sollevati, il
primo e il più rilevante è procedurale e riguarda il Principio V, consistente
nell’indipendenza di giudizio dell’organo inquirente, che non può essere nella
raccolta delle prove e formulazione dei capi d’accusa una delle parti in
guerra, occorre la terzietà quale garanzia di imparzialità.
Problema ulteriore è la composizione
del Tribunale che, se può e deve comprendere a garanzia la presenza di un
giudice della parte offesa, altrettanto deve comprendere altri giudici terzi a
garanzia dell’imputato.
Si parla nel Principio IV della
possibilità di una scelta morale, ma in guerra con il codice militare e la
gerarchia, in presenza di violenze e fatti eccezionali, è difficile avere
l’autonomia morale richiesta. Ma anche la difesa dei diritti prevista nel Principio
VI può dare luogo a dubbi interpretativi relativi a i trattati o accordi.
Churchill avvertiva la pericolosità
di un tribunale di soli vincitori esprimendo le proprie perplessità giuridiche,
osservando ironicamente che nella prossima guerra si poteva essere dall’altra
parte, in effetti basta pensare ai bombardamenti di Colonia e Dresda, alla
fucilazione de alcuni prigionieri italiani della Divisione Livorno in Sicilia,
e alle due bombe atomiche in Giappone.
1
Sebbene la IV Convenzione dell’Aja
del 1907 prevedeva la formale dichiarazione di guerra all’art. 4 del
Regolamento per la tutela dei prigionieri di guerra, nella prassi nata nel
corso del ‘900 si è passati all’informale “stato di guerra” basato sui semplici
atti di ostilità, principio consacrato nella II Convenzione di Ginevra del
1949.
Nella successiva III Convenzione di
Ginevra del 1949, si prevede un trattamento umano ai prigionieri vietandone lo
spoglio dei beni personali e l’uso di rappresaglie.
Tuttavia il diffondersi nella seconda
metà del ‘900 e nei primi decenni del nuovo secolo di conflitti atipici e di
organizzazioni paramilitari private nei conflitti ha messo in difficoltà l’applicazione
di tali principi, questo si riflette non solo nelle guerre in Medio Oriente e
Africa ma anche nell’attuale conflitto in Ucraina.
martedì 10 maggio 2022
Rivista QUADERNI, Supplemento XX, 2021, n.3, 20° della Rivista, CESVAM REPORT Settembre 2019 -Agosto 2021
SOMMARIO
Anno LXXXII, Supplemento XX, 2021, n. 3,
20° della Rivista “Quaderni”
www.istitutodelnastroazzurro.it
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
www.cesvam.org
CESVAM
REPORT. SETTEMBRE 2019 – AGOSTO 2021
1.
INTRODUZIONE
La necessità di un Report.
2.
STRUTTURA
DEL CESVAM
a.
Istituto
del Nastro Azzurro Ente Morale
Statuto;
Regolamento
b.
Lo
Statuto del CESVAM
c.
Il
Regolamento del CESVAM
d.
Il
Verbale costitutivo del CESVAM del
Consiglio Nazionale dell’Istituto del Nastro Azzurro
3.
ATTIVITA’
DEL CESVAM
Editoria
a.
La
Emeroteca del CESVAM
b.
L’Archivio-Biblioteca
del CESVAM
c.
I
Progetti di Ricerca. La realizzazione e la finalizzazione
Ricerca
d.
Le
attività in essere.
e.
La
Rivista “Quaderni del Nastro Azzurro”
f.
I
“Quaderni On Line”
g.
I
Blog di carattere storico, estensione di ricerca
h.
I
Blog di carattere geografico, estensione di ricerca
i.
I
Blog di carattere associativo e divulgativo
j.
I
CESVAM Papers, collana “occasional” di pubblicazioni
k.
I
Libri della Collana del Nastro Azzurro”
Didattica
l.
L’Attività
didattica per Master di 1° e 2° Livello
m. L’Attività
didattica per Corsi di Formazione
Divulgazione
n.
Il
Sito dell’Istituto del Nastro Azzurro. Concorso alla Gestione
o.
La
Piattaforma del CESVAM. Lo strumento di divulgazione al passo con i tempi
p.
I
Convegni e le Conferenze
q.
