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martedì 3 novembre 2020

Prima Guerra Mondiale Prigionia austriaca in Italia. Geografia dei Campi di Concentramento. CdA Bari


SITUAZIONE DEI CAMPI
DI CONCENTRAMENTO PRIGIONIERI DI GUERRA
AUSTRO-UNGARICI IN ITALIA 1915-1918
(Tra parentesiU. = Ufficiali, C = Cadetti, S= Soldati, P=Prigionieri)


XI Corpo d'Armata
Bari
Campo di concentamento di:
1.      Altamura..........(0 u., 0 c., 4.419 s.)= 4.419 P.
2.      Barile..........(0 u., 0 c., 141 s.)= 141 P.
3.      Bitetto..........(0 u., 0 c., 118 s.)= 118 P.
4.      Castellana..........(0 u., 0 c., 29 s.)= 29 P.
5.      Conversano..........(76 u., 0 c., 27 s.)= 103 P.
6.      Matera..........(1 u., 0 c., 16 s.)= 17 P.
7.      Melfi..........(156 u., 3 c., 83 s.)= 242 P.
8.      Muro Lucano..........(10 u, 0 c., 32 s.)= 42 P.
9.      Ostuni..........(0 u., 0 c., 344 s.)= 344 P.
10.  Venosa..........(92 u., 0 c., 26 s.)= 118 P.
11.  Potenza..........(0 u., 0 c., 159 s.)= 159 P.
12.  Bari Carcere M.ri..........(0 u., 0 c., 1 s.)= 1 P.

Chi avesse materiali su questi campi è pregato di prende contatto con il Centro Studi Sul Valore Militare dell'Istituto del Nastro Azzurro  CESVAM Piazza Galeno 1 Roma (centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

mercoledì 28 ottobre 2020

Politica dei prigionieri da parte italiana. Novembre 1918


REGNO D'ITALIA
MINISTERO DELL'INTERNO
DISPACCIO TELEGRAFICO
Roma, addì 14 novembre 1918
S.E. Generale Diaz
Comando Supremo


A suo telegramma N. 202.
 Sono sostanzialmente d'accordo. Io ritengo che il primo atto che formalmente si deve compiere è la dichiarazione di prigionieri di guerra di tutti i militari che già appartennero all'esercito austro-ungarico, salvo a consentire la liberazione ed il ritorno al domicilio di coloro che appartengono alle terre da noi occupate. 

Tale liberazione deve avvenire sotto due condizioni: 

primo, che sia opportunamente verificata l'appartenenza territoriale suddetta; 

secondo, che l'individuo non risulti per se stesso temibile. Tali norme io dichiarai ai deputati del trentino che si sarebbero dovute applicare agli italiani redenti e non vi sarà quindi nessuna ragione per non applicarli ugualmente a quelli di nazionalità slava. Resta bene inteso che nella esecuzione di tali criteri gioverà evitare ogni forma di inutile durezza che inasprisce gli animi senza risultato pratico.

PRESIDENTE CONSIGLIO MINISTRI
Orlando


mercoledì 21 ottobre 2020

Prima Guerra Mondiale Prigionia austriaca in Italia. Geografia dei Campi di Concentramento. CdA Roma e Napoli



SITUAZIONE DEI CAMPI
DI CONCENTRAMENTO PRIGIONIERI DI GUERRA
AUSTRO-UNGARICI IN ITALIA 1915-1918
(Tra parentesiU. = Ufficiali, C = Cadetti, S= Soldati, P=Prigionieri)




IX Corpo d'Armata
Roma
Campo di concentramento di:
1.      Asinara..........(129 u., 105 c., 10.769 s.)= 11.003 P.
2.      Cassino..........(0 u., 0 c., 4.135 s.)= 4.135 P.
3.      Orvieto..........(6 u., 2 c., 565 s.)= 573 P.
4.      Montenarba..........(0 u., 0 c., 6 s.)= 6 P.
5.      Roma Osp. M.re..........(1 u., 1 c., 100 s.)= 102 P.

X Corpo d'Armata
Napoli
Campo di concentramento di:
1.      Casamaggiore..........(93 u., 12 c., 73 s.)= 178 P.
2.      Campagna..........(12 u., 3 c., 188 s.)= 203 P.
3.      Padula (Vallodiano)..........(0 u., 64 c., 13.074 s.)= 13.138 P.
4.      S.Maria Capua Vetere..........(0 u., 0 c., 4.983 s.)= 4.983 P.
5.      Sala Consilina..........(3 u., 0 c., 0 s.)= 3 P.
6.      Caserta Osp. M.re..........(2 u., 1 c., 383 s.)= 383 P.
7.      Napoli Osp. M.re..........(7 u., 0 c., 244 s.)=251 P.
8.      S.M. Capua V. Osp. M..........(6 u., 3 c., 121 s.)= 130 P.
9.      Napoli Carceri M.ri..........(1u., 0 c., 0 s.)= 1 P.
10.  Aversa Manicomio..........(0 u., 0 c., 1 s.)= 1 P.

