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mercoledì 30 ottobre 2019

Il prigioniero di guerra Concetto 2

IL V FRONTE DELLA GUERRA DI LIBERAZIONE 




I prigionieri di guerra erano italiani come ogni altro italiano. E fecero le loro scelte. Anche qui ci fu chi rimase fedele alla vecchia alleanza, chi rimase indifferente ad ogni sollecitazione cercando solo di sopravvivere, e chi scelse modi ed azioni tali che combatterono la Germania e contrastarono la sua determinazione a trasformare l’Europa ed i territori da lei conquistati, attraverso la vittoria della guerra che si stava combattendo, nel già annunciato Reich millenario ad impronta totalmente nazista.
Il corollario di questo assunto è che non si possono escludere questi italiani dal quadro generale della Guerra di Liberazione, una omissione che sarebbe arbitraria e limitativa delle scelte che gli Italiani fecero durante la crisi armistiziale. Anche qui occorre superare il binomio fascismo-antifascismo, in quanto, come detto, la Guerra di Liberazione non fu combattuta solo da fascisti ed antifascisti, una limitazione che è alla base di perduranti conflitti e tragedie e divisioni, ma anche da coloro che, superato l’aspetto ideologico, volevano fare qualcosa per essere liberi e liberare l’Italia da un occupatore ex alleato e, in modo indiretto, da ex nemici, ora alleati, che promettevano di darci  quella libertà che, per esperienza, nessuno dona ma che deve essere conquistata.
Nasce in questo contesto un altro gruppo di italiani che combatte in modi molti diversi da quelli tradizionali la Germania ed i suoi alleati, che nel loro insieme sono il nemico.
Nasce di conseguenza un altro fronte della Guerra di Liberazione, che noi chiamiamo il V fronte, che si affianca agli altri in modo parallelo e spesso intercomunicante a ma anche lontano per altri versi, basti pensare alla azione delle I.S.U statunitensi che operano al di là dell’Atlantico, ma che sono parte integrante della Guerra di Liberazione.
Premessa indispensabile per comprendere le azioni dei prigionieri di guerra come partecipanti nel V Fronte della Guerra di Liberazione è dare un rapido sguardo alla loro consistenza, ed alla loro dislocazione geografica, determinate entrambe da 39 mesi di guerra con i paesi delle Nazioni Unite.

domenica 20 ottobre 2019

Il prigioniero di guerra. Concetto



 IL V FRONTE DELLA GUERRA DI LIBERAZIONE 




L’approccio che abbiamo adottato per comprendere che cosa è la Guerra di Liberazione ed individuare i suoi caratteri ed i suoi protagonisti, come visto, pone al centro colui che in qualsiasi modo ha partecipato alla lotta per un Italia, secondo il portato del nostro processo unitario, che fosse libera di scegliere non solo il proprio presente ma anche il proprio futuro. La crisi armistiziale mise in discussione tutto questo e la Germania, a capo della coalizione hitleriana aveva considerato l’Italia non un alleato che potesse uscire dalla guerra liberamente ma prima, dalla caduta del fascismo, un potenziale nemico e con la proclamazione dell’armistizi un nemico vero e proprio. Da qui la occupazione del suo territorio fin dove era possibile, il disarmo delle sue forze armate, l’internamento senza lo status di prigionieri di guerra di tutti i soldati italiani in violazione di tutte le norme del Diritto internazionale. La Germania non dichiarò mai guerra all’Italia, ma si comportò come un nemico usandola violenza bellica in modo generale contro l’Italia sostenuta e giustificata solo dai suoi interessi e prospettive.
La opposizione a tutto questo, come abbiamo visto, da parte degli Italiani, diede vita al contrasto anche con le armi alla azione germanica. Chiunque si opponesse alla Germania ed alla sua azione entrava a far parte della schiera, secondo il nostro approccio, di chi combatteva la Guerra di Liberazione al fine di riconquistare la piena sovranità su tutto il territorio nazionale, riacquistare la libertà di decidere il proprio presente e futuro ed in sostanza essere liberi di decidere.
In questo contesto anche quei italiani che durante la guerra dell’Italia monarchico-fascista avevano avuto la sfortuna di cadere in potere dei nemici del tempo, cioè i prigionieri di guerra, ebbero le loro opportunità di scelta se partecipare, in modi che vedremo, alla Guerra di Liberazione, cioè a dire a combattere la Germania e la coalizione hitleriana nel grande quadro della Seconda Guerra Mondiale.


giovedì 10 ottobre 2019

QUADERNI DEL NASTRO AZZURRO Sommario e Nota Redazionale

 SOMMARIO
 Anno LXXIX, Supplemento IX, 2018, n. 4, 10° della Rivista “Quaderni”  www.istitutodelnastroazzurro.it indirizzo:centrostudicesvam@istitutonastroaz zurro.org 