Gli
“Incontri con l’Autore”
r. Collaborazione con
Enti, Istituti, Accademie, Università. Il Confronto
4.
CONCLUSIONE
.
Lineamenti per il futuro
5.
IL
PERIODICO “NOTIZIARIO DEL NASTRO AZZURRO
Nota redazionale:
Questo numero della Rivista
“QUADERNI” come si può notare, pur mantenendo la struttura base, non porta la
tradizionale suddivisione “Il mondo da cui veniamo: la memoria” e “Il mondo in
cui viviamo: la realtà d’oggi” e le relative rubriche. Questo per lasciare lo
spazio al Report del CESVAM, Questo Report, come ampiamente si è riportato nel
Report stesso, vuole essere una documentazione fattiva della risposta che la
Presidenza Nazionale ha voluto dare, con il Report pubblicato nel 2019 (N. 3°
della Rivista, Supplemento XIII, Luglio-agosto 2019) alla lenta crisi che aveva
attanagliato l’Istituto culminata, in chiave di retrospettiva storica, con
l’anno 2014, considerando il 2015 l’anno della svolta a cui tutti hanno dato un
ampio contributo. Questo numero della Rivista vuole essere la continuazione del
Report per il quinquennio settembre 2014 – agosto 2019, mantenendo la stessa
articolazione ed aggiornandone i contenuti per il periodo di riferimento. Si
vogliono fornire elementi di riflessione sulle scelte fatte, sui successi
ottenuti, sugli scostamenti da correggere, per proseguire, in vista degli anni
futuri, verso una affermazione dell’Istituto sempre più ferma e decisa.
(massimo
coltrinari)
I di Copertina: Lo stemma del CESVAM
Info:segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org
Il presente numero può essere
richiesto gratuitamente in formato digitale. Su carta (fino ad esaurimento copie ed addebito spese postali) previo
versamento di euro 5 a copia in bianco e nero e euro 10 a copia a colori da versare su conto
corrente postale n. 25938002 intestato ad Istituto del Nastro Azzurro oppure su C.C. Bancario BPER Banca Piazza Madonna
di Loreto 24 C.C.703202000000002122 IBAM IT 85P0 5387 0320 200000000 2122.
sabato 30 aprile 2022
mercoledì 20 aprile 2022
Volume: L’opera di Padre Giovanni Minozzi durante e dopo la Grande Guerra, Le “Case del soldato alla fronte” e gli orfani di guerra dell’Opera Nazionale per il Mezzogiorno d’Italia, Vol. V
MASSIMO COLTRINARI, PRIGIONIA ED INTERNAMENTO, L’opera di
Padre Giovanni Minozzi durante e dopo la Grande Guerra, Le “Case del soldato
alla fronte” e gli orfani di guerra dell’Opera Nazionale per il Mezzogiorno
d’Italia, Roma, Edizioni Nuova Cultura,
Collana I Libri del Nastro Azzurro, Pag. 294 ISBN 978 88 3365 3983, Euro 29,
Vol. V
ISTITUTO DEL NASTRO
AZZURRO FRA COMBATTENTI DECORATI AL VALOR MILITARE
Il presente volume riporta le ricerche attivate nell’ambito
di due progetti presentati al Ministero della Difesa e da questi accettati
riguardanti la Prigionia nella grande guerra progetti che vogliono sottolineare
il valore del combattente disarmato, di entrambi gli schieramenti, sia quello
italiano sia quello austro-ungarico con la individuazione dei campi di
concentramento per prigionieri in Italia e la geografia dei campi di
concentramento in Austria e, nel prosieguo delle ricerche anche in Germania.
Tutto questo in un quadro di studio ed approfondimento della articolazione
delle modalità relative alla gestione dei prigionieri nel primo conflitto
mondiale per contribuire non solo alla conoscenza di questo aspetto della
Grande Guerra, ma anche di preservarne la memoria e gli insegnamenti che da
questo fenomeno si possono trarre anche oggi. Il cittadino in armi che come
soldato è chiamato, disarmato, a continuare ad essere fedele al giuramento
presto in mano del nemico rappresenta un aspetto veramente degno di nota del
valore militare. Aspetto da sottolineare anche alla luce che, mentre il combattente
quando compie atti di valore è costante il suo riconoscimento anche tangibile,
mentre il combattente disarmato, anche compie atti di abnegazione e valore, è
per lo più non riconosciuto. Il presente volume è inserito nelle edizioni fuori
collana dedicate alla prigionia.
