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lunedì 5 agosto 2019

Prigionia austriaca in mano italiana 1915-1918. Documento


LEGIONE TERRITORIALE DEI RR. CARABINIERI
DI TORINO
DIVISIONE DI CUNEO
N. 108/I R°
Cuneo, 1 settembre 1915

OGGETTO: Festeggiamento del genetliaco dell'Imperatore d'Austria da parte degli ufficiali austriaci prigionieri al Forte del Colle di Tenda
Al Comando della Divisione Territoriale di Cuneo
RISERVATO

In esecuzione degli ordini verbali ricevuti da cotesto Comando, ho l'onore di comunicare qui di seguito il risultato dll'inchiesta che ho eseguito alla Fortezza del Colle di Tenda sull'oggetto a margine.
Il 18 agosto testè decorso, ricorreva il genetliaco dell'Imperatore d'Austria. In previsione di questa ricorrenza gli ufficiali prigionieri, avevano parecchi giorni prima, insistentemente domandato al Signor Comandante del forte, pel tramite del Sottotenente maletti Sig. Gaspare, del 27° Battaglione di M.T. - che ha l'incarico della loro sorveglianza e del loro governo – il permesso di solennizzare quella ricorrenza con un pranzo speciale, allestito secondo le loro costumanze. All'uopo domandarono pure l'orario stabilito per la durata del pranzo che normalmente è dalle 19,30 alle 21,30 venisse, per la circostanza, variato e prolungato.
Il comandante del Forte, Capitano Pilati Cav. Pietro aderì alle richieste dei prigionieri stabilendo che il pranzo del 18 agosto avesse luogo dalle 18,15 alle 22. La misura del pranzo, minuta sulla quale il comandante del Forte non ebbe motivo di fare obiezioni, fu la seguente:
Prosciutto, un uovo sodo a testa, burro
Arrosto di maiale con patate
Minestra di brodo di gallina
Galline lessate
Insalata verde
Insalata di cetrioli sott'aceto
Insalata di cetrioli freschi
Insalata di cavoli
Dolce (torta alla frutta)
Formaggio Emmenthal
Frutta (uve, pesche, pere, aranci)
Caffè, liquori – Champagne
Durante il pranzo regnò un'insolita allegria, ma un'allegria composta, signorile. Pareva che i prigionieri, compenetrati della solennità della ricorrenza, volessero mostrarsi degni di essa con un migliore, non abituale comportamento; giacchè giova notare che quella sera nessuno trasmodò: nessuno si ubriacò: cosa questa non infrequente.
Verso la fine del pranzo, il Tenente di Vascello
Woschech Wenzel
uno di quelli che evase – fece un brindisi nella sua lingua, ascoltato in piedi dai 24 commensali, giacchè mancava il 1° Tenente
Jasprica Giovanni
Il quale, com'è noto, vive appartato perchè su di lui grava l'accusa dei camerati di aver mancato in guerra ai suoi doveri.
Alla fine del brindisi tutti gridarono ad alta voce il tradizionale Hoch! Hoch! Hurrah! e poi intonarono un coro, una specie di inno nazionale che assomiglia ad una nenia. Anche qui è bene notare che questo canto corale veniva spesso cantato a fin di tavola.
Al pranzo i 24 ufficiali pasteggiarono unicamente con Chamapgne e vino bianco e consumarono in tutto 13 bottiglie di Champagne, marca Buches Fils e 6 bottiglie di moscato Spumante di Asti. Inoltre col caffè sorbirono vari liquori.
Alle 22 ora stabilita, tutti si ritirarono scortati dall'ufficiale e dai soldati adibiti alla loro sorveglianza, senza il minimo incidente. Uno di essi, anzi, che s'era permesso di zufolare con aria distratta, in presenza del Sottotenente Signor MALETTI venne da questi ripreso; e l'ufficiale prigioniero smise subito, chiedendo scusa.
Accanto la sala da pranzo dei prigionieri, esiste – divisa da una semplice porta chiusa – la mensa dei Signori Ufficiali del Forte, mensa che è frequentata pure da quasi tutte le famiglie degli ufficiali stessi, che sono alloggiate nella Fortezza:
in tutto 6 signore, 1 signorina, 1 giovanotto e 7 bambini.
Mentre i prigionieri pranzavano, anche gli Ufficiali del Forte con le loro famiglie desinavano: e siccome in quel giorno – 18 agosto – ricorreva pure l'onomastico di S. M. la Regina Elena, la consorte del Capitano Cavalier PILATI Comandante del Forte, propose un brindisi alla Sovrana esclamando: "Viva Casa Savoia". Questo brindisi non aveva però il carattere di una controdimostrazione, di una specie di ritorsione come potrebbe sembrare dalla lettura dell'annesso articolo di giornale, ma nacque spontaneo e fu naturale data la ricorrenza nello stesso giorno, come si è detto, dell'onomastico della nostra Regina.
Il giorno seguente, 19 agosto, l'Avvocato Francesco lanza consigliere Provinciale dei Mandamenti di Limone piemonte e Tenda, redattore del Giornale d'Italia, che aveva sollecitato ed ottenuto dal Capitano cavlier Pilati il permesso di poter visitare il Forte, giunse alla Fortezza del Colle di Tenda, verso le ore 10, con la moglie, due suoi figli ed un altro bambino, figlio del Sindaco di Tena. Venne ricevuto dagli Ufficiali presenti, e poscia venne invitasto a colazione. Egli vide due volte i prigionieri nell'ora in cui prendevano aria nel piazzale interno della Fortezza, ma non glielo avrebbero permesso.
Comunque egli si ritenne lungamente con le Signore e con la Signorina alloggiate nel Forte; sicchè non è azzardata l'ipotesi che il Cavlier Lanza abbia da esse appresa la notizia del festeggiamento, da parte degli Ufficiali prigionieri del genetliaco dell'Imperatore d'Austria, notizia che, fra tante altre, è apparsa nell'articolo inserto a pag. 3 del n. 235 del Giornale d'Italia del 24 agosto u.s. dal titolo: "Tra gli ufficiali austriaci prigionieri sul Colle di Tenda". Gli Ufficiali, infatti, hanno dichiarato che essi serbarono col visitatore il più assoluto riserbo su questo argomento.


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