11.  S.M. Capua V. Rep. Uff..........( 70 u., 3 c., 47 s.)= 120 P.




Chi avesse materiali su questi campi è pregato di prende contatto con il Centro Studi Sul Valore Militare dell'Istituto del Nastro Azzurro  CESVAM Piazza Galeno 1 Roma (centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

mercoledì 14 ottobre 2020

Grande Guerra Impiego dei prigionieri i zona di guerra. Disposizioni



R. Esercito Italiano
COMANDO SUPREMO
Ufficio ordinamento e Mobilitazione
N. 23900 di protocollo R.S.
22 settembre 1918
OGGETTO: Impiego prigionieri in zona di guerra
Allegati 4.
Ai Comandi delle armate e G. U. autonome;
intendenza generale intend. Armate,
e per conoscenza:
comandi piazze marittime;
comandi generali cavalleria, artiglieria e genio;
Ministero della Guerra-Div. S.M.
Ministero della Guerra-Commissione prigionieri di guerra;
ufficio affari generali Comando Supremo;
servizio informazioni Comando Supremo;
delegazione della commissione prigionieri di guerra-Padova;
a tutti gli edifici del Comando Supremo

In seguito a speciali accordi presi col Ministero della Guerra, allo scopo di assicurare per l'avvenire l'immediata utilizzazione della maggior parte di prigionieri di guerra, si dispone che d'ora innanzi tutti i prigionieri di guerra, all'atto della loro cattura, vengano subito avviati ai campi di concentramento di armata che si indicano in appresso, ove rimarranno a disposizione di questo comando per il loro ulteriore impiego.
In conseguenza sentito il parere della competente commissione per i prigionieri di guerra presso il Ministero della Guerra e dell'Intendenza generale dell'Esercito si dispone quanto segue:

1° - Le singole armate provvederanno alla immediata riorganizzazione dei seguenti campi di concentramento prigionieri, già in parte esistenti, in modo da renderli atti a ben rispondere allo scopo, facendo all'uopo a questo comando (Ufficio Ordinamento e Mobilitazione) tutte le proposte che riterranno nel caso per assicurare il loro migliore funzionamento ed avvertendo che tutti gli altri campi eventualmente esistenti nel territorio delle armate dovranno essere sciolti non appena i corrispondenti campi in via di formazione saranno in grado di funzionare;

1° Armata    1° campo concentramento prigionieri-Verona
3° Armata    3° campo concentramento prigionieri-Ferrara
4° Armata    4° campo concentramento prigionieri-Cittadella
6° Armata    6° campo concentramento prigionieri-Mirabelli
7° Armata    7° campo concentramento-Castenedolo
8° Armata    8° campo concentramento prigionieri-Resana
9° Armata    9° campo concentramento prigionieri-(di riserva) da stabilirsi a suo tempo.

2° - Comandi dei campi suddetti dovranno assumere gradualmente un organico ed un funzionamento analogo a quello di un comando di reggimento di fanteria, avvertendo che ogni campo deve essere sicuramente in grado di ricoverare temporaneamente fino a 4.000 prigionieri, pur prevedendo la possibilità di doverne ricoverare un numero anche assai maggiore in caso di vaste operazioni. La truppa possibilmente verrà alloggiata in baracche od altrimenti attendata; gli ufficiali invece dovranno essre ricoverati in fabbricati o baracche con tutti i locali di servizio generale (ufficio comando, infermeria, padiglioni di isolamento, vivanderia, cucina, bagni, ecc.).

3° - I campi di concentramento dovranno considerarsi a tutti gli efetti disciplinati e amministrati come enti mobilitati alla diretta dipendenza dei rispettivi comandi di armata nel cui territorio risiedono. Ciascun campo assumerà perciò numerazione corrispondente a quella del comando di armata da cui dipende ed avrà un centro di mobilitazione il "Deposito Prigionieri di Guerra di Mantova"il quale dipenderà dalla Delegazione della Commissione prigionieri di guerra (presso il Ministro della Guerra di padova).

4° - Il funzionamento di ciascun campo sarà regolato dai singoli comandi di armata sulle seguenti basi:
all'atto dell'arrivo dei prigionieri ai campi di concentramento i singoli comandi dei campi dovranno subito provvedere:

Prigionieri Ufficiali
Dovranno essere subito suddivisi per nazionalità ed alloggiati in locali separati dalla rispettiva truppa. Tutti poi senza eccezione di sorta, appena ultimato il periodo contumaciale imposto dalle autorità sanitarie, dovranno a seconda della nazionalità essere sgomberati sui seguenti campi di concentramento del Paese:

Ufficiali, alfieri, apsiranti cadetti: prigionieri e disertori di nazionalità czeco-slovacca: Badia di Sulmona;
Ufficiali, alfieri, aspiranti cadetti: prigionieri e disertori di nazionalità polacca: Casagiove (Caserta);
Ufficiali, alfieri, aspiranti cadetti: prigionieri e disertori di nazionalità rumena: Cittaducale (Aquila);
Ufficiali, alfieri, aspiranti cadetti: prigionieri e disertori di nazionalià jugo-slava: Nocera Umbra;
Ufficiali, alfieri, aspiranti cadetti: prigionieri e disertori di nazionalità italiana: Luserna S. Giovanni;
Ufficiali, alfieri, aspiranti cadetti: prigionieri e disertori di altre nazionalità: Cassino;
Ufficiali, alfieri, aspiranti cadetti: prigionieri e disertori di altre nazionalità: Polla (Salerno).