Massimo Squillaci, Socio della Federazione di Roma
dell’Istituto del Nastro Azzurro. E’ docente al Master di 1° Liv. in Storia
Militare Contemporanea dal 1796 al 1960 attivato presso la Università degli
Studi N. Cusano Telematica Roma.
Il volume è acquistabile in tutte le librerie. Oppure
Presso la Casa Editrice, (Società Editrice Nuova Cultura attraverso la
email:
ordini@nuovacultua.it o il sito: www.nuovacultura.it/ collane
scientifiche)
Presso la Segreteria dell’Istituto del Nastro Azzurro
(segrreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org)
Informazioni e dettagli su www.cesvam.it
domenica 10 aprile 2022
Grande Guerra: il Capitano Pietro Zaninelli
Maria Luisa Suprani Querzoli
Il coraggio e
la generosità: la figura del Capitano Pietro Zaninelli
Se vuoi
trovar l’Arcangelo da fante travestito,
ricercalo a
Manzano e troverai l’ardito![1]
Una brevissima
premessa di ordine personale: durante uno dei miei viaggi sul Montello,
passando nei pressi della Casa Bianca, appresi dell’eroico gesto del Capitano
Zaninelli[2],
gesto lucido e generoso a fronte della prospettiva pressoché certa
dell’imminente fine.
Il valore degli Aditi è
proverbiale, così come le loro abilità, ma il coraggio del giovane Capitano è
da ascriversi ad un’altra categoria, quella della mera generosità d’animo: l’unica
sua foto ad oggi pervenuta (dove lo
sguardo è lasciato all’immaginazione dell’osservatore) può essere assunta a
ritratto di un’integrità e di una saldezza alle quali l’esaltazione appare
estranea.
Il Montello, di per sé, rimanda
all’asprissima Battaglia del Solstizio[3],
la stessa che assistette alla perdita della figura dell’Asso dei Cieli,
Maggiore Francesco Baracca. Gli Arditi detennero il triste primato, in quel
frangente, della percentuale più alta di Caduti[4].
Durante tale battaglia d’arresto,
la riconquista delle posizioni perdute sul Montello e a Nervesa divenne un
obiettivo ineludibile.
Del dispositivo d’attacco predisposto
allo scopo faceva parte la 1ª Compagnia ‘Aosta’, comandata dal
Capitano Zaninelli. Il pomeriggio del 15 giugno 1918 essa fu impegnata in
quattro assalti sanguinosissimi contro la Casa Bianca (ora Casa Zaninelli), caposaldo
– osservatorio di grande rilevanza, tanto da renderne necessaria la pressoché
impossibile conquista. Fu durante l’ultimo di questi assalti che il Capitano
perì. L’osservatorio riuscì a giungere in mano italiana solo durante la notte,
grazie al concorso della Compagnia ‘Monte Piana’[5].
La narrazione del momento,
densissimo, precedente l’attacco:
Poi, tra Maggiore [Freguglia] e Capitano [Zaninelli] un rapido colloquio:
gli ultimi ordini e gli ultimi scambi di idee davanti al terreno della
battaglia; gli sguardi fissi al di là della siepe di destra; cenni con le mani,
entro l’ingombro del fogliame, a indicare possibili vie, a stabilire
obbiettivi.
E quando il Maggiore s’era allontanato, aveva ancora detto:
“Attento, tra poco, al segnale di tromba!”.
Tra poco. Gli assalitori eran lì, in attesa, sulla piccola striscia umida
della strada sterrata tra le siepi, scherzando da ragazzi in piena libertà.
[…]
Zaninelli, pochi metri a monte del brusio delle Fiamme nere s’era, dal
Cappellano del Reparto, in cristiana umiltà, confessato. Ora rientrava
sorridente e sereno in mezzo agli assalitori che lo idolatravano. Timore della
morte? All’ufficiale del II plotone che gli chiede in quell’attimo un ulteriore
schiarimento, egli risponde senza la minima titubanza:
“Non vi preoccupate: ci sarò io!”.