Editoriale del Presidente.  Carlo Maria Magnani: 


IL MONDO DA CUI VENIAMO: LA MEMORIA           

APPROFONDIMENTI 

AA.VV, La Battaglia di Vittorio Veneto. Ricostruzione ed Analisi.
Luigi Marsibilio, La Battaglia di Vittorio Veneto 
Osvaldo Biribicchi, Comando Supremo Regio Esercito. Le truppe italiane negli altri campi della Grande Guerra 
Massimo Coltrinari, Un elenco Glorioso. Le Armate Italiane a Vittorio Veneto nella versione del Comando Supremo.
 Alessia Biasiolo, L’Impero italiano in epoca fascista 

DIBATTITI 
Giovan Battista Birotti, Soldati e contadini. L’Esercito giapponese nel periodo Meiji (1868-1912)

ARCHIVIO 
Redazionale, Chiara Mastroantonio, Lo Statuto della Legione AzzurraPag.00 

MUSEI,ARCHIVI E BIBLIOTECHE 

Alessio Pecce, Giulio Moresi, aspirante ufficiale, bersagliere, caduto il 17 agosto  1917 sull’Hermada, sul Carso. Il Ricordo  

Posteditoriale: Antonio Daniele, Il Calendario azzurro per il 2019

IL MONDO IN CUI VIVIAMO: LA REALTA’ DI OGGI 

UNA FINESTRA SUL MONDO Sandra Milani, L’uso delle sostanze stupefacenti come strategia nella guerra e nel terrorismo islamico

GEOPOLITICA DELLE PROSSIME SFIDE Luca Bordini, Riflessioni sulla comunicazione digitale delle Forze Armate 

Autori. Hanno collaborato a questo numero.
Articoli di Prossima Pubblicazione
Segnalazioni Librarie. 

CESVAM NOTIZIE Centro Studi sul Valore Militare 

I “Quaderni on Line”, Supplemento on Line, Anno 5°, V, 2018,  Maggio 2018, n. 30 
I “Quaderni on Line”, Supplemento on Line, Anno 5°, VI, 2018  Giugno 2018, n.31.
I “Quaderni on Line”, Supplemento on Line, Anno 5°, VII, 2018, Luglio 2018, n. 32

“Quaderni” on line sono su: www.valoremilitare.blogspot.com 

PER FINIRE Massimo Coltrinari,  Il Valore Militare attraverso le Cartoline Militari ed oltre 

Nota redazionale: Il seguito di riflessioni in questo fine anno non può portare che ad aggiustamenti sulla attività del CESVAM. Si dovrà porre maggiore attenzione alle attività esterne del CESVAM stesso e porre delle pregiudiziali di collaborazione che siano allineate al livello di ambizione del CESVAM. Il dibattito che necessariamente deve esistere all’interno deve passare attraverso una distinzione. L’Istituto del Nastro Azzurro ha due componenti che lo distinguono dalle altre Associazioni 
Combattentistiche.  La prima. È quella dell’associazionismo combattentistico” in cui è necessario porre alla base la componente militare, quella di chi ha mostrato il proprio valore militare e gli è stato riconosciuto, quella associativa e in parte reducistica. Tutti elementi che fanno capo, almeno per i militari, alla legge dei Principi del 1977 che deve animare ogni militare della Repubblica se si vuole definire tale. In pratica è una funzione verso l’interno dell’Istituto, nelle sue componenti ed articolazioni.  La seconda. Quella di Ente Morale, che deve ispirare l’azione dell’Istituto del Nastro Azzurro al pari dei suoi similari (Istituto della Previdenza Sociale, Istituto per la Storia del Risorgimento, Croce Rossa, ecc.) in cui la componente militare è sempre presente, in cui emerge quella di chi ha mostrato il proprio valore militare, ma non gli è stato riconosciuto ufficialmente con le previste decorazioni e modalità, in cui emergono in oltre misura la disponibilità, l’altruismo, il senso di appartenenza, le tradizione militari dei Corpi e delle Unità, il senso del servizio, e soprattutto la volontà di portare i principi statutari anche verso l’esterno, verso le componenti della società civile, le nuove e le vecchie generazioni, nelle forme più efficaci. In pratica è una funzione verso l’esterno dell’Istituto.  Fra le due componenti vi deve essere sinergia, armonia, collaborazione. Occorre in tutti i modi che non emergano contrasti, invidie, contrapposizioni, prese di posizioni imposte, intolleranza. Qualora queste emergessero sarebbe un gravissimo errore quello di affrontarle di petto, con ”fieri ed animati accenti”; più opportuno ed intelligente sarebbe la soluzione che adotti pazienza, silenzio, comprensione e soprattutto mettere spazio e tempo per spegnere ogni fuoco o fuocarello. A questo proposito viene in aiuto Italo Calvino, il quale scrive in “Le città invisibili” 