Prigionieri di truppa
Dovranno essere subito suddivisi a seconda dellamloro nazionalità e con le prescritte modalità in centurie, utilizzando per tal inquadramento nell'interno di ciascun campo i graduati esistenti fra i prigionieri stessi. Tre o quattro centurie formeranno una compagnia agli ordini di un ufficiale inferiore italiano, designato dal comando di ciascun campo.
Per ogni prigioniero dovrà pure essere subito compilata la cedola di cui alla lettera e).
I prigionieri di truppa di nazionalità czecoslovacca ed italiana, appena espletate le prescritte politiche contumaciali e amtricolari (e per quelli di nazionalità czeco-slovacca anche quelle di accertamento da parte di competenti commissari) dovranno per accertamento da parte di competenti commissari) dovranno per cura del comando di ciascun campo essere sgomberati rispettivamente sul campo di Avezzano (czeco-slovacchi) e su quello di Isernia (italiani).
Così pure qualora i prigionieri di truppa per una ragione qualsiasi dovessero essere internati nel territorio, dovranno con le prescritte modalità a seconda della nazionalità essere sgomberati sui seguenti campi di concentramento del Paese:

Disertori, prigionieri di truppa nazionalità polacca: S. Maria Capua Vetere;
Disertori, prigionieri di truppa nazionalità rumena: Urbania;
Disertori, prigionieri di truppa nazionalità jugo-slava: Casale D'Altamura;
Disertori, prigionieri di truppa nazionalità czeco-slovacca: Avezzano;
Disertori, prigionieri di truppa nazionalità italiana: Isernia;
Disertori, prigionieri di truppa nazionalità italiana: Luserna S. Giovanni (Torino);
Disertori, prigionieri di altre nazionalità: Servigliano.

È fatta facoltà agli uffici informazioni delle singole armate di prelevare dai contingenti prigionieri comunque affluiti ai rispettivi campi di concentramento tutti quei prigionieri che, per la loro nazionalità, essi ritengano poter utilmente impiegare nel servizio di informazioni e propaganda, prendendo all'uopo preventivi accordi coll'ufficio ordinamento e mobilitazione di questo comando.
Anche per costoro però prima che abbandonino il campo dovrà essere compilata la cedola di cui sopra, da trasmettersi alla commissione di guera in Roma.
Contemporaneamente alle operazioni di cui alla lettera a) le compagnie prigionieri dovranno gradatamente ricevere l'inquadramento necessario per essere impiegate quali riparti lavoratori. I comandi di armata interessati provvederanno a fornire il personale di inquadramento e scorta scegliendolo sul complesso dei dipendenti riparti fra gli ufficiali e militari di truppa di M. T. (classi 1876-77-78) ovvero di calsse più anziana del 1890 se trattasi di presunti permanentemente inabili alle fatiche di guerra, ovvero esonerati dal prestare servizio in prima linea ( a mente delle circolari ministeriali 271 G. M. 1918 e 542 G. M.  1916 ).
Di massima si tenga presente per tal inquadramento che per ogni compagnia formata con prigionieri di nazionalità avversa alla causa degli alleati (tedesco-ungheresi) sono sufficienti 7-8 ufficiali inferiori di cui un capitano e 10-12 milioni di truppa (di cui almeno 5 ottimi graduati) mentre per le compagnie costituite con elementi  di nazionalità non contraria alla causa degli alleati (jugoslavi, romeni, polacchi, ecc.) bastano 5-6 ufficiali inferiori e 8-10 militari di truppa. La scorta di massima deve calcolarsi in base al 5-10% della forza.

Salvo eccezioni di carattere sanitario entro 20 giorni dall'arrivo dei prigionieri ai campi di concentramento le compagnie prigionieri lavoratori dovranno esser pronte a muovere e come tali segnalate a questo comando (Ufficio Ordinamento e Mobilitazione) dai comandi di armata.

a) Ai prigionieri di guerra spetta il trattamento disciplinare di cui al paragrafo 373 del Servizio in guerra-parte II.

b) Agli effetti del servizio matricolare dovranno essere compilati per cura del comando di ciascun campo e sotto perosnale responsabilità del suo comandante appositi elenchi dei prigionieri e per ciascuno apposte cedole come già praticasi presso i campi di concentramento del Paese, colle norme e modalità cui all'allegato n. 1.

c) Il servizio sanitario (periodo contumaciale-misure profilattiche del caso, ecc.) verrà regolato dalle singole intendenze di armata secondo le norme già all'uopo impartite dall'intendenza generale, in accordo con l'Ispettore Sanitario Militare. Altrettanto dicasi per il servizio viveri, vestiario, ecc.

d) Per il trattamento economico sia del personale d'inquadramento e scorta sia dei prigionieri di guerra vedi allegato n. 2.

e) Per quanto riflette l'inoltro ed il ricevimento della corrispondenza dei prigionieri di guerra vedi allegato n. 3.

f) I comandi di armata entro il giorno 1° e 16 di ogni mese trasmetteranno uno specchio della forza dei prigionieri di guerra presenti nei rispettivi campi alla data stessa, conforme al modello annesso (vedi allegato n. 4).

Per il necessario collegamento dei singoli campi di concentramento colla commissione prigionieri di guerra presso il Ministero della Guerra si stabilirà in padova (presso il comando della divisione territoriale di Padova) una delegazione della commissione stessa composta di un ufficiale superiore delegato dalla medesima (maggiore commissario CHIELI Federico). Di un ufficiale superiore delegato di questo comando (maggiore M. T. PALIOTTI Gaetano) e di un ufficiale subalterno segretario (tenente RIGHO Giovanni del comando di tappa di Padova). Detta Delegazione dipenderà direttamente da questo comando (Ufficio Ordinamento e Mobilitazione) per quanto riflette l'organizzazione e l'impiego delle compagnie prigionieri sui lavori.
Perciò sotto la data di pubblicazione della presente circolare la commissione prigionieri della zona di guerra nominata provvisoriamente per l'immediata utilizzazione dei prigionieri di guerra recentemente catturati deve considerarsi sciolta ed il personale a disposizione di questo comando.
Si gradirà ricevere entro il 15 del mese di ottobre p.v. assicurazione circa la compiuta sistemazione dei suddetti campi di concentramento prigionieri avvertendo che sarà quanto prima diramata per cura dell'Intendenza Generale la nuova raccolta delle disposizioni di carattere permanente relative ai prigionieri di guerra ed ai disertori del nemico con tutte le norme particolareggiate per la sistemazione stessa.