[…]
Eccolo: l’attacco!
La Compagnia esce all’assalto in perfetta formazione d’attacco. […] La
Compagnia di Zaninelli s’è buttata fuori dalla strada […] aprendosi a forza il
varco attraverso la siepe di destra.
“Avanti a plotoni affiancati”.
E dopo pochi passi:
“Di corsa”.
Il Capitano stesso intona il canto degli Arditi.[6]
Medaglia d’Argento al
Valor Militare
Cadeva colpito a morte
da mitragliatrice nemica
alla testa degli arditi
della sua compagnia,
dopo averli per tre
volte condotti all’assalto di munita posizione nemica
al canto dell’inno del
battaglione.
Montello, 15 giugno
1918[7]
La leggenda
vuole che, di fronte all’ordine fatale, il Giovane abbia risposto con uno dei
celeberrimi motti degli Arditi, dove traspare lo sprezzo della vita stessa, di
fronte alla salvezza della Patria.
Nel tempo, lo
stesso motto è divenuto sinonimo del massimo disimpegno nonché, anche se le
accezioni appaiono scarsamente convergenti, di una certa indulgenza verso
alcune espressioni del Ventennio (a ben vedere, esse costituiscono un furto del
patrimonio di Valore degli Arditi di cui ancora si attende la restituzione).
La memoria,
se non adeguatamente alimentata, tende a falsare le prospettive.
Può così anche capitare di imbattersi, in un
mercatino di cimeli militari[8],
in una delle numerose Medaglie al Valore dello stesso Zaninelli, ceduta
facilmente grazie all’oblio che
circonda tuttora, immeritatamente, la sua generosità d’animo.
[1]
Strofa tratta da un celebre Stornello degli Arditi (L. Freguglia, XXVII Battaglione d’Assalto. Gli Eroi del
Montello, Bassano del Grappa: Itinera Progetti, 2017, p. 11).
[2] Capitano
Pietro Zaninelli (Lodi, 11 ottobre 1895 – Giavera del Montello, 15 giugno
1918).
[3] Periodo:
15 – 23 giugno 1918; luoghi: Passo del Tonale; Altopiano dei Sette Comuni;
Monte Grappa; Fiume Piave (Seconda Battaglia del Piave).
[4]
«Particolarmente
tragico fu il bilancio delle perdite in occasione della Battaglia del
Solstizio, per il quale il Comando Supremo comunicò le seguenti percentuali:
Arditi 20%, Fanteria 16%; Bombardieri 7%, Artiglieria 6%, Bersaglieri 6%,
Mitraglieri 5%, Genio 2%»(L. Freguglia, XXVII Battaglione d’Assalto. Gli Eroi del Montello, cit., p. 14).
[5] Cfr.
ivi, p. 16.
[6] Ivi, pp.
74 – 75.
[7] Ivi, p.
23.
[8] La
testimonianza, risalente al 2011 e tuttora in rete, è presente in un forum
italiani dedicato al mondo militare dei più seguiti.
giovedì 31 marzo 2022
Le azioni del Capo di Stato Maggiore Imperiale per una guerra preventiva all'Italia. 1908 -1912
Conrad
von Hotzendorf non tralascia nessuna circostanza per sostenere le sue idee di
guerra preventiva. Nelle udienze del 1° febbraio e 11 maggio 1910, parlando con
Sua Maestà della questione italiana scrive:
“..accennai nuovamente alle spese italiane per l’esercito: il
bilancio ordinario di 306 milioni per il 1910-11 conteneva un nuovo credito di
65 milioni, ed infine un altro di 83.750.000. Feci osservare che il notevole
aumento del bilancio ordinario (20 milioni di più che nel 1907-08) ed i crediti
straordinari di 420 milioni concessi dal 1906 in poi avevano spiccato carattere
di armamenti bellici contro l’Austria-Ungheria, di fronte ai quali non dovevamo
rimanere ciechi.
