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martedì 6 dicembre 2011

Prigionia: La campagna di Russia Le operazioni

Situazione operativa
17 -18 19 dicembre 1942
3° Divisione Celere
Principe Amedeo Duca d’Aosta


  1. Premessa.
Fronte del II Corpo d’Armata
385° Divisione Tedesca e Divisione Cosseria. (Omissis)
Divisione Ravenna (Omissis)
298° Divisione Tedesca  (Omisis)
Fronte del XXXV Corpo d’Armata (CSIR)
Divisione Pasubio(Omissis)
Fronte del XXIX Corpo D’Armata Tedesco
Divisione Torino(Omissis)

3° Divisione Celere.

Dal 19 al 23 novembre 1942 all’inizio della Battaglia del Volga la 3 Armata Romena aveva subito i violenti attacchi sovietici che ne aveva ridotto drasticamente la operatività. La 3° Divisione Celere.P.A.D.A, che era dislocata in seconda schiera nella valle del Boguciar, aveva dovuto mutare impiego ed assumere il tratto di fronte di circa 50 chilometri, già occupato dalla 62a Divisione tedesca per sostituirla in quanto chiamata ad operare altrove.
3° Divisione Celere.P.A.D.A si era schierata a cavallo del basso corso della Tihaja dove l’andamento del Fiume Don descrive una curva convessa verso sud tra la Divisione Torino ( a sinistra) e la Divisione Sforzesca.
La differente struttura ordinativa tra le divisione italiane e tedesche , queste certamente più forti e numerose, aveva determinato uno scompenso di forze. Di conseguenza la 3° Divisione Celere.P.A.D.A, per occupare le stesse posizioni, aveva ricevuto in rinforzo la Legione Croata, alla quale era stato destinato un piccolo tratto di fronte proporzionate alle sue modeste possibilità operative, all’estrema sinistra a contatto con la Divisione Torino.
Seguivano, da sinistra a destra,
il 3° Reggimento bersaglieri ( battaglioni XVIII, XX, XXV)
il 6° Reggimento bersaglieri  (battaglioni VI, XIII)[1]
tutte forze che erano state mandate in prima linea. In secondo scaglione era costituito dal solo XIX battaglione bersaglieri[2]
L’ampiezza del fronte era veramente ampia per queste forze mobili, costruite per operare in movimento, non per operazioni di difesa ancorata. La 3° Divisione Celere.P.A.D.A, era stata quindi rinforzata dal XXVI battaglione mortai della Divisione Torino, da una compagnia del CIV battaglione mitraglieri dal LXXIII gruppo misto (149/40 e 210/22) d’Armata.

  1. L’attacco del 17 dicembre 1942.

Ore 07.00
Il fronte della Divisione fu attaccato alle ore 07.00 del 17 dicembre 1942. Il punto di massima violenza di questo attacco lo si ebbe nel punto di contatto tra il VI ed il XIII battaglione  del 6° Bersaglieri e, dopo un’ora l’attacco si estendeva a tutta la fronte del VI battaglione poco ad est della confluenza della Tihaja nel Don dove elementi avanzati sovietici penetrarono in direzione di Tihovskoj.
A nord della Tihaja l’attacco sovietico si estendeva e si approfondiva su quota163,3 minacciando la rotabile Mrykin –Konovalof. La 7° batteria del II Battaglione del 120° reggimento era stata travolta.

Ore 10.00
Il XIX battaglione del 6° Reggimento, tenuto in seconda schiera, operò un contrattacco in direzione della foce della Tihaja, non aveva successo.

0re 13.00
Il XIX battaglione del 6° Reggimento,alle ore 13,00,  a seguito dell’aggiramento da sud da parte di una forte colonna sovietica del paese di Tihovskoj, doveva ritirarsi ad ovest per oltre un chilometro a difesa dell’abitato di Batalsckof; in questo frangente riceveva in rinforzo della 105a compagnia artieri divisionale e della compagnia genio ferrovieri tedesca.

Ore 15.00
Il XVI gruppo di osservazione tedesco, composto da 200 uomini affluiva per contenere e respingere la penetrazione dei sovietici in valle Tihaja

Ore 16,30
I sovietici lanciano un nuovo attacco in direzione della quota 163,3, e veniva minacciata la 3 batteria del I Gruppo del 120° Reggimento artiglieria; nello slancio minacciava l’abitato di Mrykin; qui vi aveva sede il Comando del 12°° Reggimento artiglieria, che nel prosieguo veniva accerchiato.

  1. Bilancio della Giornata

Settore del 3° Reggimento bersaglieri. Questo settore non aveva subito attacchi in forze e quindi era quasi integro. Si aveva la sostituzione della Legione Croata. Da quota 163,3 tentava di aggirare da sud le posizioni tenute dal reggimento , già isolate sulla destra.
Settore del 6° Reggimento bersaglieri. La situazione qui era grave. I sovietici avevano operato una falla ampia di circa 12 chilometri, con una penetrazione di 10 chilometri; a sera era ancora contrastato dai resti dei battaglioni bersaglieri VI e XIX dalla 105a compagni artieri e dalla 45a compagnia ferrovieri tedesca.
    


[1] Qui si evidenzia l’importanza di conoscere l’appartenenza a quale  Battaglione del 6° Reggimento il C.M apparteneva, in quanto le posizioni sono diverse. Il 6° Reggimento Bersaglieri era composto dal Comando, VI, XIII, e XIX battaglione bersaglieri.
[2] Vedi nota precedente.

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