IL SOTTOCAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO
Badoglio






mercoledì 7 ottobre 2020

Prima Guerra Mondiale Prigionia austriaca in Italia. Geografia dei Campi di Concentramento. CdA Ancona e Firenze

SITUAZIONE DEI CAMPI
DI CONCENTRAMENTO PRIGIONIERI DI GUERRA
AUSTRO-UNGARICI IN ITALIA 1915-1918
(Tra parentesiU. = Ufficiali, C = Cadetti, S= Soldati, P=Prigionieri)



VII Corpo d'Armata
Ancona
Campo di concentramento di:
1.      Avezzano..........(0 u., 0c., 6.814 s.)= 6.814 P.
2.      Aquila..........(5 u., 5 c., 729 s.)= 739 P.
3.      Bucchianico..........(10 u., 1 c., 205 s.)= 216 P.
4.      Cittaducale..........(0 u., 0 c., 51 s.)= 51 P.
5.      Fonte d'Amore..........(0 u., 0 c., 3.316 s.)= 3.316 P.
6.      Sulmona..........(5 u., 1 c., 322 s.)= 328 P.
7.      Servigliano..........(0 u., 0 c., 1.015 s.)= 1.015 P.
8.      Urbania..........(7 u., 1 c., 537 s.)= 545 P.
9.      Sulmona Osp. M.re..........(0 u., 0 c., 15 s.)= 15 P.

VIII Corpo d'Armata
Firenze
Campo di concentramento di:
1.      Bibbiano..........(27 u., 17 c., 17 s.)= 61 P.
2.      Bibbiena..........(13 u., 1 c., 244 s.)= 258 P.
3.      Capraia..........(9 u., 0 c., 54 s.)= 63 P.
4.      Castel di Trebbio..........(18 u., 2 c., 169 s.)= 189 P.
5.      Firenze..........(0 u., 0 c., 449 s.)= 449 P.
6.      Pianosa..........(1 u., 0 c., 1 s.)= 2 P.
7.      Porto Ercole..........(0 u., 0 c., 448 s.)= 448 P.
8.      Ribolla (distacc. Lavori)..........(0 u., 0 c., 299 s.)= 299 P.
9.      San Gimignano..........(0 u., 0 c., 219 s.)= 219 P.
10.  Volterra..........(0 u., 0 c., 222 s.)= 222 P.
11.  Firenze Osp. M.re..........(0 u., 0 c., 1 s.)= 1 P.
12.  Firenze Manicomio..........(0 u., 0 c., 1 s.)= 1 P.
13.  Volterra..........(0 u., 0 c., 1 s.)= 1 P.




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sabato 3 ottobre 2020

Risposta Italiana alle accuse austriache in tema di prigionia di guerra 3




Roma, 15 luglio 1918
MINISTERO DELLA GUERRA
Commissione per i Prigionieri di guerra
n. 18852 di protocollo
OGGETTO: Informazioni
AL COMANDO SUPREMO – UFFICIO INFORMAZIONI

Mentre ringrazia della comunicazione di cui nel foglio sopradescritto questa Commissione si fa premura prospettare quanto segue nei riguardi dei singoli punti d'accusa contenuti nell'articolo della "NEUE FREIE PRESSE" del 20 giugno u.s.

5° Operazioni chirurgiche di prigionieri di guerra senza anestetico
Un solo reclamo risulta pervenuto al riguardo dal Governo di Vienna circa una pretesa enucleazione dell'occhio destro senza narcotizzazione al cadetto Heim; operazione per la quale a ragione veduta fu al paziente applicato il sistema locale e ciò in vista delle sue condizioni generali avendo egli altresì riportato una estesa ferita alla radice del naso. Il dott. Cap. Columbo che presiedette all'operazione nell'Ospedale di Vicenza, assicura come tale metodo prevalga nella comune pratica oculistica.
Spiegazioni del caso furono fornite al Governo a.u. in via diplomatica fin dall'agosto 1917.
Nulla è noto circa l'impazzimento dell'ufficiale prigioniero per essere stato operato sette volte senza narcotico.