Richiamai nuovamente l’attenzione di Aehrenthal sull’opera
cosciente dello scopo, che svolgeva l’Italia per una guerra contro la monarchia
ed altresì sul pericolo di essere superati dall’Italia. Dei provvedimenti militari
concreti, risultanti all’occhio anche dei profani, che sta prendendo l’Italia
in modo evidente per una guerra contro la monarchia, fanno parte:
a)
la costruzione, rapidamente spinta, di un sistema di
fortificazioni in grande stile;
b)
l'aumento
delle guarnigioni nel Veneto e, specialmente, nella zona di frontiera, come
pure l’intendimento che ne consegue, non soltanto di proteggere in caso di
guerra la frontiera, ma ben anche di irrompere, con corpi pronti ad operare,
nel territorio della ‘monarchia, per disturbare la nostra radunata;
c)
lo sviluppo della
rete ferroviaria;
d)
l'annuale spostamento
dei reparti alpini dalla frontiera francese alla zona di frontiera colla
monarchia;
e)
l'intensa
attività in fatto di manovre; viaggi di istruzione, manovre con i quadri nella
zona di radunata contro la monarchia;
f)
gli incessanti viaggi
di ricognizione di navi italiane sulle coste della monarchia;
g)
il riordinamento
generale dell’esercito e della flotta, spinto con celerità, per la primavera
del 1912, colla visibile tendenza ad opporre alla monarchia forze per lo meno uguali,
possibilmente superiori”.
In una
lettera all’Imperatore, del 9 settembre 1911, scrive:
“In Italia, invero, la vasta costituzione delle forze armate, la
dislocazione di parte delle truppe nella frontiera sud-orientale, la
costruzione, non avente pari per estensione e per celerità, di fortificazioni,
rivolte soltanto contro di noi, la razionale costruzione delle ferrovie di
radunata verso il Veneto, la costituzione oltremodo intensiva della protezione
della frontiera e delle formazioni di volontari, come pure l’attivissimo
servizio di informazioni procedono di pari passo colla assicurazione più
amichevole e colle forme diplomatiche più concilianti. Ma, poiché gli scopi e
le tendenze positive nel senso di una politica nazionale fanno supporre che
l’Italia entri aggressivamente in azione in un momento opportuno, mentre da
parte nostra siamo ben lontani, data la tendenza puramente conservatrice della
monarchia, da un analogo intendimento, è ovvio che le nostre contro misure
militari, le quali come già si è accennato rimangono molto in arretrato
rispetto ai provvedimenti dell’Italia, possano essere male interpretate per
partito preso”.
Nel 1912,
l’anno in cui veniva a scadere la Triplice Alleanza, quale comandante designato
della 3a Armata, Conrad von Hotzendorf nel prospettare al capo di
stato maggiore proposte operative ed organiche, così esordisce:
“..le fortificazioni italiane costruite in grande stile sul
Tagliamento e nel Friuli settentrionale e meridionale si oppongono ormai alla
nostra offensiva col grosso dall’Isonzo, che prima era attuabile in modo
relativamente facile e decisivo, difficoltà tanto maggiori in quanto i mezzi
d’attacco necessari da parte nostra sono rimasti allo status quo, nonostante i
miei sforzi di anni. L'Italia, da quell’epoca, ha progredito in elevata misura
militarmente, specie in quanto concerne le predisposizioni contro la monarchia;
e quest’ultima invece è rimasta arretrata in tutto. Mentre ad esempio nel
1906-7 ed ancora nel 1908 sarebbe stato possibile, con i mezzi d’artiglieria
della monarchia, avere ragione delle fortificazioni, ciò non è più possibile;
mentre allora potevamo subito radunare alla frontiera grandi forze atte ad
agire prontamente, ora le cose sono invertite, per lo sviluppo della rete
ferroviaria italiana; l’Italia, grazie all'aumento e al rinforzo essenziale
delle sue guarnigioni di frontiera, può entrare in azione con numerose forze,
ed eziandio anche di sorpresa all’inizio della guerra. Da parte nostra non si
sono effettuati gli aumenti di guarnigioni segnalati come imprescindibili, per
non creare difficoltà diplomatiche. Mentre l’Italia nel 1906-7 poteva mettere
in campo al massimo 24 divisioni, ora ne può aggiungere 6 che ben inteso
diverranno 12 di milizia mobile. . . .Nulla si fece né per far subito guerra
all’Italia, né per prepararci energicamente pel momento in cui tale guerra
diverrà necessaria, . . . .
