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sabato 8 febbraio 2020

Prigionia Negli Stati Uniti 1.


Token Money
dell’Amm. Gino Galuppini
a cura di Giovanni Cecini[1]

Nei circa 5 anni trascorsi come prigioniero di guerra sono stato ospitato in diversi campi: uno in Egitto all’inizio, il campo di Geneifa nel luglio-agosto 1940, tre in India e, infine uno ancora in Egitto al rimpatrio.
Nei campi di più lungo soggiorno, cioè in India, circolava una specie di moneta, detta dagli inglesi “Token Money”.
I primi ufficiali dell’Esercito, dell’Aeronautica e della Marina catturati sul fronte libico e nel Mediterraneo, dopo pochi giorni passati ad Alessandria, erano stati trasferiti in un campo, ancora in costruzione nella località di Geneifa, ultima stazione prima di Suez della ferrovia Alessandria-Suez, in una zona desertica accanto al canale omonimo.
A tali prigionieri, in data 23 luglio 1940, si aggiunsero una ventina di ufficiali del Regio Incrociatore Colleoni, affondato il 19 luglio 1940, e rimasti ad Alessandria, alloggiati in una caserma, nei giorni 20-22 luglio.
Non ricordo se a Geneifa circolasse moneta: quello che mi ricordo perfettamente è che in tale campo non esisteva uno spaccio, quindi il denaro non serviva.
Viceversa sul piroscafo Rajula sul quale imbarcammo il 23 agosto per essere trasferiti in India, ci fu data una piccola somma di denaro in base al grado rivestito, con la quale si poteva comperare un’aranciata a fine pasto.
Questo denaro era in moneta corrente: Sterlina, Scellini e Pence.
Giunti in India, non essendoci campi per prigionieri, venimmo ospitati nel “Central Internment Camp” di Ahmednagar, dove dal settembre 1939 erano rinchiusi i civili tedeschi, e dove dal 10 giugno 1940 gli internati italiani, inclusi sia i missionari, sia lo stesso Delegato Apostolico monsignor Scuderi, e dove dal 15-18 giugno erano stati rinchiusi gli ufficiali ed equipaggi dei sommergibili catturati nel Mar Rosso nei primi giorni di guerra.
Il campo dei prigionieri di guerra era completamente separato da quelli degli internati, che non si potevano nemmeno vedere, ma vi era uno spaccio e tutti, inclusi i sottufficiali e i marinai, ricevevano una “paga” in base al grado rivestito.
Inizialmente anche nel campo dei P.O.W. [Prigionieri di Guerra] circolò la moneta in uso per gli internati: vedasi biglietto rosa da 2 Annas intestato:

CENTRAL INTERNMENT CAMP
AHMEDNAGAR

Poco tempo dopo entrò in servizio un altro tipo di carta moneta che oltre al Central Internment Camp portava la scritta a stampa:

PERSONAL ALLOWANCE ITALIANS INTERNEES

oltre alla quale, per l’uso a parte dei prigionieri di guerra era aggiunto con timbro stampa:

SERVICE OF PRISONERS OF WAR
[vedasi banconota da una rupia]

Infine la banconota in uso per gli internati furono eliminate e sostituite da altre in carta bianca invece che rosa con la scritta:

SERVICE OF PRISONERS OF WAR
[vedasi banconota da 1 Anna]

Questo tipo di moneta però ebbe breve vita, perchè dopo la prima ritirata sul fronte libico i prigionieri furono catturati a migliaia e per loro furono costruiti appositi campi a Ramgharh e a Bhopal.
I circa 30 ufficiali e 450 marinai da Ahmednagar furono trasferiti a Ramgharh e sistemati insieme agli ufficiali e soldati dell’Esercito. In questo campo circolò brevemente una moneta simile a quella precedentemente citata, però con la scritta:

No.1 INTERNMENT CAMP
RAMGHAR
SERVICE OF PRISONERS OF WAR
[vedasi banconota da 1 Anna]

Si mette in rilievo la scritta “INTERNMENT CAMP” e non “PRISONERS OF WAR” e inoltre la firma di un maggiore in basso a sinistra.
La ragione di questa firma è che da un’organizzazione civile si era passati ad una organizzazione militare, quindi l’autorità militare ritenne che sulla cartamoneta vi fosse la firma del “PRESIDENT REGIMENTAL INSTITUTE” in inglese abbreviato in “PI” AR “AI” italianizzato in PIERAI o PIORAI, la più alta autorità del campo, col grado di maggiore.
Come risulta venne ancora impiegata la dizione:

N. 1 INTERNMENT CAMP

e la cartamoneta era stampata su carta bianca con formato simile a quello impiegato per gli internati, ma questo fu di breve durata, perchè dato il numero di “utenti”, dai biglietti su carta si passò a una vera e propria cartamoneta, con fondo stampato a vari colori a seconda del valore e la scritta in caratteri bianchi:

PRISONERS OF WAR
CAMP

E sotto, più in piccolo e a caratteri neri il nome del campo

RAMGARH

Ma per l’aumentare del numero dei campo anche su questa cartamoneta fu aggiunti con timbro a stampa la scritta:
P.O.W. CAMP
XX
[vedasi banconota da 1 Anna]

essendo 20 il numero del campo in cui mi trovavo a Ramgarh.
Su alcune banconote tale timbro poteva essere messo sul retro bianco.
Il timbro a stampa fu presto abolito e sostituito dal numero 20 (o 21, 22 ecc.) messo a stampa in carattere piccolo e nero davanti alla parola.

RAMGARH
[vedasi banconota da 1 Rupia]

Lo stesso tipo di moneta era in uso nel campo di Yol, ovviamente con la scritta in nero “Yol” ed il numero del campo che poteva essere 25, 26, 27 o 28.
A Yol esisteva anche un “Campo Colonnelli” di cui ignoro il numero, in quanto nella gerarchia militare inglese il “maggiore” è un ufficiale inferiore, quindi nei campi ufficiali vi erano quelli dei gradi da sottotenente a maggiore. Colonnelli e Tenenti Colonnelli erano, in campi separati, con trattamento un poco diverso. I Generali erano in un campo a Dhera Dun, dove fu istituito anche un campo ufficiali di cui ignoro il numero e non possiedo cartamoneta.
Allego due esemplari di moneta in circolazione nel campo di Bhopal e “spesi” a Yol da ufficiali provenienti da tale campo.


[1] Il presente articolo è stato scritto nell’agosto 2005 dallo stesso Galuppini. Il curatore si è limitato ad apporre modifiche al testo, esclusivamente esplicitando le sigle meno diffuse, uniformando la parte grafica, correggendo i refusi, aggiungendo le note come ausilio per il lettore, lasciando completamente inalterato il contenuto del racconto [ndc].


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