6° Prigionieri morti di malaria
I prigionieri morti di malaria nello scorso anno e nei primi mesi del corrente ascesero a 366 su oltre 70.000 prigionieri lavoratori; quindi una percentuale modesta. Non si hanno dati precisi circa il numero dei colpiti da detta malattia, ma può affermarsi che anch'esso si mantenne in limiti moderati.
Non si mancò di adottare tutte le misure profilattiche, preventive e curative; dove l'epidemia malarica manifestatosi con una certa gravità, furono ritirati senz'altro i distaccamenti ai prigionieri lavoratori.
Questi i fatti specifici a cui allude l'articolo della "Neue Freie Presse" quali si sono svolti.
Per quanto concerne la smentita di cui è cenno nel foglio di codesto Servizio, che si vorrebbe opporre alle fallaci o per lo meno esagerate nonchè svisate informazioni di detto giornale, questa Commissione senza entrare in merito alla opportunità della medesima, si pregia far notare a codesto Servizio che i singoli fatti manzionati hanno già avuto tutti la sua ripercussione in altrettanti reclami e proteste e minacce di rappresaglie per parte del Governo a.u. che furono sempre esaurientemente trattati sia per via diplomatica che pel tramite della Croce Rossa dei due paesi.
Le Autorità a.u. sono quindi perfettamente informate dello stato reale delle cose e se ciò nonostante acconsentono alla pubblicazione di notizie così poco rispondenti a verità, si deve ritenere che esse così agiscano volontariamente e per uno scopo determinato.
Nei paesi neutrali è risaputo che in Italia i prigionieri di guerra sono trattati con umanità e giustizia. Ne fanno fede le testimonianze del prof. D'Espines e del Rev. P. De Courten i quali dopo aver visitati molti reparti di prigionieri a.u. in Italia non esitarono a dichiarare che in nessun paese i prigionieri di guerra erano stati trattati così bene come in Italia.
La cosa è pure risaputa in Italia. Ma coll'opporre una pubblica smentita alle affermazioni della N.F.P. si verrebbe ad accentuare troppo una condizione di fatto, che se torna a tutto nostro onore, non conviene sia dato in balia a pubblica discussione.
Basta ricordare al riguardo l'acerba campagna condotta tempo fa dal Bottazzi nel "Corriere della Sera" circa il pretesto troppo famigliare trattamento usato in Italia ai prigionieri di guerra: campagna che andò tant'oltre al consenso della Censura, che le Autorità dovettero intervenire a mettere le cose a posto.

Per opportuna norma si soggiunge che già il Sottosegretariato della Propaganda all'Estero impressionato dalle pubblicazioni fatte in Svizzera al riguardo aveva chiesto a questa Commissione elementi per pubblicare una precisa smentita a mezzo di un comunicato della Stefani ed intraprendere una polemica sui giornali svizzeri stessi.

Ma avendo questa Commissione, nel fornire il materiale richiesto, espresso l'avviso che ulteriori polemiche sull'argomento fossero inopportune, il Sottosegretario per la Propaganda ha aderito a tale punto di vista, rinunciando ad ogni ulteriore pubblicazione a riguardo.

IL TENENTE GENERALE PRESIDENTE
Il Contrammiraglio
Filipperi

lunedì 28 settembre 2020

Risposta Italiana alle accuse austriache in tema di prigionia di guerra 2




Roma, 15 luglio 1918
MINISTERO DELLA GUERRA
Commissione per i Prigionieri di guerra
n. 18852 di protocollo
OGGETTO: Informazioni
AL COMANDO SUPREMO – UFFICIO INFORMAZIONI

Mentre ringrazia della comunicazione di cui nel foglio sopradescritto questa Commissione si fa premura prospettare quanto segue nei riguardi dei singoli punti d'accusa contenuti nell'articolo della "NEUE FREIE PRESSE" del 20 giugno u.s.

omissis

3° Ufficiali legati al palo nel reparto di Cortemaggiore (non Castelmaggiore)
Il 4 novembre 1916 giunse dalla zona di guerra al Riparto di Cortemaggiore  il prigioniero di guerra di nazionalità romena MYRONOVICI Michele.
La mattina del 5 egli fu chiamato dal capitano prigioniero Leo SCHEEIDER il quale alla presenza di un altro capitano suo collega glin intimava a nome di tutti gli ufficiali prigionieri, di astenersi dal partecipare alla mensa comune, perchè sospetto di diserzione.
Contemporaneamente i due capitani iniziavano una rapida inchiesta tendente a chiarire la situazione di quell'alfiere.
Avendo perciò il Comandante del reparto inflitta una punizione disciplinare ai due capitani suddetti, ne sorse vivi malumore fra gli ufficiali del reparto, che essendosi permessi di reclamare e protestare anche vivacemente al riguardo di tale punizione, furono a loro volta puniti disciplinarmente.
Per tutto il pomeriggio si continuò a complottare tra i prigionieri minacce e manifestazioni ostili da farsi al MYRONOVICI tanto che due ufficiali rumeni, già internati in quel reparto, credettero di informarne il Comando.
Questo l'antefatto.
All'ora della mensa ufficiale di servizio, avendo di persona accompagnato alla mensa ufficiali l'alfiere MYRONOVICI che intimorito della ingiunzione dei suoi superiori, se ne era rimasto solo  nella propria camera, comunicava agli ufficiali riuniti l'ordine del Comandante del riparto di non provocare disordini. L'intervento dell'Ufficiale di servizio fu accolto con palese malumore tanto che questi fu costretto ad imporre silenzio.
Accortosi che un gruppo di detti ufficiali erano particolarmente ostili ai romeni tanto da rifiutarsi di sedere alla medesima tavola con loro, il Brunelli li riunì dopo la mensa nella sala di convegno invitandoli a desistere da ogni atto scorretto ed ostile verso i loro colleghi romeni.
Al rifiuto espresso in tono altezzoso e sprezzante dall'alfiere Krejci a nome dei suoi colleghi, il Brunelli ordinò immediatamente di legarlo ad una colonna del porticato. Ripetuta l'intimazione agli altri sei ufficiali, cinque di essi accennarono a diventare sempre più altezzosi e vennero fatti anch'essi legare alle colonne. Uno solo dichiarò di avere agito per imposizione degli altri e si dichiarò pronto ad ubbidire; egli fu fatto rientrare nella propria camera.
Diffidati agli altri ufficiali rimasti nella sala di mensa a non commettere atti di resistenza e disobbedienza, venivano fatti uscire a gruppi.
Passando innanzi ai colleghi legati, uno di essi, il cadetto SCHVVARZL si dichiarò solidale con i suoi colleghi e volle anch'egli essere legato con gli altri.
I sette ufficiali così legati vi rimasero per circa due ore fino a che parve ristabilita la quiete.
Dei detti sette ufficiali, uno era sottotenente, quattro alfieri a due cadetti.
Come si vede non si tratta di punizione, ma di un atto di coercizione momentanea imposta da speciali circostanze.
Pure ammettendo che il Brunelli possa avere ecceduto nella scelta dei mezzi a sua disposizione, pure il Ministero della Guerra non ha ordinato di punirlo, in vista del contegno minaccioso e provocante di quegli ufficiali prigionieri che lo hanno costretto a ricorrere a mezzi estremi per salvaguardare la propria autorità.
Il Governo a.u. non ha mancato di protestare; per via diplomatica gli sono state fornite le spiegazioni del caso.
4° Condanne di prigionieri di guerra
Sta di fatto che esistono parecchie condanne di prigionieri di guerra alla reclusione militare per un numero rilevante di anni.
La sentenza del Tribunale Militare di Firenze 31 gennaio 1918, con cui 13 prigionieri del distaccamento di Colle Salvetti, quattro furono condannati ad anni 20 ed i rimanenti ad anni 15 di reclusione; quella del Tribunale Militare di Alessandria 23 marzo 1918 con cui 14 prigionieri venivano condannati ad anni 20; quella dello stesso Tribunale in data 19 aprile u.s. con cui di 5 prigionieri imputati di ammutinamento 2 vennero condannati ad anni 20 e tre assolti; quelle del Tribunale Militare di Bari 15 gennaio e 22 marzo 1918 con cui 10 e rispettivamente 17 prigionieri lavoratori dei distaccamenti di Gallipoli-Cognato e Gravina, furono condannati ad anni 20 di reclusione ciascuno.
Tali condanne sono dovute al fatto che per i rifiuti di obbedienza commessi da più prigionieri alcuni Tribunali applicano l'art. 116 con l'aggravante del tempo di guerra di cui all'art. 250.
Tale differenza di apprezzamento dà luogo ad una disparità di trattamento tra i prigionieri che ha già provocato ripetute recriminazioni per parte del Governo a.u.
Sulla cosa è già stata richiamata l'attenzione della competente Autorità giudiziaria militare.