Italia. È innegabile che tale stato, dalla sua unione nazionale,
si è ininterrottamente consolidato, ha progredito commercialmente,
finanziariamente, politicamente e specialmente poi nel campo militare, ed è
entrato nella scena mondiale con tutte le tendenze di una grande potenza.
Devesi inoltre far notare che sarebbe errore il commisurare l’esercito italiano
alla stessa stregua del secolo scorso, e, quand’anche per l’avvenire si faccia
calcolo sulla bravura preponderante delle nazioni della nostra monarchia,
l’esercito italiano deve essere considerato molto di più di allora a causa
anzitutto del suo ottimo ed ambizioso corpo di ufficiali, delle abbondanti
dotazioni tecniche, fra le quali considero anche il sistema munificentemente
attuato di fortificazioni, ed infine, dell’entusiasmo nazionale alimentato con
tutti i mezzi. Agli insuccessi in Tripolitania non si deve dare troppo valore
da tal punto di vista; giacchè simili fenomeni si sono verificati anche presso
altri eserciti in condizioni analoghe.”[1]
Se Conrad
von Hotzendorf non dà importanza ai nostri insuccessi nella guerra di Libia,
però far entrare nei suoi calcoli lo sforzo logistico che l’Esercito italiano
dovette compiere per la guerra contro la Turchia e li valuta come un momentaneo
indebolimento, oltre al fatto che tutto lo schieramento italiano è orientato
verso sud, anche se sono presenti a nord forze di copertura.
domenica 20 marzo 2022
giovedì 10 marzo 2022
Volume, La Geografia dei Campi di concentramento in Austria Ungheria Scheda
MASSIMO COLTRINARI, PRIGIONIA ED INTERNAMENTO, LA GEOGRAFIA
DEI CAMPI DI CONCENTRAEMNTO IN AUSTRIA-UNGHERIA, Iconografia della Prigionia
italiana nella Duplice monarchia, Roma, Edizioni Nuova Cultura, Collana I Libri del Nastro
Azzurro, Pag. 298, ISBN 978 8833652672, Euro 29, Vol. II
ISTITUTO DEL NASTRO AZZURRO FRA
COMBATTENTI DECORATI AL VALOR MILITARE
Il presente volume delinea un quadro generale dei campi di prigionia in cui sono state concentrati i prigioneri italiani da parte dell’Austria-Ungheria. Basato su un documento coevo della Croce Rossa Austriaca, sono presentate, dopo una nota a carattere sia geografico che storico, alcune foto del campo indicato. L’aver dato ampio spazio alle foto tutte coeve è stata una scelta in quanto si è convinti che l’analisi attenta della foto stessa sia una fonte primaria sia per la conoscenza del campo stesso sia per l’avvio, come è avvenuto, di ulteriori ricerche. Anche questo volume, in generale, riporta le ricerche attivate nell’ambito di due progetti presentati al Ministero della Difesa e da questi accettati riguardanti la Prigionia nella grande guerra progetti che vogliono sottolineare il valore del combattente disarmato, di entrambi gli schieramenti, sia quello italiano sia quello austro-ungarico con la individuazione dei campi di concentramento per prigionieri in Italia e la geografia dei campi di concentramento in Austria e, nel prosieguo delle ricerche anche in Germania
Massimo Coltrinari, generale, Presidente della
Federazione di Ancona dell’Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati
al Valor Militare. E’ Direttore Scientifico al Master di 1° Liv. in Storia
Militare Contemporanea dal 1796 al 1960 e del Master di 1° Liv .in Politica
Militare Comparata dal 1960 ad oggi attivati presso la Università degli Studi
N. Cusano Telematica Roma.
In Copertina: Veduta
generale del campo di concentramento per prigionieri di guerra di Marchtrenk
Il volume è acquistabile in tutte le librerie. Oppure
Presso la Casa Editrice, (Società Editrice Nuova Cultura attraverso la
email:
ordini@nuovacultua.it o il sito: www.nuovacultura.it/ collane
scientifiche)
Presso la Segreteria dell’Istituto del Nastro Azzurro
(segrreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org)
Informazioni e dettagli su www.cesvam.it
