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martedì 20 gennaio 2026

Tesi di Laurea Dott. Roberto Rustioni

 Titolo

 Giovanni Rustioni e la sua Prigionia a Sigmundscherberg 25 maggio 1917 10 novembre 1918

Premessa


L’oggetto di questa tesi è la ricostruzione dei diciotto mesi di prigionia di Giovanni Rustioni (mio nonno paterno) nel campo di concentramento di Sigmundsherberg, un comune austriaco di 1.661 abitanti nel distretto di Horn, in Bassa Austria, nel periodo compreso tra il 25 maggio 1917 e il 10 novembre 1918.




Introduzione


La ricostruzione storica della prigionia dei soldati italiani nel corso della Prima Guerra Mondiale, è ancora ai più poco conosciuta. Tuttavia oggi, grazie, anche, al lavoro di ricerca e pubblicazione di Giovanna Procacci, tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, è stato possibile avere molto materiale documentale e storiografico su quelle vicende che per anni sono state tenute scientemente nell’oblio più totale.

Partendo dalla cattura di Giovanni Rustioni, fante del 26° Reggimento Fanteria della Brigata Bergamo, si cercherà di ricostruire la vita di prigionia nel campo di Sigmundsherberg. La narrazione degli eventi coprirà l’arco temporale che va dal 25 maggio 1917, giorno della sua cattura, al 10 novembre del 1918, giorno del suo rientro dall’Austria nel territorio italiano.

Il motivo per il quale ho scelto di compiere questa ricerca storica è, ancora, l’intenso legame affettivo che mi unisce alle vicende narrate sulla prigionia dal mio defunto nonno paterno.

L’obiettivo sarà quello di tentare di dare una risposta alle molte domande su come si viveva nel Konzentrationslager di Sigmundsherberg; nel quale, nonostante fosse uno dei più grandi campi di prigionia dell’Impero Austro-Ungarico (fino a 56 mila persone), con un grande centro di smistamento dei pacchi postali per tutti i prigionieri italiani degli austro-ungarici, dotato di un ospedale, di 3 teatri, di un cinema, di una sala concerti, di una chiesa, di un campo di pattinaggio per ufficiali, persino di una piccola fattoria e di una macelleria interna, e tutto sommato con una non cattiva convivenza tra carcerieri e prigionieri, tuttavia il numero dei morti italiani fu apparentemente abbastanza elevato, circa 2.400.

Per questa ricerca seguirò il metodo storico che si avvale delle fonti scritte e materiali. Oltre alle informazioni generali attinte dalla storiografia più recente, mi avvarrò di diverse importanti fonti documentali dirette, tra cui il foglio matricolare di Giovanni Rustioni, rilasciato dall’Archivio di Stato di Pavia e il telegramma della Croce Rossa Internazionale attestante la prigionia di Giovanni Rustioni a Sigmundsherberg.

I primi capitoli riguarderanno la descrizione generale dei principali fatti d’Arme dal 1915 al 1918 del 26° Reggimento Bergamo. Successivamente mi soffermerò, sommariamente, sulla Decima battaglia dell’Isonzo nel corso della quale fu catturato Giovanni Rustioni. Nei capitoli riguardanti la prigionia e la successiva liberazione, farò prima una descrizione generale dei campi, della legislazione internazionale sulla protezione dei prigionieri di guerra, sulla condotta dello Stato italiano verso i propri soldati nei campi di prigionia negli Imperi Centrali, poi descriverò, in tutti i suoi aspetti, il campo di Sigmundsherberg. 

Infine, un breve capitolo sulla liberazione “disordinata” a suggello delle vicende descritte nei capitoli precedenti.

Grazie alla formazione didattica di questo Master in Storia Militare Contemporanea 1796-1960, ai testi da me consultati, ed in particolare al libro “Sigmundsherberg 1915 – 1918. Storie di prigionia-Italiener in Kriegsgefangenschaft”, al foglio matricolare e al telegramma di “Pris Guerre”, del dicembre 1917, spedito dalla C.R.I. di Giovanni Rustioni, sarà ragionevolmente possibile la più verosimile ricostruzione dei suoi diciotto mesi di prigionia.


La tesi è consultabile presso la Emeroteca del CESVAM

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