omissis
IL TENENTE GENERALE PRESIDENTE
Il Contrammiraglio
Filipperi

lunedì 21 settembre 2020

Risposta Italiana alle accuse austriache in tema di prigionia di guerra 1.




Roma, 15 luglio 1918
MINISTERO DELLA GUERRA
Commissione per i Prigionieri di guerra
n. 18852 di protocollo
OGGETTO: Informazioni
AL COMANDO SUPREMO – UFFICIO INFORMAZIONI

Mentre ringrazia della comunicazione di cui nel foglio sopradescritto questa Commissione si fa premura prospettare quanto segue nei riguardi dei singoli punti d'accusa contenuti nell'articolo della "NEUE FREIE PRESSE" del 20 giugno u.s.

1) Condanna di ufficiali prigionieri dl Reparto Cortemaggiore
I nove ufficiali prigionieri (Malanotti, Bachich, etc.) che evasero nella notte dal 22 al 23 maggio 1917 dal Reparto di Cortemaggiore e vennero poi ripresi furono processati per danneggiamento di edifici militari, perchè per evadere ruppero un pavimento di cemento armato, abbatterono un tratto di muro che chiudeva una scaletta fuori di uso e demolirono un altro tratto di muro nella cantina della caserma adibita a luogo di internamento (ex convento dei Francescani).
Il Tribunale Militare di Cremona, con sentenza 23 agosto 1917, li condannò a sei mesi di carcere, computato il sofferto: ma il Tribunale Supremo di Guerra e Marina, accogliendo il ricorso dei condannati annullò la sentenza senza rinvio, sicchè essi vennero senz'altro scarcerati (5 ottobre 1917).
Nello stesso processo furono coinvolti il Ten. prigioniero a.u. Grunberger Carlo ed i soldati prigionieri Prunner Alois e Muller Miklos, per avere indotto con artifizi, doni e promesse, il soldato italiano Riva Tancredi di servizio al reparto, a procurare ai suddetti 9 prigionieri lampadine e pile elettriche e carte topografiche, che servirono per l'evasione. Anche il Riva naturalmente fu processato.
Il Tribunale militare di Cremona, con la citata sentenza, condannò il Grunberger ad anni tre di reclusione militare ed i due soldati prigionieri ciascuno ad anni due della stessa pena: per questa parte la sentenza venne confermata dal Tribunale Supremo di Guerra e Marina; giacchè altro è l'evasione in sè stessa (che non costituisce reato ed altro è istigare ed indurre un militare di servizio a tradire il proprio dovere ed a commettere un reato; tale istigazione è prevista dagli articoli 163 e 164 del Codice penale per l'esercito).