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se n’è uno, è quelle che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne: il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione ed apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in merito all’inferno, non è l’inferno, e farlo durare, e dargli spazio.” 


lunedì 7 ottobre 2019

QUADERNI DEL NASTRO AZZURRO n. 4 del 2019 Copertine




ANNO LXXX, Supplemento IX, 2018, n. 4

In Copertina
Medaglia della Vittoria coniata e firmata da Luciano Zaniella
prodotta in tiratura limitata
67 mm di diametro e pesa 140 grammi
Disponibile in bronzo similoro
E' possibile richiederla alla Presidenza dell'Istituto del Nastro Azzurro
(segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org)


giovedì 3 ottobre 2019

Campo di concentramento di Boldogassony Notizie


Situata a 18 km a est di Nezader.

Secondo la tradizione, II. Durante il regno di re Andrea , Fertő inondò diversi villaggi. Invece, hanno fondato l'attuale insediamento nel 1240 . 1324 in "Zenmária" è stato primo nome citato. Era un insediamento nei tempi antichi. Al confine con Mosonszentandrás ci sono reperti di un insediamento romano significativo Il santuario di Maria era già noto nel 13 ° secolo . La sua vecchia chiesa fu costruita nel 14 ° secolo e fu distrutta dai turchi nel 1529 . L'immagine della misericordia di Maria fu portata qui nel 1661 da Fraknódalla cappella del castello dove apparteneva all'Eszterházyak . Il Pál Esterházy (Palatino) dal 1668 nel tempio e il monastero ricostruito nel 1683 in Turchia nuovamente distrutto. Tra il 1696 e il 1702 fu ricostruito secondo i piani dell'italiano Francesco Martinelli . In origine, aveva una torre che era caduta poco dopo la dedica. Vedendo il segno celeste, il duca ordinò la costruzione di due torri. Vecchio famoso luogo di pellegrinaggio.
Nel 1910 , dei 2732 abitanti, 1970 erano tedeschi e 756 ungheresi . Fino al trattato di pace di Trianon, apparteneva al distretto Nezsideri della contea di Moson .
Nel 1678 Pál Esterházy si stabilì ebrei derubati dai soldati dalle tenute del cortile dell'abbazia di Heiligenkreuz Il loro numero raggiunse il picco nel 1876 , quindi vi abitarono 864 ebrei. Nel marzo del 1938 , dopo l' Anschluss , fu istituito un campo di insediamento. Furono radunati circa 400 abitanti ebrei dell '"Angolo infettivo". Ad aprile la maggior parte di loro ha attraversato il confine ungherese, quindi la comunità ebraica qui ha cessato di esistere. La loro sinagoga fu demolita nel 1939 , solo il loro cimitero è sopravvissuto fino ad oggi.

Nel 1914 , alla periferia del villaggio , un campo di prigionieri di guerra fu istituito su un terreno di proprietà Esterházy C'erano 15.000 prigionieri nel campo e furono costruite circa 200 capanne. 1915 in un tifo epidemia nel 2000, più di un paio di giorni in russo , serbo , italiani prigionieri sono morti. Il campo era dotato di approvvigionamento idrico e illuminazione pubblica. Oggi, 2.363 tombe sono registrate nel parco commemorativo.
Nel 2001 , dei suoi 2856 abitanti, c'erano 2503 austriaci, 209 ungheresi e 19 croati.

Attrazioni modifica ]


  • Tempio Santuario, che nel 1990 Ota " Basilica Minore indossa un" rango nel 1668 è stata costruita dal principe Paul Eszterházi, e dopo 1683 i turchi distrutte, ricostruita tra il 1696 e il 1702i Oggi è l'unica basilica del Burgenland. L'interno è considerato l'interno della chiesa barocca più bella del Burgenland .
  • Il monastero francescano fu ricostruito nel 1733 .
  • Il Calvario fu costruito nel 1683 e spostato nella sua posizione attuale nel 1958 .
  • Luogo di nascita di Mihály Mosonyi
  • Vicino al villaggio c'è un complesso termale con acqua termale.


amministrazione
paese Austria
provinciaBurgenland
rangocittà
camminareContea di Nezsider
Anno di fondazione1324
sindacoJosef Ziniel ( SPÖ )
codice postale7132
prefisso teleselettivo02 172
Targa del trafficoND
popolazione
Popolazione totale2862 persone (1 gennaio 2018) [1] +/-
densità di popolazione89 persone / km²
Dati geografici
Sul livello del mare. altezza119 anni
zona31,9 km²
fuso orarioCET , UTC + 1