2° Condanna dell'ufficiale medico a.u. alfiere Bienenstock Moritz
Il giorno 25 aprile 1917, al Campo di concentramento dei prigionieri di guerra di Fonte d'Amore (Sulmona), l'assistente medico prigioniero dott. BIENENSTOCK MORITZ, che secondo la Convenzione di Ginevra era colà adibito a mansioni sanitarie, avendo notato che due prigionieri evasi e pooi ripresi per il loro deplorevoli contegno dopo l'arresto erano stati messi ai ferri – punizione autorizzata dal regolamento di disciplina vigente nel nostro Esercito – si diede arbitrariamente a cercare del Comandante del Campo per fargli presente le condizioni di sofferenza nelle quali, secondo lui, versavano detti prigionieri.
Imbattutosi in un ufficiale italiano addetto al reparto, gli disse che non era da cittadini italiani legare due prigionieri in modo da farli soffrire tanto, e sebbene avesse avuto ordine da detto ufficiale di ritirarsi in camera, si andò invece a fermare presso i prigionieri circondato da circa 300 altri prigionieri che man mano eransi riuniti sul posto attratti dal clamore delle sue proteste.
Sopraggiunto, il Comandante del Campo, Tenente Colonn. COLALE', egli intimò al BIENENSTOCK di allontanarsi subito, ma costui dapprima rimase, poi si allontanò di pochi passi fermandosi di nuovo e continuando a protestare mentre alcuni suoi connazionali gridavano "urrà" a lui ed "abbasso" al Comandante predetto.
Con la sua energia il COLALE' riuscì ad evitare che le cose volgessero al peggio, ed il BIENENSTOCK, infine si ritirò dopo ripetute intimazioni.
Rinviato al giudizio del Tribunake Militare di Ancona per incitamento all'ammutinamento e rifiuto di obbedienza in presenza di truppa riunita, questi si dichiarò incompetente, non riconoscendo nel BIENENSTOCK perchè medico, la qualità di prigioniero di guerra. Sul ricorso del Pubblico Ministero il Tribunale Suprem di Guerra e Marina annullò la relativa sentenza, rinviando gli atti del Tribunale Militare di Bari, per un nuovo giudizio.
Questo è stato definito con sentenza 22 dicembre u.s. In virtù della quale il BIENENSTOCK ha riportato condanna ad un anno di carcere militare.
Egli non produsse ricorso e sta ora scontando la pena nel carcere militare di Napoli.

..... omissis

IL TENENTE GENERALE PRESIDENTE
Il Contrammiraglio
Filipperi

lunedì 14 settembre 2020

Prima Guerra Mondiale Prigionia austriaca in Italia. Geografia dei Campi di Concentramento. CdA Genova, Verona, Bologna

SITUAZIONE DEI CAMPI
DI CONCENTRAMENTO PRIGIONIERI DI GUERRA
AUSTRO-UNGARICI IN ITALIA 1915-1918
(Tra parentesiU. = Ufficiali, C = Cadetti, S= Soldati, P=Prigionieri)



IV Corpo d'Armata
Genova
Campo di contramento di:
1.      Cortemaggiore..........(86 u., 29 c., 40 s.)= 155 P.
2.      Casalmaggiore..........(25 u., 8 c., 447 s.)=  480 P.
3.      Finalmarina..........(6 u., 2 c., 244 s.)= 252 P.
4.      Genova..........(115 u., 25 c., 4.948 s.)= 5088 P.
5.      Pizzighettone..........(16 u., 4 c., 435 s.)= 455 P.
6.      Scandiano..........(0 u., 0 c., 1.036 s.)= 1.036 P.
7.      Taggia..........(11 u., 4 c., 344 s.)= 359 P.
8.      Parma Osp. M.re..........(0 u., 0 c., 6 s.)= 6 P.
9.      Piacenza Carceri M.ri..........(1u., 0 c., 2 s.)= 3 P.
10.  Cremona Carceri M.ri..........(0u., 0c., 1 s.)= 1 P.
11.  Cogoleto Manicomio..........(0 u., 0 c., 8 s.)= 8 P.

V Corpo d'Armata
Verona
Campo di concentramento di:
1.      Borgoforte..........(0 u., 1 c., 329 s.)= 330 P.

VI Corpo d'Armata
Bologna
Campo di concentramento di:
1.      Carpi..........(0 u., 0 c., 398 s.)= 398 P.
2.      Cento..........(0 u., 0 c., 301 s.)= 301 P.
3.      Cesena..........(17 u., 1 c., 353 s.)= 371 P.
4.      Bologna Osp. M.re..........(48 u., 3 c., 2 s.)= 53 P.
5.      Ferrara Osp. M.re..........(0 u., 0 c., 2 s.)= 2 P.
6.      Rovigo Osp. M.re..........(0 u., 0 c., 1 s.)= 1 P.














Chi avesse materiali su questi campi è pregato di prende contatto con il Centro Studi Sul Valore Militare dell'Istituto del Nastro Azzurro  CESVAM Piazza Galeno 1 Roma (centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

lunedì 7 settembre 2020

La propaganda austriaca contro l'Italia in tema di prigionia di guerra


TRATTAMENTO DEI PRIGIONIERI DI GUERRA
AUSTRO-UNGARCI IN ITALIA
Neue Freie Presse 20/6

Dal quartiere generale della stampa si comunica:

Il Governo Italiano, impensierito per gran numero di prigionieri fatti dagli eserciti degli Imperi Centrali, durante l'offensiva dell'autunno scorso, ha iniziato una violenta campagna giornalistica contro l'Austria accusandola di maltrattamenti d'ogni specie a carico dei prigionieri italiani. Di fronte a tali accuse, che si fanno di giorno in giorno più violenti, il Comando Militare Austriaco, per la tutela della verità e del suo decoro, crede opportuno di denunciare i seguenti fatti che si verificano in Italia a carico dei prigionieri austro-ungarici.

Ufficiali e truppa sono fatti segno di ogni sorta di ingiustizie. I tentativi di fuga che, secondo la Convenzione dell'Aia, dovrebbero essere puniti solamente in via disciplinare, sono puniti in via giudiziaria. Di nove ufficiali che il 22 maggio 1917 fecero un tentativo di fuga a Cortemaggiore, furono puniti otto a sei mesi di carcere dopo un'istruttoria durata due mesi e mezzo, uno a tre anni di reclusione per il fatto che si era procurato una carta topografica. Due attendenti che avevano procurato ai loro ufficiali due lampadine elettriche furono puniti a due anni di reclusione. Il tenente medico B. fu condannato ad un anno di carcere perchè era intervenuto presso il Comando del campo dei prigionieri al fine di ottenere la liberazione di un prigioniero austriaco, il quale, essendo legato al palo per punizione, era caduto in svenimento.

La punizione del palo e simili è usata in Italia per i prigionieri austriaci in modo barbaro. A Castelmaggiore furono legati alle colonne del corridoio del chiostro, il giorno 4 novembre 1916 parecchi ufficiali, fra i quali alcuni capitani ed un tenente di 44 anni, per una durata di parecchie ore ed insultati dai soldati italiani di guardia e da operai nel modo più umiliante, e ciò perchè non avevano voluto accettare alla mensa un alfiere, di nazionalità romena, sospettto di diserzione.
La truppa è fatta segno a punizioni e condanne draconiane. I rifiuti al lavoro sono puniti con condanne perfino di 20 anni di reclusione. I prigionieri feriti sono operati senza anestetico e se durante le operazioni non si mantengono tranquilli, vengono maltrattati e battuti dai soldati italiani di sanità.

Un tenente, ora restituito, fu operato sette volte senza narcotico e di conseguenza divenne pazzo. Un capitano, pure restituito, ha riferito che l'estate scorsa si impiegarono i prigionieri per inarcamento di agrumeti ed aranceti in regioni fortemente malariche e che quindi in quella situazione erano abbandonati dalla popolazione; la conseguenza fu che moltissimi si ammalarono e morirono di malaria. Nel campo di Averno si vedevano allora degli uomini ischeletriti, ridotti a pelle ed ossa che si reggevano in piedi a stento.

Sarebbe troppo lungo elencare tutti i dettagli in merito ed addurre degli altri fatti consimili, attestanti il trattamento inumano cui il Governo Italiano assoggetta i prigionieri di guerra; quanto si è esposto e che può essere dimostrato con documenti ufficiali, è più che sufficiente per far comprendere di quali colpe il Governo Italiano si sia macchiato.

giovedì 3 settembre 2020

Prima Guerra Mondiale Prigionia austriaca in Italia. Geografia dei Campi di Concentramento. CdA Torino ed Alessandria e Milano


SITUAZIONE DEI CAMPI
DI CONCENTRAMENTO PRIGIONIERI DI GUERRA
AUSTRO-UNGARICI IN ITALIA 1915-1918
(Tra parentesiU. = Ufficiali, C = Cadetti, S= Soldati, P=Prigionieri)

I Corpo d'Armata
Torino
Campo di concentramento di:
1.      Exilles..........(49 Ufficiali., 0 Cadetti., 15 Soldati.)= 64 Prigionieri
2.      Luserna San Giovanni..........(0 u., 0 c., 201 s.)= 201 P.
3.      Moncenisio..........(22 u., 3 c., 12 s.)= 37 P.
4.      Pinerolo..........(0 u., 0 c., 254 s.)= 254 P.
5.      Venaria Reale...........(9 u., 1 c., 252 s.)= 262 P.
6.      Torino Osp. Mre..........(0 u., 0 c., 22 s.)= 22P.
7.      Novara..........(0 u., 0 c., 2 s.)= 2 P.

II Corpo d'Armata
Alessandria
Campo di concentramento di:
1.      Alessandria..........(0 u., 0 c., 393 s.)= 393 P.
2.      Alessandria Osp. M.......... (0 u., 0 c., 107 s.)= 107 P.
3.      Casale Monferrato..........(0 u., 0 c., 626 s.)= 626 P.
4.      Castel Rocchero..........(0 u., 0 c., 227 s.)= 227 P.
5.      Frinco d'Asti..........(0 u., 0 c., 361 s.)= 361 P.
6.      Fossano..........(32 u., 0 c., 912 s.)=944 P.
7.      Gavi..........(0 u., 0 c., 567 s.)= 567 P.
8.      Stazzano..........(0 u., 0 c., 408 s.)= 408 P.
9.      Vigevano..........(0 u., 0 c., 309 s.)= 309 P.
10.  Voltaggio..........(0 u., 0 c., 499 s.)= 499 P.
11.  Arquata Scrivia..........(0 u., 0 c., 129 s.)= 129 P.
12.  Rigoroso..........(0 u., 0 c., 65 s.)= 65 P.
13.  Pavia Osp. M.re..........(0 u., 0 c., 1 s.)= 1 P.
14.  Savigliano..........( 0u., 0 c., 63 s.)= 63 P.

III Corpo d'Armata
Milano
Campo di concentramento di:
1. - ..........(- u., - c., - s.)= - P.


Chi avesse materiali su questi campi è pregato di prende contatto con il Centro Studi Sul Valore Militare dell'Istituto del Nastro Azzurro  CESVAM Piazza Galeno 1 Roma (centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org